Recensione #40 – Brutti di Scott Westerfeld

Brutti è un romanzo di Scott Westerfeld. Si tratta del primo volume della trilogia Beauty. In Italia è stato pubblicato da Mondadori.

 

Tally è una ragazza normale. Ma essere normali, nel suo mondo, equivale a essere brutti. Brutti solo fino a sedici anni, fino a quando non si è sottoposti per legge a un’operazione di chirurgia estetica che rende bellissimi e uguali a tutti gli altri “perfetti”. Ecco perché Tally non vede l’ora di compiere sedici anni. Ma poco prima del giorno fatidico incontra Shay, che le fa scoprire il brivido dell’imprevisto e il fascino dell’imperfezione e la mette al corrente di un’inquietante versione dei fatti. Tally adesso non vede l’ora di conoscere la verità. E sarà più difficile e pericoloso di un’operazione…

 

Tally Youngblood ha quasi sedici anni e vive a Bruttopoli, una città moderna e tecnologica vicina all’Isola dei Neoperfetti.
Quando una persona compie dodici anni, viene spedita nel dormitorio insieme agli altri brutti, in attesa di essere sottoposti a un’operazione chirurgica in grado di trasformarli in perfetti.
Tally è ansiosa di operarsi e di raggiungere il suo amico Peris.
Una notte d’estate, qualche mese prima del suo sedicesimo compleanno, sgattaiola sull’isola e incontra ancora una volta l’amico di infanzia. Mentre fugge per non essere scoperta, si imbatte in Shay, una brutta che compie gli anni nello stesso periodo.
Le due instaurano un legame profondo: trascorrono il tempo a fare degli scherzi ai nuovi arrivati o a girare per la città con le librelle, tavole in grado di librarsi grazie alla presenza del ferro. La ragazza parla a Tally di un certo David, della possibilità di non operarsi e di scappare in un luogo chiamato Fumo
Arriva il giorno dell’operazione e Tally viene convocata da Circostanze Speciali, una categoria differente di Perfetti, che le affida una missione: la ragazza dovrà raggiungere Shay a Fumo e tradire la loro amicizia. Decide di accettare perché, al contrario dell’amica, non vuole rimanere brutta per sempre.
Quando arriva nella città dei fuggitivi, scopre una realtà diversa e soprattutto un’inquietante verità sui Perfetti…

 

Brutti è la storia di un’amicizia, di un amore che sboccia e di un’incredibile avventura alla ricerca della propria identità, del proprio posto nel mondo.

La protagonista di questo romanzo fantascientifico distopico è Tally Youngblood, una brutta che si accinge a essere operata per diventare perfetta.

Ha sempre vissuto nella bambagia e non conosce la vita al di fuori della città. Ciò che le interessa è smettere di essere brutta, ma non si rende conto che può essere bella anche senza l’operazione. È la società malata, costituita dagli Speciali,a farle credere di essere inadeguata perché il suo volto non è asimmetrico, a farle vedere quello che vuole che veda. Ci si convince di essere sbagliati e di stare meglio perdendo le proprie abilità, in modo tale da conformarsi e smettere così di soffrire.

Tutto quello che sa deriva dalle lezioni impartite dai perfetti. Non ha mai lavorato o vissuto a stretto contatto con la natura, che spesso può riservare delle inaspettate sorprese.

Per anni è stata affascinata e tentata dall’Isola dei Neoperfetti, per poi scoprire le cose davvero importanti della vita. E la bellezza esteriore, priva di imperfezioni, non lo è.

Sono Shay, David e gli altri abitanti di Fumo ad aprirle gli occhi. In particolare, si affeziona a David, un ragazzo che, pur non essendosi operato, risultata carismatico e bello con i propri difetti stampati in faccia. È lui che odia gli sprechi, che cerca di riutilizzare gli oggetti senza buttarli al primo utilizzo, come dovrebbe fare chiunque. Non perdono valore soltanto perché si rompono; al contrario, lo acquistano proprio perché hanno una storia da raccontare.

Nonostante a Fumo non ci sia la tecnologia, loro sanno cavarsela. La fatica del lavoro ricompensa Tally, che per la prima volta è felice e si sente apprezzata. A Fumo ognuno si rende utile per costruire una civiltà degna di questo nome.

A differenza dei Fumosi, i neoperfetti non hanno uno scopo nella vita, sono felici soltanto perché non sono consapevoli; sono solo automi, involucri vuoti con un futuro insignificante.

 

Brutti non racconta soltanto di una sorprendente avventura (o disavventura, se vogliamo essere precisi), ma affronta svariati temi quali l’amicizia, la fiducia, la lealtà, la condivisione, il bisogno di una sorta di felicità, reale o illusoria, l’amore e il rispetto per la natura, così perfetta da non avere la necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico.

È una critica alla spasmodica ricerca della perfezione a discapito dell’individualità, estetica e non, all’avidità dell’uomo che ha distrutto tutto, al consumismo, agli sprechi e ai prodotti  usa e getta, al conformismo.

Fa riflettere sull’importanza dell’accettazione, sulla superficialità di una società in declino, che ha perso di vista i valori e ciò che rende speciale ognuno di noi o che dà tutto per scontato.

I lati positivi del libro sono proprio le situazioni che portano il lettore a pensare, a farsi delle domande sulla propria esistenza, ma anche le difficoltà che incontrerà Tally lungo il proprio cammino. Gli avvenimenti sono così avvincenti che sembra essere passato un secolo da uno all’altro.

Volente o nolente, si esce cambiati grazie a questa lettura.

Un altro punto a favore di Brutti sono le descrizioni: sono accurate, coinvolgenti e ben scritte, non risultano mai noiose o inutili. Forse solo in qualche punto sono ripetitive.

 

In definitiva, Brutti è un romanzo distopico con degli elementi fantascientifici, profondo e scorrevole. La trama è originale. La caratterizzazione dei personaggi non è sempre efficace, ma una buona dose di azione compensa alcune mancanze. Le descrizioni sono incantevoli, permettono al lettore di immergersi nell’atmosfera e di innamorarsi della natura. Il finale non è scontato e preannuncia un secondo volume altrettanto emozionante.

Lo consiglio soprattutto a chi cerca una lettura diversa, originale e capace di trasmettere emozioni contrastanti e insegnamenti che spesso dimentichiamo a causa della vita frenetica, a chi cerca un’opera difficile da dimenticare, che sia perfetta nella propria imperfezione, e a chi ama le avventure a metà tra la fantascienza post-apocalittica e la distopia.

 

E voi vi fareste operare per diventare perfetti o restereste brutti a vita? Se sapeste la verità, la vostra decisione resterebbe la stessa o cambierebbe? Scopritelo leggendo Brutti!

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(Fonte trama e copertina: Amazon)

 

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