Recensione #26 – Aria e altri coccodrilli di Silvia Pillin

Aria e altri coccodrilli è un romanzo scritto da Silvia Pillin e pubblicato da Augh! Edizioni.

 

Aria ed Eva hanno diciotto anni, frequentano la stessa scuola e la stessa biblioteca, ma non si conoscono. Eppure hanno molto in comune: entrambe vorrebbero smettere di esistere. Aria ha un quaderno in cui annota i luoghi, i libri, le frasi, i modi del morire, domandandosi se troverà mai il coraggio di passare dalla teoria alla pratica, e intanto cerca di racimolare i soldi per il corso di scrittura che potrebbe essere un motivo per vivere ancora un po’. Eva si butta dalla finestra e basta, ma sopravvive a se stessa e dopo tutto è quasi peggio. Quando le loro strade si incrociano, grazie a un biglietto non firmato e a un esercizio di scrittura, qualcosa inizia a cambiare. I loro coccodrilli, forse, possono ancora essere addomesticati.

 

Non c’è limite al peggio: lo sanno bene Aria ed Eva, due diciottenni che hanno in comune il desiderio di suicidarsi.

Aria frequenta la quinta superiore presso l’istituto commerciale della sua città. Il padre è violento, la madre la rimprovera tutte le volte che non rientra all’orario prestabilito e la sorella, Elena, è viziata e “perfetta”.
Scrive sul suo quaderno del morire i metodi per togliersi la vita, legge le notizie di altre persone che hanno compiuto il gesto estremo e partecipa ai funerali di sconosciuti che ammira per essere riusciti nell’impresa. I suoi interessi sono particolari, diversi da quelli degli altri adolescenti, tanto da farle pensare di non essere normale, di avere qualcosa di sbagliato nella testa.
T
rascorre le sue giornate a dormire, a leggere, a guardare serie TV, a piangere e talvolta a scrivere.  L’esistenza di Aria appare vuota, priva di realtà e di connessioni; per  lei vivere non ha alcun senso. Avrebbe bisogno di autenticità, di fidarsi degli adulti.
Q
uando si reca in biblioteca, osserva una ragazza della sua scuola senza salutarla e parlarle. Crede che la vita della sua coetanea sia “perfetta”, che sia amata dai genitori, che sia una persona normale. Non sa che Eva è come lei, che deve combattere ogni giorno contro la depressione.

Eva ha un fratello di dieci anni, Matteo, e una madre troppo apprensiva. Gioca a pallavolo e ha buoni voti. Sembra una ragazza qualunque, invece nasconde un grande dolore che le impedisce di stare bene e di compiere le azioni più semplici. Al contrario di Aria, i suoi comportamenti sono di facciata e finge di essere come gli altri.
Arrivata al limite, decide di porre fine alla propria esistenza buttandosi dalla finestra della sua camera al secondo piano. Non muore, ma viene ricoverata in terapia intensiva.
A
ria scopre l’accaduto e inizia a mostrare un certo interesse nei confronti della misteriosa ragazza che ha provato a uccidersi.

I destini delle due diciottenni si incrociano quando Aria lascia un biglietto anonimo a Eva e cerca, con mille difficoltà e tante bugie, di partecipare a un laboratorio di scrittura creativa tenuto dal suo scrittore preferito.

È proprio il suicidio a unirle.

 

Aria e altri coccodrilli è un romanzo di formazione che affronta i temi del suicidio, della depressione, della solitudine e delle difficoltà durante l’adolescenza (la scarsa autostima, i problemi con i compagni di classe o con i professori, il rapporto conflittuale con i genitori).

L’autrice è riuscita a creare un personaggio autentico e mai scontato. È facile immedesimarsi nella protagonista, Aria. Leggendo i pensieri di quest’ultima, mi è tornato in mente il periodo della scuola: anch’io odiavo studiare economia aziendale e pensavo che la vita non avesse senso; non avevo amici e preferivo leggere e scrivere al posto di uscire.

C’è una buona dose di introspezione, che permette al lettore di entrare nella mente delle ragazze, di conoscere i loro pensieri più negativi e torbidi.

Trattare il delicato tema della depressione non è da tutti e Silvia Pillin è stata in grado di farlo con una sorprendente quanto straordinaria spontaneità.

