Dolore

Ogni giorno combatto contro il dolore. È come un mostro che so di non poter sconfiggere, ma almeno riesco a temporeggiare. Ecco, io temporeggio.
Quando gioco a scacchi, prendo tempo.
Quando leggo, prendo tempo.
Quando guardo le serie TV, prendo tempo.
Faccio tante cose per guadagnare tempo in attesa di trovare una soluzione, un modo per distruggere il dolore che si è impossessato di me.
Quando mi fermo, rischio di farmi annientare.
Per questo prendo tempo.
Non posso fermarmi.
Non posso.

I had all and then most of you. Some and now none of you.

Sto piangendo.
Mi sento sola questa sera. Mi manca tanto un mio amico, ormai è da troppo tempo che non facciamo una bella chiacchierata. Le nostre conversazioni mi facevano stare bene. E invece ora c’è soltanto un vuoto a forma di inserire qui il suo nome nel mio cuore, che provo a colmare con la scrittura o con altre attività. Mi ero abituata così tanto alla sua presenza da non riuscire più a sopportare la sua assenza. Adesso la normalità è non sentirsi più o solo ogni tanto.
Era così tenero, proprio come un pulcino… Le cose belle finiscono subito.

 

Ho passato delle giornate durissime. Mercoledì ho provato tanto dolore, è stato insopportabile. Per fortuna giovedì pomeriggio ho lavorato e subito dopo ho finito di leggere Psychic Detective Yakumo 4. Pure venerdì sono stata molto male, anche se mi ero svegliata positiva.
Oggi finalmente ho acquistato il manga di Your Name. Non è stato facile perché mi ricorda proprio il mio amico. Riuscirò a leggerlo senza piangere troppo? Si accettano scommesse! Posso dirvi che ho guardato più volte il film e ho sempre versato un sacco di lacrime. E pure con la novel mi sono commossa tanto, pur conoscendo a memoria la storia. Sono un caso disperato!

 

Sto impazzendo. Vorrei prendere il primo treno per inserire qui la sua città, anche se sono le 23.30. Meglio fare una passeggiata per calmarmi.

 

Buonanotte.

Day 100

Quando ero bambina, sognavo di trovare una persona che potesse capirmi e volermi bene. Mi sentivo sola, incompleta. Cercavo sempre qualcosa. O qualcuno. Come se mi mancasse una parte, un pezzo della mia anima. Come se avessi perso qualcosa di prezioso tanto tempo prima. Guardavo sempre lontano, alla ricerca di qualcuno. Scrivevo sui sassi dei messaggi nella speranza di essere trovata. Trovata da qualcuno. A volte mi sedevo alla finestra; mentre guardavo le bolle di sapone allontanarsi, speravo non scoppiassero subito in modo tale da raggiungere quel qualcuno. Mi piaceva pensare che ci fosse davvero qualcuno da qualche parte desideroso di incontrarmi e di conoscermi. Ci saremmo potuti vedere in una libreria o in un bar. In qualche stazione, al binario 2. Forse ci saremmo riconosciuti al primo sguardo. “Ciao, finalmente ti ho trovata e ora non voglio lasciarti andare via. Voglio parlarti, delle canzoni che passano alla radio, di tutti i film mediocri che ho visto al cinema, di quando sono stato ferito, di quando sono stato abbandonato. Sono stato male anch’io, lo sai? Non è stato facile rintracciarti, non è stato facile vivere senza conoscerti. Non avrei voluto lasciarti nella solitudine, sono stato anch’io molto solo. Ora conosciamoci; parliamo degli amori che sono stati, di quelli inesistenti, di tutte le parole sprecate e di quelle non ancora usate. Voglio chiacchierare con te finché non mi si seccherà la gola. E anche se dovessi sentirmi così stanco perché è stata una giornata difficile, rimarrei ancora un po’ con te, soffocando gli sbadigli. Perché ti ho lasciata sola, troppe volte. E tu non meriti i vuoti e i silenzi, tu meriti solo le cose belle della vita.” Se solo quel qualcuno fosse esistito… Pur non conoscendo il suo volto o il suo nome, l’avrei individuato perché non avrebbe guardato da un’altra parte. E quel qualcuno avrei tanto voluto che fossi tu.

