Thoughts

Pensieri confusi

Lei mi fa male, sa?
Vederla mi rallegra, mi cambia (migliora, se si può dire) la giornata. Eppure lei mi spezza perché non posso conoscerla.
Vorrei dirle: “Mi racconti la sua storia, per favore.”
Mi piacerebbe fraternizzare con il suo dolore, sempre che ne abbia uno.
Vorrei fare amicizia con le sue stranezze. Anche lei ne è provvisto, sbaglio?
Se mi facesse entrare nel suo vivere quotidiano o se almeno mi rivolgesse la parola, non sarei così mesta.
Come la scorsa notte.
Come oggi.
Come tanto tempo fa.
Quando mi aveva salutata e mi aveva sorriso in modo gentile, pur essendo soltanto il suo lavoro.
Lei mi fa male, sa?

Mattinata al Museo della Cantieristica (MuCa)

Il MuCA (Museo della Cantieristica) è un museo dedicato alla storia e all’evoluzione del cantiere navale della città di Monfalcone.
Ha sede nell’ex Albergo Operai del Villaggio di Panzano, una zona residenziale comprendente 150 case per gli operai del cantiere e le rispettive famiglie.
L’albergo per gli operai celibi fu progettato dall’ingegnere Dante Fornasir e venne costruito nel 1920. Veniva soprannominato “albergo dei lupi” perché era facile perdersi. Conteneva 700 stanze, una mensa, un bar e numerose sale per le attività ricreative (biblioteca, sale da gioco, sala ginnastica, sala del ciabattino, etc.)
Negli anni Venti venne costruito anche un albergo per gli impiegati celibi, distante dalla fabbrica dei fratelli Cosulich. Conteneva 120 stanze, più grandi e prestigiose rispetto a quelle destinate alla classe operaia. Adesso è un albergo di lusso (4 stelle) chiamato Europalace.

Il museo è suddiviso in 4 aree tematiche e 14 sale.

All’ingresso il visitatore riceve un tesserino elettronico corrispondente a un personaggio storico da inserire in apposite postazioni multimediali, permettendogli così di ascoltare il punto di vista del personaggio in questione e di scorrere le immagini dei singoli temi. Mi è stato assegnato Nicolò Costanzi, architetto navale, nato a Trieste il 19 ottobre del 1893. Venne arruolato a 22 anni (Prima Guerra Mondiale). I fratelli Cosulich lo assunsero al Cantiere Navale Triestino di Monfalcone, fondato il 3 aprile 1908, si fece strada e presto divenne
imprenditore.
Nella prima sala sono presenti anche teche con foto, oggetti e accanto i dovuti approfondimenti. Al centro c’è una mappa interattiva (a forma circolare) dedicata all’evoluzione del territorio monfalconese prima, durante e dopo la nascita del cantiere navale.

Nella sala collegata alla prima è presente una linea del tempo, che ripercorre oltre 100 anni di storia dedicata al Cantiere e al territorio con immagini e didascalie.

In un’altra stanza è presente un simulatore di gru, un gioco tridimensionale che permette al visitatore di “manovrare” una gru da una postazione di comando centrale e fare un viaggio virtuale nel bacino (la struttura è composta da 18 punti, presenti nella postazione touchscreen) accompagnato da una carrellata di immagini e video visibile sullo schermo laterale. È un’esperienza unica!

Nella sala dei personaggi vengono proiettati sei personaggi virtuali (nel mio caso, Nicolò Costanzi) con punti di vista differenti, come se volessero raccontare una storia a noi spettatori. Costanzi si confronta con Egone Missio, disegnatore navale, e con Elda, una donna che gli chiede di assumere il marito disoccupato. Quest’ultima venne assunta come operaia ed è realmente esistita.
L’audio non è dei migliori e non permette al visitatore di cogliere tutte le frasi che vengono pronunciate. È un peccato perché è una delle parti più interessanti e coinvolgenti del museo.

In altre sale sono presenti modellini in scala di navi da crociera e due postazioni multimediali che approfondiscono l’evoluzione della produzione del cantiere; altre produzioni del cantieri; esposizioni di opere delle mostra “Arte nei transatlantici”.

Una stanza è  dedicata alla ricostruzione multimediale del Teatro del Villaggio di Panzano, demolito durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il teatro Euripide venne inaugurato l’11 dicembre 1920. Aveva 480 posti a sedere e poteva contenere fino a 1000 ospiti. Era stato realizzato in stile viennese.

Non manca un Memoriale per le Vittime dell’amianto, una stanza che le ricorda attraverso immagini, testi e oggetti degli operai di forte impatto visivo (per esempio, un pannello a forma di polmoni). Sono riportati tutti i nomi dei Martiri dell’amianto.

Alla fine il visitatore può esprimere un giudizio sul museo mediante un breve questionario da compilare e/o acquistare un souvenir targato MuCa (cartoline, spille, chiavette USB, poster, agende moleskine, borse di tela, etc.)

 

Il MuCA è un museo che merita di essere visitato. Strumenti multimediali moderni si uniscono a reperti storici, creando qualcosa di unico e spettacolare che ti fa immedesimare nella vita di molti individui legati al cantiere senza mai annoiarti; è come se provassi in prima persona i loro sentimenti. La tecnologia (schermi touchscreen, ricostruzioni tridimensionali, mappe interattive, etc.) ti riporta indietro nel tempo, facendoti vivere una realtà molto lontana da quella attuale. È paradossale? Forse sì, ma è proprio questo il bello del MuCa!