Recensione #20 – Momo di Michael Ende

 

 

Tra le rovine di un anfiteatro, ai margini di una grande città, trova rifugio una strana bambina, che, fuggita dall’orfanotrofio non conosce nemmeno la propria età. Agli abitanti dei dintorni, che la guardano incuriositi, dice di chiamarsi Momo. Non passa molto tempo che la bambina si conquista la fiducia e la simpatia di tutti, chiunque abbia un problema va da Momo che non dà consigli e non esprime opinioni, si limita ad ascoltare con un’intensità tale che l’interlocutore trova da solo la risposta ai suoi quesiti. Un giorno gli agenti di una sedicente Cassa di Risparmio del Tempo si presentano anche nel microcosmo costituito da Momo e dai suoi amici. Tutti cadono nella trappola dei “Signori Grigi”, e Momo deve affrontare da sola la situazione… (Fonte trama: Amazon)

 

 

Momo è un romanzo per ragazzi di genere fantasy.
Il tema principale è  quello del tempo e del modo in cui viene investito dalla società odierna, spesso troppo frenetica poco appagata

La protagonista è Momo, una bambina orfana e analfabeta. La sua età è imprecisata, potrebbe avere tra gli otto e i dieci anni. Ha i capelli scuri e ricci, indossa una giacca di seconda mano troppo grande per lei e una gonna lunga. Vive nelle rovine di un anfiteatro dopo essere fuggita da un orfanotrofio.
La piccola ha una qualità non comune: sa ascoltare come nessun altro. Tutte le volte che una persona ha un problema si reca da Momo per parlare con lei. Pur non dando ottimi consigli o dicendo niente di speciale, riesce comunque a far sentire meglio gli altri. Grazie a questa sua capacità dote, la bambina è molto amata dagli abitanti. “Va’ da Momo!” è diventato il loro motto.
La piccola ha tanto tempo a disposizione e lo trascorre principalmente con i suoi più cari amici, Gigi Cicerone (Gerolamoe Beppo Spazzino.

I due sono molto diversi: Gigi è giovane e chiacchierone, mentre Beppo è vecchio, taciturno e introverso.

Il primo ama scherzare e inventare storie o bugie per intrattenere le persone. Non ha un’occupazione fissa, esercita diversi mestieri. Appena arrivava un turista in città, si offriva di fargli da guida e raccontargli aneddoti, il più delle volte inventati, sul luogo. Il suo non è un impiego ufficiale, ma riesce comunque a guadagnare qualcosa con la sua parlantina. Il suo sogno è quello di Al contrario, il secondo è uno spazzino indefesso, che fa spesso pensieri profondi e che detesta le menzogne. Va a lavorare con la sua bicicletta.

Momo ha un legame speciale con entrambi, soprattutto con Gigi che le narra delle storie soltanto per lei, come ad esempiola favola dello specchio magico, dove lei è una principessa e lui un principe.

Le giornate trascorrono liete, quando una minaccia incombe sulla città: arrivano i Signori Grigi, chesi presentano ai cittadini come agenti della Cassa di Risparmio del Tempo. Il loro ruolo è quello di aiutare il cliente a risparmiare tempo, depositandolo presso la loro banca e in seguito ricevendolo indietro con gli interessi.
Q
uesti loschi figuri hanno un aspetto insolito: indossano vestiti e borse color grigio-piombo, nascondono la propria calvizie lustra sotto una bombetta, fumano un piccolo sigaro, hanno una voce afona e non hanno emozioni. Trasmettono un inspiegabile freddo. 

Quando un Signore Grigio se ne va, la persona si dimentica di lui, ricordandosi però di aver scelto volontariamente di risparmiare tempo per il futuro.
Gli abitanti iniziano ad avere sempre più fretta, a privarsi di tutto ciò che viene considerato una perdita di tempo, soprattutto le interazioni socialie i momenti di svago

Gli edifici e i vestiti vengono realizzati tutti nello stesso modo per non sprecare tempo. La vita in città diventa quindi frenetica, arida, infelice.
Soltanto i bambini, i nemici naturali dei Signori Grigi, non sembrano cambiati.
Un giorno, un agente decide di avvicinarsi a Momo, che gli carpisce tutte le informazioni grazie alla sua capacità di ascoltare e all’impossibilità di mentire davanti a lei: la storia della Cassa di Risparmio del Tempo non è altro che una copertura per nascondere un piano criminale ovvero quello dirubare il tempo che gli esseri umani risparmiano.

Avendo scoperto la truffa, la piccola diviene un ostacolo per i“ladri del tempo”.
Quest’ultimi hanno soltanto un modo per renderla inoffensiva: allontanarla dai suoi amici.

Momo è l’unica che può salvare l’intera città dall’influenza negativa dei Signori Grigi e dal conseguente caos che si è creato, in una lotta contro il tempo (o meglio, in un’avventura fantastica per recuperarlo!)

Ma la bambina non è sola, ad aiutarla ci pensa Cassiopea, una tartaruga preveggente che vive con Mastro Secundus Minutus Hora, colui che distribuisce il tempo agli esseri umani in modo equo…

 

 

Momo  è un romanzo moderno, che vuole mostrarci una società omologata, priva di interessi, di sorrisi e di affetto. Le persone compiono azioni meccaniche e i sogni si trasformano in qualcosa di doloroso; in sintesi, non provano più gioia nel compiere determinate azioni.

Non vuole soltanto farci riflettere sull’importanza del tempo e dei legami, è anche una critica alla società odierna, troppo frenetica e basata sul consumismo e sulla brama di potere. Attraverso una metafora, Ende ci insegna a non perdere di vista in nostri obiettivi, a non rinunciare alla felicità per “risparmiare tempo” e a fermarci soltanto un attimo per notare e apprezzare le piccole cose della vita, quelle che ci riempiono il cuore di gioia.

Il tempo è troppo prezioso per sprecarlo nel dolore, nell’insoddisfazione, nella tristezza o nella rabbia. Dovremmo tutti imparare da Momo ad ascoltare e a essere più spensierati,  come se avessimo tempo in abbondanza. Ma anche in questo caso una domanda sorge spontanea: cosa ce ne facciamo di tutte queste ore se non le possiamo condividere con le persone che amiamo?

 

I personaggi sono interessanti e ben caratterizzati. Ognuno ha un senso nella storia e rappresenta qualcosa legato al tempo. Ad esempio, Cassiopea è lenta, eppure soltanto in questo modo riesce a sfuggire agli altri (il detto “Chi va piano, va sano, e va lontano” è perfetto per lei!) Le descrizioni sono magnifiche, mai eccessive.

Ho trovato la prima parte un po’ lenta, soprattutto il capitolo dedicato alle avventure immaginarie dei bambini. È stato comunque divertente tornare piccola per un momento. Il libro diventa più coinvolgente a partire dalla seconda parte.

 

In definitiva, Momo è un libro fantasioso, molto originale, profondo e commovente, con dei messaggi positivi e personaggi difficili da dimenticare.

Dovrebbero leggerlo tutti, grandi e piccini. In particolare, gli adulti possono ricordare i bei tempi, quelli dei giochi che soltanto i bambini sanno inventare, e di quei semplici attimi di felicità che vanno perduti proprio a causa di uno stile di vita differente.

 

L’ho trovato molto attuale e adatto a questo periodo di crisi (virus, quarantena), dove le persone potrebbero fermarsi a leggerlo per ragionare su ciò che conta davvero.

Consigliato! 

 

[Link per l’acquisto del cartaceo su Amazon]

MOMO

2 pensieri su “Recensione #20 – Momo di Michael Ende

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...