Scava nelle profondità dell’animo umano e fa riflettere sull’importanza della vita, di trovare le persone giuste, di non arrendersi e di non permettere ai pensieri negativi di avere la meglio. Quasi tutti hanno pensato, almeno una volta, di togliersi la vita, di smettere di provare dolore. Porre fine alla propria esistenza significa perdere tutto, compresa la possibilità di realizzare un sogno o di trovare la tanto agognata serenità. C’è chi dovrà sempre combattere contro i propri demoni, con la speranza di “guarire”.

 

In definitiva, Aria e altri coccodrilli è un libro dalla trama originale e intrigante, scritto abbastanza bene, con dei personaggi diversi e ben caratterizzati, difficili da dimenticare, e un finale toccante.

Lo consiglio a tutti, in particolar modo a chi sta soffrendo in questo periodo e ha perso la vita.

Ricordiamoci che nessuno è solo, che tutti noi dobbiamo affrontare le nostre battaglie quotidiane e che, in un modo o nell’altro, dobbiamo cavarcela. 

 

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aria

 

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Recensione #24 – One Week Friends di Matcha Hazuki

E se ogni settimana tutti i tuoi ricordi si cancellassero? Sette giorni per conoscersi. Una sfida tenace per lasciare un segno nella memoria e nel cuore.
Oggi vi parlo di One Week Friends!

 

One Week Friends è un manga scritto e disegnato da Matcha Hazuki. In Italia è stato pubblicato da Planet Manga.

 

Yuki Hase è deciso a diventare amico della solitaria Kaori Fujimiya che si rivela una ragazza dolce e socievole. Ma questa amicizia sembra non avere futuro: ogni settimana, infatti, Fujimiya perde tutti i suoi ricordi legati agli amici… Per Hase inizia così una tenera sfida per lasciare un segno indelebile nella memoria e nel cuore!

 

Yuki Hase è un ragazzo gentile, premuroso, affidabile e determinato. Frequenta il secondo anno delle superiori e vorrebbe fare amicizia con Kaori Fujimiya, una compagna di classe schiva e distaccata.

Kaori non ha amici e non sorride mai. Il suo modo di fare potrebbe essere scambiato per arroganza, ma in realtà nasconde un segreto: i ricordi legati ai suoi amici si resettano ogni settimana. Ed è proprio a causa di questo suo problema che preferisce stare in disparte, attirandosi persino delle antipatie all’interno della sua classe.
L
a sua “copertura” salta quando Hase decide di avvicinarsi a lei per diventarci amico e scopre che la ragazza è dolce, pura e ingenua.

Nonostante le difficoltà e l’iniziale lato scostante di Kaori, Hase non demorde e ogni settimana . Per non dimenticare i progressi fatti, le suggerisce di tenere un diario.

Con il tempo Kaori impara a conoscere Hase e se stessa, a divertirsi, a sorridere e a crearsi dei ricordi con il suo amico. Non sempre sa come comportarsi e ha molte cose da imparare, non avendo avuto amici per cinque anni e avendo dimenticato quelli del passato.

L’amnesia della ragazza, infatti, dipende da un episodio traumatico di quando frequentava la sesta elementare. Hase è intenzionato ad aiutarla a ritrovare la memoria e il sorriso.

Il diario che lei tiene ogni settimana e che rilegge il lunedì mattina prima di recarsi a scuola l’aiuta ad avvicinarsi al suo “primo caro amico”, a ricordarlo. Sono proprio i dettagli più insignificanti, come il numero di grammi di zucchero da mettere nella frittata per lui, a rimanerle impressi.

Al contrario di lui, è brava in matematica e spesso lo aiuta a studiare.

Talvolta Hase si scopre geloso della sua amica e del rapporto speciale che hanno creato.

Ma il giovane non è il solo a conoscere il segreto di Kaori: anche Shōgo Kiryū viene a scoprirlo.

Shogo è il migliore amico di Yuki Hase. Si sono conosciuti alle medie e sono molto bravi. Nonostante dorma in classe, ha buoni voti ed è intelligente. Le ragazze lo trovano attraente per la sua aura di mistero ed è molto schietto. Non sopporta le scocciature ed è apparentemente freddo, ma alla fine si fa sempre coinvolgere e trascinare dall’esuberanza del suo amico. Gli piace Yuki perché non giudica le persone dalle apparenze e non pensa male degli altri.