E.F.

Day 94 – Tear us in two

Buonasera!

Ieri finalmente ho spedito il mio manoscritto all’editore! Ci ho messo più del previsto, ma alla fine l’ho fatto. Speriamo bene! Incrociate le dita per me, ok?!
Ho deciso di rischiare, di mettermi in gioco e di seguire il mio sogno. Mai arrendersi. Bisogna lottare per realizzare i propri sogni, le proprie aspirazioni. Come dicono i Placebo: “Don’t give up on the dream, don’t give up on the wanting.” Spero faccia lo stesso anche Lui. Gli auguro con tutto il mio cuore di realizzare i suoi sogni perché, indipendentemente da tutto, gli voglio bene, ci tengo a Lui e spero che un giorno sia felice. Non è forse questo il significato dell’Amore? A volte dobbiamo lasciarle andare, le persone, anche se non vorremmo. Infatti ieri gli ho detto “addio”, a modo mio. Nonostante faccia male, bisogna andare avanti.
Ho in mente una storia sull’importanza dei sogni, sulla “rinuncia” all’amore per realizzarli, sulla solitudine, sulla “distanza” tra due persone e quant’altro. Mi è venuta in mente due giorni fa chattando con una ragazza di Milano e ascoltando appunto Because I Want You, un invito a non “intrappolare” la persona amata in una relazione (presumibilmente distruttiva), impedendole di realizzarsi e ottenere ciò che desidera veramente. I Placebo sono sempre ispiranti! Non ho ben definito la trama, ma dovrebbe parlare di due ragazzi che cercano di realizzare i loro sogni: rispettivamente affermarsi nel mondo della scrittura e della musica (suonare la batteria sulle navi da crociera), percorrendo binari diversi, vedendo facce differenti… ma senza mai davvero dimenticarsi l’uno dell’altra e di una canzone un po’ speciale. Riusciranno a incontrarsi di nuovo? Non l’ho ancora deciso. Staremo a vedere! Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questo mio nuovo racconto, miei amati lettori.

Pomeriggio sono andata da mia nonna a pulire e mi è venuta un po’ di tristezza pensando ad alcune cose: alla mia vita, alle strade che si percorrono, alle cose che si vedono perché tutti abbiamo gli occhi per guardare ma ognuno vede le cose a modo suo. Mi sono chiesta che strade abbiano percorso i ragazzi che sono venuti a trovarmi con l’auto. Il mio primo ragazzo aveva visto un negozio di ascensori prima di venire qua e ancora non ho capito dove sia; un altro ragazzo è sbucato fuori da una via da dove non sarebbe mai dovuto sbucare (almeno che non avesse un navigatore rimbambito); a Lui non l’ho chiesto. Chissà perché i dettagli di poco conto vengano in mente solo quando ci si sente un po’ giù di morale. Ma alla fine mi è venuta un po’ di tristezza anche quando l’altro giorno ho guardato la via di un locale di Udine, Tana Del Luppolo. Forse ho un modo sbagliato di amare/vivere l’amore. Ma forse la morte di M. mi ha condizionato la vita, il mio modo di sentire.
Ok, stop malinconia.

Domani e domenica lavorerò ai seggi. Per il compleanno invece non farò nulla. Tanto non avrei nessuno con cui festeggiare o fare qualcosa di carino. Non so quando tornerò a Udine, spero presto. Un po’ mi dispiace non fare una festa per i miei 25 anni. Fino a qualche mese fa ero ottimista: speravo di poter avere degli amici o un ragazzo con cui organizzare qualcosa di carino. Invece, come ogni anno, ho solo me stessa. Pazienza, ormai me ne sono fatta una ragione.
In questi giorni sto lavorando come dogsitter. Ho bisogno di soldi da mettere da parte per comprarmi una casa.

Anche per questa volta è tutto. A presto!