Recensione #26 – Aria e altri coccodrilli di Silvia Pillin

Aria e altri coccodrilli è un romanzo scritto da Silvia Pillin e pubblicato da Augh! Edizioni.

 

Aria ed Eva hanno diciotto anni, frequentano la stessa scuola e la stessa biblioteca, ma non si conoscono. Eppure hanno molto in comune: entrambe vorrebbero smettere di esistere. Aria ha un quaderno in cui annota i luoghi, i libri, le frasi, i modi del morire, domandandosi se troverà mai il coraggio di passare dalla teoria alla pratica, e intanto cerca di racimolare i soldi per il corso di scrittura che potrebbe essere un motivo per vivere ancora un po’. Eva si butta dalla finestra e basta, ma sopravvive a se stessa e dopo tutto è quasi peggio. Quando le loro strade si incrociano, grazie a un biglietto non firmato e a un esercizio di scrittura, qualcosa inizia a cambiare. I loro coccodrilli, forse, possono ancora essere addomesticati.

 

Non c’è limite al peggio: lo sanno bene Aria ed Eva, due diciottenni che hanno in comune il desiderio di suicidarsi.

Aria frequenta la quinta superiore presso l’istituto commerciale della sua città. Il padre è violento, la madre la rimprovera tutte le volte che non rientra all’orario prestabilito e la sorella, Elena, è viziata e “perfetta”.
Scrive sul suo quaderno del morire i metodi per togliersi la vita, legge le notizie di altre persone che hanno compiuto il gesto estremo e partecipa ai funerali di sconosciuti che ammira per essere riusciti nell’impresa. I suoi interessi sono particolari, diversi da quelli degli altri adolescenti, tanto da farle pensare di non essere normale, di avere qualcosa di sbagliato nella testa.
T
rascorre le sue giornate a dormire, a leggere, a guardare serie TV, a piangere e talvolta a scrivere.  L’esistenza di Aria appare vuota, priva di realtà e di connessioni; per  lei vivere non ha alcun senso. Avrebbe bisogno di autenticità, di fidarsi degli adulti.
Q
uando si reca in biblioteca, osserva una ragazza della sua scuola senza salutarla e parlarle. Crede che la vita della sua coetanea sia “perfetta”, che sia amata dai genitori, che sia una persona normale. Non sa che Eva è come lei, che deve combattere ogni giorno contro la depressione.

Eva ha un fratello di dieci anni, Matteo, e una madre troppo apprensiva. Gioca a pallavolo e ha buoni voti. Sembra una ragazza qualunque, invece nasconde un grande dolore che le impedisce di stare bene e di compiere le azioni più semplici. Al contrario di Aria, i suoi comportamenti sono di facciata e finge di essere come gli altri.
Arrivata al limite, decide di porre fine alla propria esistenza buttandosi dalla finestra della sua camera al secondo piano. Non muore, ma viene ricoverata in terapia intensiva.
A
ria scopre l’accaduto e inizia a mostrare un certo interesse nei confronti della misteriosa ragazza che ha provato a uccidersi.

I destini delle due diciottenni si incrociano quando Aria lascia un biglietto anonimo a Eva e cerca, con mille difficoltà e tante bugie, di partecipare a un laboratorio di scrittura creativa tenuto dal suo scrittore preferito.

È proprio il suicidio a unirle.

 

Aria e altri coccodrilli è un romanzo di formazione che affronta i temi del suicidio, della depressione, della solitudine e delle difficoltà durante l’adolescenza (la scarsa autostima, i problemi con i compagni di classe o con i professori, il rapporto conflittuale con i genitori).

L’autrice è riuscita a creare un personaggio autentico e mai scontato. È facile immedesimarsi nella protagonista, Aria. Leggendo i pensieri di quest’ultima, mi è tornato in mente il periodo della scuola: anch’io odiavo studiare economia aziendale e pensavo che la vita non avesse senso; non avevo amici e preferivo leggere e scrivere al posto di uscire.

C’è una buona dose di introspezione, che permette al lettore di entrare nella mente delle ragazze, di conoscere i loro pensieri più negativi e torbidi.

Trattare il delicato tema della depressione non è da tutti e Silvia Pillin è stata in grado di farlo con una sorprendente quanto straordinaria spontaneità.

Scava nelle profondità dell’animo umano e fa riflettere sull’importanza della vita, di trovare le persone giuste, di non arrendersi e di non permettere ai pensieri negativi di avere la meglio. Quasi tutti hanno pensato, almeno una volta, di togliersi la vita, di smettere di provare dolore. Porre fine alla propria esistenza significa perdere tutto, compresa la possibilità di realizzare un sogno o di trovare la tanto agognata serenità. C’è chi dovrà sempre combattere contro i propri demoni, con la speranza di “guarire”.

 

In definitiva, Aria e altri coccodrilli è un libro dalla trama originale e intrigante, scritto abbastanza bene, con dei personaggi diversi e ben caratterizzati, difficili da dimenticare, e un finale toccante.