Al trio si unisce Saki Yamagishi, una ragazza goffa e smemorata, che riesce a comprendere Kaori e che vorrebbe come amica. Alle elementari è stata vittima di bullismo a causa della sua statura. Ha deciso di dipendere dagli altri e le piace farsi coccolare dalle amiche. Può sembrare svampita, ma in realtà si accorge di tutto. Tiene molto agli altri, nonostante ogni tanto se ne approfitti un po’.

Gli equilibri cambiano con l’arrivo di Hajime Kujō, un amico d’infanzia di Kaori…

 

One Week Friends è la tenera storia di un’amicizia.

L’autrice affronta i temi del trauma e delle delusioni con una delicatezza straordinaria.

I ricordi che Kaori dimentica sono quelli collegati agli amici e non quelli con i parenti o con i conoscenti. Rifiuta il concetto di “amico” per non soffrire e ha chiuso il suo cuore. È grazie a Yuki Hase che riesce a vincere la sua paura di fare nuove amicizie, gettando definitivamente la maschera che si era creata per evitare gli altri.

Il legame tra i due è basato sulla fiducia e sulla perseveranza. A volte le persone danno per scontato questo valore e non pensano di doversi impegnare.

Sono tanti gli insegnamenti che possiamo cogliere grazie a One Week Friends. Vi sono anche altri temi importanti e toccanti, come il bullismo e l’accettazione di ciò che è diverso da come appare.

C’è una storia parallela che vede come protagonisti Shogo e Saki, due personaggi che adoro.

Al contrario dell’anime, ho notato più complicità tra Kaori e Shogo e c’è più spazio per tutti.

Lo stile è gradevole e pertinente alla storia: il tratto dell’autrice è dolce e delicato. I personaggi sono caratterizzati bene e la trama è coinvolgente. La scelta , soprattutto verticale, rallenta la narrazione e non mi fa impazzire.

In definitiva, trovo One Week Friends un manga profondo ed emozionante, tenero e puro, come i suoi personaggi. Tuttavia, sento che manca qualcosa per definirlo un capolavoro. Peccato perché ha del potenziale. Forse mi sarei aspettata qualcosa in più. Non si dissocia molto dall’anime, seppure contenga diverse scene inedite.

Lo consiglio agli inguaribili romantici, a chi cerca una storia semplice, concentrata più sull’amicizia che sull’amore, a chi ama sognare e a chi ha perso fiducia negli altri.

 

Preparatevi a essere investiti dalla tenerezza non troppo stucchevole di One Week Friends!

 

Voto: ★★★★☆

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Fonte trama e copertina: Amazon

 

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#iorestoacasa Letture gratuite… o quasi!

Molti autori, me compresa, hanno aderito all’iniziativa #iorestoacasa, mettendo in promozione alcuni ebook.

Dovendo rimanere a casa, vi consiglio di leggere. Potreste riscoprire (o scoprire per la prima volta) la passione per la lettura.

Leggere ci rende liberi, più consapevoli, meno chiusi, cattivi o ignoranti.
Gli ebook non hanno il virus, possono farvi compagnia, costano poco e potete pure chiedere il rimborso, qualora non dovessero piacervi.

Ecco le mie offerte per questa settimana! Ovviamente ci saranno anche altre sorprese, rimanete connessi!

 

Oltre gratis giovedì 12 marzo: LINK

Piangi arte dagli occhi gratis sabato 14 marzo: LINK

Vendere Un Cuore Al Mercato Nero e altri racconti sempre a 99 centesimi: LINK

 

Se volete supportarmi, scaricate i miei ebook, leggeteli e recensiteli. Grazie!

Dobbiamo cercare di sostenerci a vicenda.

E presto uscirà anche l’ebook di Parole Sbagliate!

Li acquisterete? Spero di sì! Fatemi sapere con un commento!

A presto.

io resto a casa

Recensione #18 – Voglio mangiare il tuo pancreas di Yoru Sumino e Idumi Kirihara

Voglio mangiare il tuo pancreas è un manga scritto da Yoru Sumino e disegnato da Idumi Kirihara. In Italia è stato pubblicato da Dynit.
È ispirato all’omonimo romanzo.

 

Un timido e “banale” studente delle scuole superiori ritrova per caso il diario segreto di Sakura Yamauchi, sua compagna di classe, scoprendo così della sua malattia terminale al pancreas. I giorni della ragazza sono contati, ma Sakura sembra affrontare la malattia e la crudele realtà a testa alta e con uno spirito allegro. Passando quindi da semplice compagno di classe a custode del suo segreto, il ragazzo si ritrova a trascorrere sempre più tempo con Sakura…

 

Voglio mangiare il tuo pancreas è la tenera quanto struggente storia di due adolescenti alle prese con una terribile malattia. 