Lo consiglio a tutti, in particolar modo a chi sta soffrendo in questo periodo e ha perso la vita.

Ricordiamoci che nessuno è solo, che tutti noi dobbiamo affrontare le nostre battaglie quotidiane e che, in un modo o nell’altro, dobbiamo cavarcela. 

 

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aria

 

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Recensione #21 – Un regalo per Miss Violet di Susan Gloss

Un regalo per Miss Violet è un romanzo di Susan Gloss. In Italia è stato pubblicato da Newton Compton.

 

A Madison c’è un negozio di vestiti vintage dove tutte le signore del posto si ritrovano in cerca di consigli e suggerimenti, e non solo sugli outfit. Violet Turner, che lo gestisce, sta cercando di dimenticare il suo passato e rendersi indipendente, soprattutto dopo il matrimonio fallito con un uomo troppo dedito alla bottiglia. Guanti, cappellini, vestiti e scarpe sono il pretesto per raccontarsi e trovare la strada da seguire nella vita. Lei stessa non è mai stata attratta dalle vetrine troppo raffinate, in cui tutto è immacolato, freddo, vuoto, mentre il fascino di un oggetto deriva dalla storia che ha vissuto e, quando non la conosce, si diverte a immaginarla nella sua testa. Storie d’amore tragicamente finite, promesse mantenute e infrante, segreti mai confessati. Tutto questo per Violet continua a vivere nei vestiti che ogni giorno propone alle sue clienti, perché sa bene che un oggetto può continuare a suscitare emozioni. Basta solo trovare il proprietario giusto. E così, quando una ragazza infreddolita si ferma davanti alla vetrina stringendo al petto un meraviglioso abito da sposa anni Cinquanta, la mente di Violet comincia a viaggiare…

 

Un regalo per Miss Violet è la storia di un negozio e di tre donne: Violet, April e Amithi.

Violet ha trentotto anni e un matrimonio fallito alle spalle.   È l’orgogliosa proprietaria di un negozio di abbigliamento, il Vintage Shop. Gli articoli che vende sono tutti di seconda mano e hanno qualcosa da raccontare. Quando non conosce il trascorso del capo, prova a immaginarlo.
Vive a Madison da cinque anni. Aveva lasciato la sua città natale, Bent Creek, per inseguire il suo sogno di aprire una bottega vintage e per lasciarsi il passato alle spalle, Jed Cline compreso. Nella cittadina si era sempre sentita un pesce fuor d’acqua e insieme a Jed non sarebbe mai potuta essere felice. Soltanto quando il marito aveva speso i soldi che le servivano per pagare un corso di moda in alcolici, la donna aveva preso la decisione di andarsene per sempre, portandosi dietro il loro cane Miles.
O
ra è una donna forte, indipendente, libera, che desidera avere una famiglia tutta sua. Ama i bambini e invidia la sua amica Karen, che ha da poco partorito la sua prima figlia. Ma anche la donna più intraprendente ha bisogno di amore…

April Morgan ha diciotto anni  ed è incinta. Si sarebbe dovuta sposare con Charles Cabot, il suo fidanzato nonché il padre del figlio che porta in grembo, ma all’ultimo il matrimonio viene cancellato. La famiglia di Charlie, in particolar modo la madre Judy, è contraria alla loro unione.
Come se non bastasse, la giovane ha da poco perso la sua madre. Katherine, in un incidente. Quest’ultima era bipolare e la ragazza ha paura di soffrire dello stesso disturbo o di trasmetterlo al nascituro.
E
ntra nella vita di Violet quando ritorna nel suo negozio per restituirle l’abito da sposa anni Cinquanta che aveva acquistato in precedenza. Malgrado l’iniziale ritrosia della donna, April viene assunta come tirocinante presso il Vintage Shop grazie a Elizabeth Barrett (detta Betsy), conosciuta da entrambe.
L
a studentessa ama la matematica ed è un’esperta di numeri, di calcoli e di statistiche. Il suo lato razionale può essere utile al negozio e alla stessa Violet, che detesta la tecnologia e tutto ciò che non sa di vissuto. 

Amithi Singh è una donna di origini indiane. È sposato con Naveen, ma qualcosa ha incrinato il loro legame. Con lui ha avuto una figlia, Jayana.
Lei ama cucire e avrebbe sempre voluto studiare. Si è sempre dedicata alla famiglia, soprattutto al benessere del marito, trascurando le proprie passioni.
I rimpianti non le permettono di trascorrere serenamente le giornate e non riesce a chiudere con il passato. Le è difficile lasciarsi andare, abbandonare certi valori che le sono stati inculcati a causa della sua cultura.
Anche Amithi diventa importante per Violet e per il Vintage Shop. Fa il suo ingresso nella boutique proprio mentre April sta raccontando la sua storia alla proprietaria. L’intenzione della donna è quella di sbarazzarsi di alcuni braccialetti e di altri oggetti ricevuti dal marito o appartenuti alla figlia, che non condivide la passione della madre per il cucito e le cose vecchie.
Ha bisogno di trovare la propria strada, la propria identità, non sentendosi né indiana né america.

Sono tre donne che hanno dei vissuti differenti, eppure hanno qualcosa in comune: un passato ingombrante, doloroso, che non permette loro di essere serene nel presente, di amare, soprattutto se stesse, e che ancora le condiziona. Si sono occupate degli altri (Violet di Jed, April di sua madre e Amithi del marito e della figlia), abbandonando i propri sogni, le proprie speranze, accettando l’infelicità e l’instabilità. Sono cresciute troppo in fretta, sposandosi troppo giovani oppure affrontando una malattia mentale, che ha invertito i ruoli madre-figlia.
Il legame che instaurano le aiuta a crescere, a cambiare, ad affrontare i fantasmi del passato.

Queste tre donne coraggiosi ci insegnano che non è mai troppo tardi per essere felici e che bisognerebbe parlare apertamente, non scappare dai problemi, dall’amicizia, dall’amore. Dovremmo tutti ricordarci che possiamo ancora realizzare i sogni di quando eravamo più giovani, accettando i nostri trascorsi e lasciando andare i nostri rimpianti.

 

Un regalo per Miss Violet è un romanzo tutto al femminile, scorrevole e commovente, romantico senza essere smielato. Tutti i personaggi femminili, persino quelli secondari, sono interessanti e caratterizzati bene. Le descrizioni dei vestiti non risultano noiose. Personalmente ho trovato carina l’idea di inserire i capi del Vintage Shop all’inizio di ogni capito, mentre non mi è piaciuta la scelta di presentare i flashback staccati dal resto, con tanto di data. I ricordi, a mio avviso, andrebbero raccontati in modo spontaneo, all’interno delle vicende del libro.

Lo consiglio a tutti quelli che cercano una storia diversa, coinvolgente, con tre protagoniste femminili molto intriganti, una bottega d’altri tempi e vestiti rétro da urlo.

Chi non vorrebbe lavorare in un negozio così? Immergetevi nell’atmosfera glamour del Vintage Shop e non ve ne pentirete! 

 

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VIOLET

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Intervista a… Elisa Fumis

Questa è l’intervista che mi è stata fatta in quanto vincitrice della votazione popolare nella prima edizione della gara di poesie #grandiversinelcuore del 15 aprile.

DOMANDA UNO
Benvenuta Elisa. Raccontaci di te e delle tue opere.

Grazie.
Mi chiamo Elisa Fumis e sono una scrittrice emergente. La mia passione per la scrittura è nata nell’infanzia (6/7 anni) per fuggire da una realtà troppo dolorosa per me: mi è sempre piaciuto rifugiarmi in un mondo privo di sofferenza, dove poter essere libera e meno sola.

Scrivere mi fa sentire viva.

Il mio sogno è quello di afferarmi come autrice, essere letta da tantissime persone. Mi piacerebbe lasciare una traccia del mio passaggio in questo mondo e prendere una rivincita sulla vita, che è stata spesso ingiusta con me.

Le mie opere sono: Parole Sbagliate e Vendere Un Cuore Al Mercato Nero.

Parole Sbagliate è un romanzo fantasy. Narra di due giovani adulti, Alice e Giacomo, che devono scoprire i misteri legati a un libro magico, Parole Sbagliate. Faranno la conoscenza di svariati personaggi: alcuni provengono da un mondo parallelo che non dovrebbe interagire con il nostro. Queste “interferenze” potrebbero causare molto guai…

Le parole giocano un ruolo fondamentale nel mio romanzo. L’idea è nata dalla necessità di mettere su carta una situazione personale che mi faceva soffrire, che avevo dentro da un po’ di tempo e che occupava troppo spazio; per liberarmene, dovevo scrivere e condividere con gli altri questa mia esperienza.

Vendere Un Cuore Al Mercato Nero è un racconto surreale. È più cupo rispetto a Parole Sbagliate. Il protagonista, Alberto, è un ragazzo particolare, con dei problemi che non riesce a comprendere e che non può essere aiutato neppure dallo psicologo più qualificato. Cerca conforto in una ragazza che è innamorata di lui. Una sera decidono di andare a vedere le stelle e lui le racconta la storia di un uomo andò a vendere un cuore al mercato nero.

Il finale può essere interpreto in molti modi. Il lettore è libero di trarre le conclusioni che predilige, viaggiando con la fantasia. L’idea è nata dal titolo di una canzone e dal mio legame con una persona complicata, tanto quanto il protagonista di Vendere Un Cuore Al Mercato Nero. Ho voluto usare l’immaginazione per raccontare un disagio interiore, un desiderio profondo e malinconico.

DOMANDA DUE
Quanto di te ritroviamo in ciò che scrivi?

Tutto ciò che scrivo racconta del mio vissuto, di quello che ho imparato e che vorrei condividere con gli altri. Il mio intento non è quello di insegnare qualcosa a qualcuno, cerco soltanto di far riflettere gli altri su alcune questioni che mi stanno a cuore. Per esempio, in Parole Sbagliate potete trovare il bullismo che io ho subito alle elementari.
Le esperienze che mi hanno cambiata le inserisco nelle mie storie. Possono essere semplici frasi che mi sono state dette o addirittura avvenimenti traumatici. Persino nei racconti che non mi appartengono (la storia breve Sei Il Mio Angelo, disponibile gratuitamente sul mio profilo Wattpad e sul mio blog) c’è qualcosa di me e delle mie sensazioni.

Spero di riuscire a trasmettere messaggi positivi, emozioni autentiche e un pizzico della mia essenza.
DOMANDA TRE
Quali sono i tuoi progetti futuri?

In questi giorni sto realizzando a Oltre, un’antologia di componimenti che ho scritto dal 2012 al 2019. In queste parole c’è tanto dolore e tanta voglia di essere amata. Dovrebbe uscire a breve.
Inoltre, sto lavorando a un nuovo romanzo fantasy/romance, Il Mio Ragazzo Girasole. È un progetto ambizioso, che spero di portare a termine con successo.

DOMANDA QUATTRO
Quali sono le tue letture preferite?
Preferisco leggere i romanzi degli autori giapponesi: mi trasmettono tantissime emozioni e li sento più vicini al mio modo di percepire e vedere le cose. Mi piacciono soprattutto Haruki Murakami, Banana Yoshimoto e Osamu Dazai. Non posso non citare 1984 di George Orwell, un capolavoro che tutti dovrebbero leggere. Altri romanzi degni di nota sono: Confessione di Kanae Minato e La casa che mi porta via di Sophie Anderson. Ve li consiglio!

DOMANDA CINQUE
Raccontaci brevemente la tua storia letteraria.

Da bambina ho scritto tantissime storie di fantasia, accompagnate da disegni molto brutti.
Durante l’adolescenza ho realizzato alcune fanfiction e racconti incompleti.

Dopo i vent’anni ho provato a scrivere diversi romanzi, senza mai riuscire a terminarli. Ho scritto poesie e ho partecipato a un concorso, che ho vinto e sono stata pubblicata.

Nel 2015 c’è stata la svolta: ho iniziato a scrivere Parole Sbagliate, la mia prima opera letteraria. Ho concluso il romanzo in meno di tre mesi e l’ho pubblicato con Lulu.com, una piattaforma di self-publishing.

Lo stesso anno ho pubblicato anche Vendere Un Cuore Al Mercato Nero, sempre utilizzando Lulu.com.

Due anni dopo ho realizzato una storia breve, Sei Il Mio Angelo, che è disponibile gratuitamente, e Il Mio Ragazzo Girasole, la flashstory, che ha dato origine all’omonimo progetto che vi ho citato nella terza risposta.

DOMANDA SEI
Hai ricevuto dei riconoscimenti per quello che scrivi?

Nel 2013 una mia poesia è stata pubblicata nell’antologia intitolata “500 Poeti Dispersi”, edita da La Lettera Scarlatta.
Un editore della provincia di Udine ha letto e ha gradito Parole Sbagliate, tuttavia non c’è stata una vera e propria protosta editoriale.

Il riconoscimento più importante per me è l’apprezzamento e il supporto dei miei lettori. Riuscire a emozionare anche soltanto una persona è già un piccolo grande successo!
DOMANDA SETTE
C’è una domanda a cui vorresti rispondere e che non ti è stata posta? Se sì, saremmo lieti di conoscerla e di leggere la risposta.
Sei soddisfatta di ciò che hai scritto?
Sì, ma è soltanto un punto d’inizio. Ci sono ancora tantissime altre cose che vorrei riuscire a raccontare.

DOMANDA OTTO
C’è qualcosa che vorresti aggiungere?

Mi piacerebbe ringraziarvi per questa intervista. Sono grata a tutte le persone che si sono interessate alle mie opere e a tutte le persone che hanno creduto in me, pur non essendo un’autrice famosa. Sono proprio questi “semplici” gesti a donarmi felicitò e a migliorarmi come persona e come artista.

Grazie!

DOMANDA NOVE
Se lo desideri può lasciarci gli indirizzi del tuo sito internet e della tua pagina Facebook.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ElisaFumisWrites/
Pagina Facebook di Parole Sbagliate:https://www.facebook.com/ParoleSbagliatebook/

 

Intervista a cura di: Crystal Allison Moore

 

attestato

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Lulu.com

Festa della mamma

Non sai cosa regalare a tua mamma in occasione della sua festa? Ti aiuto io!

Potresti optare per Parole Sbagliate, il mio romanzo fantasy.

Sinossi:
Una libreria. Un libro misterioso.
Alice, aspirante scrittrice e appassionata lavoratrice, trova “Parole Sbagliate” tra i libri a metà prezzo. Ma non è un articolo in vendita: si tratta piuttosto di un oggetto contenente un messaggio in codice da risolvere.
Quando entra un nuovo cliente, Giacomo, chitarrista in una rock band, iniziano ad accadere cose strane…
I destini di alcuni dei personaggi presenti in questo libro si intrecciano per dar vita a una storia carica di mistero, immaginazione e sentimento, dove anche le parole sbagliate hanno un grosso peso sulle sorti dell’umanità.

 

Parole Sbagliate Instagram

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Vi lascio il commento di una mia lettrice:

“Parole sbagliate”, per me, è stata una piccola rivelazione. Dopo aver assistito all’iniziale presentazione del libro da parte dell’autrice, mi era sempre rimasta la curiosità di leggerlo e solo ora, più di due anni dopo la sua pubblicazione, sono riuscita nell’intento. La storia è coinvolgente e, man mano che si va avanti con le pagine, il ritmo si fa sempre più incalzante. Il romanzo ha una buona componente fantasy e, benché io non sia un’amante di questo genere, la scrittrice è riuscita a inserirla con delicatezza nel mondo reale da lei descritto. Le parti che più ho amato di questo romanzo sono stati i retroscena delle vite dei personaggi e la descrizione leggera ma minuziosa dei luoghi in cui le vicende si svolgono. In più occasioni sembra che la natura e la città siano strettamente collegati con i pensieri e le emozioni della protagonista. È un romanzo che sicuramente consiglierei ad un pubblico adolescente e di giovani adulti.

Cosa aspetti? Fai felice tua mamma con un buon libro perché si sa… la mamma è sempre la mamma!

Q&A – Parole Sbagliate

Buonasera!

Oggi rispondo ad alcune domande che mi sono state poste da una mia lettrice.

 

Le date presenti all’interno del romanzo nascondono significati reali/personali oppure sono inventate?

Sì, le date presenti all’interno del romanzo nascondono significati reali/personali. Non sono state messe a caso: in quelle giornate sono successi alcuni avvenimenti che mi hanno segnata e che ho voluto raccontare.

Nel romanzo sono presenti elementi reali? Ad es. ti sei ispirata a persone che conosci per i personaggi? Hai citato frasi o raccontato situazioni realmente vissute e successivamente romanzate? I luoghi in cui si muovono i tuoi personaggi esistono o sono immaginari?

Sì, molti fatti sono realmente accaduti: per esempio, il concerto di Giacomo o gli atti di bullismo. Altri elementi sono stati modificati oppure inventati.
Quasi tutti i personaggi sono persone reali oppure rappresentano ciò che vorrei essere: Margherita è la persona che avrei voluto essere; Giacomo è stato un ragazzo importante per me; Greta è una fusione tra un mio amico che si è suicidato e la mia migliore amica delle elementari.
I luoghi sono esistenti oppure sono stati “mescolati” tra loro e si trovano in Friuli.

Quando hai scritto il libro ti eri fissata un obiettivo in particolare? Come ad esempio trasmettere emozioni, far passare un insegnamento, divertire il lettore…

Quando ho scritto il mio libro mi ero fissata tre obiettivi: raccontare la “mia storia”, trasmettere un messaggio importante e far emozionare i lettori. Spero di esserci riuscita!

Alice è una ragazza di 23 anni e gli altri personaggi hanno circa la stessa età. Come mai hai scelto di farle vivere gli eventi spiacevoli della sua via proprio nel periodo delle medie e, per esempio, non al liceo? In questo caso il ricordo sarebbe stato più vivo, i sentimenti più forti…

Avendo sofferto tutta la vita, ho pensato che fosse normale provare dolore anche a distanza di tanti anni. È difficile riprendersi da una tragedia del genere.
Comunque la scelta è nata anche dalla mia ossessione per i numeri e i traguardi tondi (in questo caso, 10 anni).

Quali sono le tue “parole sbagliate”?

Le mie “parole sbagliate” sono tutte quelle frasi che ho detto al contrario, per paura di essere troppo onesta e vulnerabile; sono tutte quelle parole non dette, soffocate, a causa della paura, del dolore, dei fantasmi di un passato tormentato.
Purtroppo non posso rimediare e riscrivere la storia, ma posso almeno provare a imparare dai miei errori.

La storia è nata dal semplice desiderio d scrivere un romanzo oppure sentivi la necessità di raccontare qualcosa nello specifico?

Ho sempre desiderato scrivere almeno un romanzo.
Parole Sbagliate è nato dalla necessità di mettere su carta una situazione personale che mi faceva soffrire, che avevo dentro da un po’ di tempo e che occupava troppo spazio; per liberarmene, dovevo scrivere e condividere con gli altri questa mia esperienza. Ho voluto narrare qualcosa di specifico.
Per poter scrivere qualcosa di buono, bisogna essere pronti e consapevoli, avere delle cose da dire.

Quali sarebbero le parti di te che si potrebbero trovare nell’”altro mondo”?

Nonostante sia diversa da Camilla, probabilmente anch’io avrei creato un personaggio simile a Piero. Nell’altro mondo potrebbero trovarsi tutte le mie fragilità e tutte le mie angosce; il dolore che provo e che mi fa essere sempre malinconica, anche quando dovrei stare bene o essere contenta.

 

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Recensione #9 – La casa che mi porta via

La casa che mi porta via è un romanzo di Sophie Anderson. In Italia è stato pubblicato da Rizzoli a gennaio 2019.

 

Marinka ha 12 anni e vorrebbe trovare un amico. Vive con sua nonna Baba Yaga in una casa con le zampe di gallina, costretta a spostarsi in continuazione per nascondere un segreto di famiglia: la donna è una Guardiana dei Cancelli, accompagna le anime dei defunti all’entrata dell’aldilà. Pur desiderando stare con i vivi, la giovane non può sottrarsi al suo destino di Yaga. La sua condizione la fa soffrire sempre di più, ma le cose cambiano quando stringe amicizia con Nina, una ragazza… morta. 

 

La casa che mi porta via è un romanzo di formazione, sospeso tra il mondo dei vivi e l’aldilà. Gli elementi fantasy e quelli fiabeschi danno vita a una storia originale e commovente, accompagnata dalle bellissime illustrazioni di Elisa Paganelli. È scritto benissimo: le descrizioni, in particolar modo, sono impeccabili, mai eccessive o superflue; pure le similitudini sono degne di nota. Il romanzo è avvincente, si legge in pochissimi giorni. Non mancano i colpi di scena che portano a un finale inaspettato.
La casa che mi porta via affronta tematiche quali la solitudine, la ricerca della propria identità, l’amicizia, l’accettazione della perdita e l’importanza dei legami familiari. Ci insegna a non dare tutto per scontato e ad apprezzare ogni istante che la vita ci offre, senza sprecarlo ad arrabbiarci e a trattare male le persone amate.

 

La protagonista, Marinka, si evolve in modo graduale: si presenta come una ragazzina ostinata, impaziente e un po’ insicura per poi diventare più coraggiosa e più consapevole.
La solitudine che alberga nel suo cuore le impedisce di accorgersi di ricevere già l’affetto che cerca disperatamente, portandola a commettere molti errori e a cacciarsi nei guai. Sperimenta in prima persona il dolore di perdere qualcosa di prezioso, che non può essere restituito. Essendo impegnata a inseguire una chimera, rischia di ritrovarsi da sola. Quando comprende che non è tutto oro quel che luccica, riesce a trovare la forza di reagire. È proprio il bene sincero e incondizionato che riceve a salvarla e a farle apprezzare la vita.
Le vicende di Marinka ci rivelano una triste verità: ci si può sentire soli anche in mezzo alle persone. Spesso ci circondiamo di gente sbagliata al posto di considerare chi ci accetta per quello che siamo.

La ragazza capisce pure che non deve scappare dai problemi, aggirando l’ostacolo o mentendo; può risolvere la situazione soltanto affrontandoli e parlando onestamente, esprimendo i propri sentimenti e i propri desideri agli altri. In tal caso, lo steccato che costruisce per tenere lontani i vivi assume un significato differente: non è più un paletto che le viene imposto per proteggerla, bensì un modo per fuggire dalle proprie responsabilità e da ciò che prova. Tenersi tutto dentro non è mai la soluzione.

Ci sono anche altri personaggi interessanti e per nulla banali: la taccola Jack, che riesce a farsi capire senza parole e che torna sempre da Marinka, oppure la Casa Yaga, che cerca di tutelarla e di assecondarla.

 

In conclusione, La Casa che mi porta via è un romanzo che merita di essere letto da grandi e piccini, per le profonde riflessioni e per il messaggio positivo che trasmette.
Lo consiglio a chi cerca una storia coinvolgente ed emozionante, tra il fantasy alla Stardust e le leggende popolari slave, a chi ha apprezzato opere come Il Castello Errante di Howl o Coraline e a chi non è ancora riuscito a trovare la propria strada.

 

Voto: ★★★★★

Iniziato il: 14/03/2019 • Finito il: 16/03/2019

 

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la casa che mi porta via.jpg

L’immagine è stata presa da Amazon ed è a solo scopo illustrativo. Nessuna violazione del copyright intesa.

 

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Recensione #8 – La Tela di Carlotta

La tela di Carlotta è un romanzo di E.B. White. In Italia è stato pubblicato da Vallecchi alla fine degli anni Cinquanta per poi essere ripubblicato da Mondadori. Sono stati realizzati due adattamenti cinematografici tratti da questo libro: un film d’animazione nei primi anni Settanta e un “live action” nel 2006.

 

La piccola Fern Arable salva da morte certa un maialino, che decide di chiamare Wilbur. Successivamente lo vende per pochi soldi allo zio, Homer Zuckerman. Cerca disperatamente di fare amicizia con gli altri animali della fattoria, ma ben presto si ritrova triste e solo. Un ragno di nome Carlotta decide di diventare sua amica. Quando scoprono che Wilbur rischia di diventare un piatto da gustare il giorno di Natale, Carlotta deve escogitare un piano per salvargli la vita…

 

La tela di Carlotta è la storia di un’amicizia genuina tra il maialino Wilbur e il ragno Carlotta, di un legame tanto profondo e sincero da far riflettere noi esseri umani. Molto spesso le persone tendono a essere egoiste, a guardare il proprio guadagno e a “usare” gli altri, senza costruire un rapporto solido e puro. In Carlotta invece non c’è traccia di cattiveria: dedica gran parte del suo tempo ad attuare un piano per salvare la vita al suo amico senza volere nulla in cambio, riuscendo a coinvolgere persino un topo individualista di nome Templeton.

Due animali così diversi riescono comunque a diventare inseparabili amici. Wilbur è ingenuo, vivace e curioso, mentre Carlotta è affettuosa, intelligente e saggia. Il primo ha bisogno della conoscenza della seconda per apprendere cose nuove, per calmarsi o solo per fare una chiacchierata prima di addormentarsi. Soltanto lei può escogitare uno stratagemma per proteggere il porcellino e coordinare le operazioni per la sua buona riuscita. Facendo gioco di squadra, gli animali riescono a ingannare gli umani; questi ultimi credono soltanto a ciò che vedono e non si fermano a osservare attentamente ciò che li circonda. Gli Zuckerman risparmiano la vita a Wilbur per avidità e trasformano il loro porcile nell’attrazione principale della loro fattoria. Sono più interessati al guadagno che al benessere dei loro animali, a differenza di Carlotta che apprezza davvero il porcellino; lei lo considera il suo migliore amico e lo trova veramente favoloso. Lui non vorrebbe avere l’attenzione puntata su di sé, lo mette in agitazione. L’annuale Fiera della contea è alle porte e deve prepararsi a essere esibito per vincere il primo premio. Wilbur ha ancora una volta bisogno della sua amica Carlotta, che decide di non abbandonarlo perché gli vuole bene. Anche l’opportunista Templeton si unisce a loro. Alla Fiera il maialino deve fare i conti con una dura realtà che lo porteranno a maturare e a contare soltanto sulle proprie forze per salvare la situazione.

 

La tela di Carlotta fa riflettere su temi importanti come l’amicizia disinteressata, l’avarizia, la perdita, la crescita. Per diventare grandi occorre una buona dose di coraggio e forza d’animo, anche quando ci si ritrova da soli.

Una storia triste e al tempo stesso divertente ci insegna a essere migliori, a riflettere su ciò che è realmente importante e ad abbandonare le cose materiali per dedicarci agli altri in modo più sincero e puro, proprio come fanno gli animali. Tutti vorremmo avere un’amica leale e dolce come Carlotta. Finale commovente e con un messaggio positivo.

 

Lo consiglio a grandi e a piccini, a chi ha bisogno di un po’ di tenerezza e vuole emozionarsi.

 

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Totto-chan, la bambina alla finestra

Totto-chan, la bambina alla finestra è un romanzo autobiografico scritto da Tetsuko Kuroyanagi, noto personaggio della televisione giapponese. In Giappone è stato pubblicato nel 1981 ed è divenuto subito un bestseller. L’edizione italiana di questo libro è stata curata da Excelsior 1881, che ha tradotto il testo dall’inglese e non dal giapponese.

 

Totto-chan è una bambina di 7 anni, curiosa e chiacchierona. Inizia a frequentare una nuova scuola, la Tomoe Gakuen, dopo essere stata espulsa a causa della sua esuberanza. La Tomoe, gestita dal preside  Sosaku Kobayashi, è particolare: le sue aule sono vagoni di un treno abbandonato e i suoi studenti imparano attraverso il gioco. Un metodo di insegnamento non convenzionale, dissimile da quello tradizionale giapponese, porta i bambini ad affezionarsi al signor Kobayashi, ad affrontare le giornate scolastiche con il cuore colmo di gioia e a conoscere usi e costumi nipponici. Totto-chan e i suoi amici devono affrontare nuove sfide e a volte devono fare i conti con la dura realtà…

 

I capitoli di questo libro si presentano come racconti assai brevi, accompagnati dalle bellissime illustrazioni di Chihiro Iwasaki. Narrano i ricordi d’infanzia dell’autrice legati alla Tomoe, una vera e propria scuola di vita. Tra folklore nipponico, prove di coraggio o gite, i bambini imparano importanti valori quali l’amicizia e il rispetto per tutto ciò che è diverso. Il signor Kobayashi ha escogitato degli stratagemmi per far sentire tutti i suoi studenti accettati e per non escludere nessuno, in modo tale da non farli crescere con inutili complessi. Si sa che l’infanzia è un periodo molto importante nella vita di ognuno di noi e tutti dovrebbero prendere esempio da questo grandissimo uomo. Pagina dopo pagina, si percepisce l’affetto che il preside prova per gli alunni della Tomoe e la stima che loro hanno per lui; questi sono sentimenti difficili da trovare oggigiorno nell’ambiente scolastico.
L’autrice ha la capacità di trasportarci in un mondo incantato, quasi fiabesco, come se fossimo circondati da alberi di ciliegio in fiore. Un mondo osservato dagli occhi innocenti di una bambina delle elementari.
Totto-chan è un’opera delicata e toccante, che trasmette serenità al lettore. Lo consiglio a tutti quelli che vogliono tornare a sentirsi fanciulli e spensierati, a tutti quelli che vogliono leggere un libro assieme al proprio figlio, a tutti gli appassionati delle tradizioni giapponesi e a chi non disdegna romanzi che possono essere un po’ lenti e che raccontano spaccati di vita quotidiana.

 

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Compleanno

Oggi è il mio compleanno!
L’ho sempre odiato, ho sempre pianto in quest’occasione. Anche prima ho versato molte lacrime; ultimamente capita spesso, purtroppo.
Quest’anno moltissime persone mi ha fatto gli auguri, anche sconosciute. Sono stata un po’ male quando ho letto il messaggio di un mio amico, ma pensavo che non mi avrebbe neanche fatto gli auguri. Va bene così.
Ieri ho preparato i cupcakes per la seconda volta nella mia vita. Sono buonissimi!
Oggi mi sono arrivati i manga che ho acquistato da Ibs. Dai miei zii ho ricevuto un CD, una felpa e un quaderno per scrivere pensieri hygge. Quest’ultimo è il mio regalo preferito. Una ragazza ha deciso di comprare il mio libro, Parole Sbagliate, proprio oggi. Che carina!
Adesso mi metto a scrivere un po’ sul diario nuovo.
A presto.

Hygge, il segreto danese per essere felici

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Hygge è una parola danese che rappresenta un’atmosfera di relax, di comodità e di accoglienza.
Hygge è una cioccolata calda con gli amici.
Hygge è una coperta morbida.
Hygge è un cuscino comodo.
Hygge è una candela profumata.
Hygge è una buona lettura.
Hygge è il segreto danese per essere felici. Felici per le piccole cose che scaldano il cuore anche nelle giornate più fredde.

 

Essendo sempre nervosa e malinconica nelle giornate autunnali, ho deciso di provare a essere più serena grazie alla challenge proposta dalla pagina Facebook Hygge Italia – la felicità è il cammino. Chi mi conosce sa che odio ottobre e novembre a causa del mio compleanno e di altre circostanze.
Vi ricopio la challenge. Troverete un ✔️ accanto a ogni “prova” che riuscirò a portare a termine.

🍁 Challenge di Autunno

• La tisana calda alla sera prima di dormire. ✔️
• Restare avvolti da plaid morbidi e colorati. ✔️
• Comprare tantissima frutta e verdura di stagione. ✔️
• Accendere ogni sera una candela profumata ✔️
• Creare una lista di cose per cui siamo grati ✔️
• Leggere un buon libro sotto le coperte ✔️
• Preparare le zucche per la notte di Halloween
• Addobbare la vostra casa con uno stile hygge autunnale
• Indossare sciarpe morbide e colorate, meglio se fatte a mano
• Preparare un dolce autunnale
• Scrivere una lista di buoni propositi
• Una cioccolata calda in compagnia di un’amica
• Indossare calzini colorati
• Maratone serali di film e pop corn
• Preparare decorazioni natalizie
• Una lunga passeggiata tra le foglie autunnali
• Scrivere una lettera
• Fare un bagno caldo e rilassante con oli essenziali
• Comprare pigiamini carini
• Creare una playlist di canzoni autunnali
• Sentire le persone che amiamo e che ci scaldano il cuore
• Ritagliare momenti per se stessi di totale relax
• Mangiare qualcosa di dolce
• Farsi qualche regalino
• Andare in luoghi suggestivi e fare il pieno di paesaggi dai colori autunnali
• Coltivare la serenità in se stessi
• Abbracciare e farsi abbracciare da chi amiamo
• Fare una selezione di ciò che vogliamo tenere e ciò che vogliamo buttare
• Fare meditazione e pensieri positivi
• Trasformare la malinconia autunnale in tante emozioni belle da vivere!
🍁🍁🍁

E voi pensate di mettervi alla prova con questa challenge? ☕ Ne avete altre simili da propormi? Commentate qua sotto!

A presto.