I protagonisti sono Sakura Yamauchi e Haruki, un suo compagno di classe molto riservato. Il nome di quest’ultimo si scopre soltanto verso la fine, ma si può intuire già dalle prime pagine; in base allo sviluppo del loro legame, la ragazza lo chiama in modi differenti (si passa dal semplice “compagno di classe riservato” al “buon amico”).
I due liceali sono agli antipodi: lei appare come una ragazza solare e allegra, nonostante sia malata, sicura di se stessa, estroversa e apprezzata da tutti, mentre lui è molto insicuro, taciturno, introverso e poco appariscente.
N
on potrebbero essere più diversi, eppure riescono ad andare d’accordo e a instaurare uno strano rapporto a metà tra l’amicizia e l’amore. Queste diversità servono a entrambi per migliorare, per imparare cose nuove sulla vita, per cambiare e per completarsi.
Q
uello che fa o pensa la ragazza, lui non lo farebbe o non lo penserebbe mai. A volte i comportamenti di lei causano confusione e preoccupazione nel ragazzo o portano a un brutto litigio tra i due. I dispetti da bambina di Sakura, in realtà, la proteggono, nascondendo le sue fragilità, quelle che non vorrebbe mostrare a nessuno, neppure al giovane, che considera la quotidianità e la verità.
Quest’ultimo, infatti, è diverso dagli altri: è l’unico a conoscere il suo segreto e a non trattarla da malata, come capita con la sua famiglia o come farebbero la sua amica Kyōko e la sua classe.
P
assando tanto tempo insieme e trascurando gli altri, Sakura e Haruki attirano le attenzioni e le antipatie dei compagni, finendo vittime di inutili pettegolezzi e di fraintendimenti.
G
li ultimi mesi di vita di Sakura diventano preziosi ricordi per la stessa e per Haruki, che si scopre più interessato alle persone e più coinvolto nei sentimenti altrui e nelle interazioni sociali.
Qualcosa di terribile, come una malattia al pancreas, induce il lettore, insieme ai protagonisti, a riflettere sull’importanza della vita e dei momenti da trascorrere con le persone amate. A volte soltanto un evento significativo e tragico potrebbe modificare la percezione che abbiamo di noi stessi e di tutto ciò che ci circonda, permettendoci di migliorare, di evolverci e di vedere quello che ci era sfuggito grazie alle differenze che ci legano agli altri. Non dovremmo mai dare tutto per scontato: persino un ragazzo riservato e poco interessante potrebbe essere notato e apprezzato da qualcuno, riservare delle sorprese ed essere motivo di stima in quanto sa risplendere da solo, camminare con le proprie gambe.
giorni che le rimangono da vivere trascorrono veloci e intensi fino a un colpo di scena agghiacciante. Ciò che nessuno, compresi i personaggi stessi, si sarebbe aspettato anticipa un finale commovente e doloroso, seppur inevitabile.

Voglio mangiare il tuo pancreas è un’opera di rara e delicata bellezza, come un ciliegio che fiorisce in primavera; esalta i sentimenti, le diversità e il valore  della vita e degli attimi che non andrebbero mai sprecati. Dipendere dagli altri è sbagliato, ma lo è anche chiudere il proprio cuore per non infastidire qualcuno.
U
na miniserie in due volumi capace di emozionare, di sorprendere, di far divertire e di far piangere.
C
on un tratto leggero e gradevole alla vista, Izumi Kirihara rappresenta in modo molto accurato i sentimenti e i pensieri dei personaggi: le espressioni del viso non sono approssimative o confuse, elemento fondamentale per una storia colma di emozioni come questa.
I
l titolo è particolare: si riferisce all’antica usanza di mangiare l’organo (animale) corrispondente a quello malato per guarire.
I
l formato dell’edizione italiana, curata da Dynit, è troppo grande e il prezzo di ogni volume è eccessivo, ma si può sorvolare su questi “difetti” perché  l’opera in sé merita di essere letta e di essere sistemata nelle librerie di molti lettori.

In definitiva, Voglio mangiare il tuo pancreas trasmette un messaggio positivo, tipico delle opere giapponesi: nella sofferenza dovremmo ricercare la forza di reagire e di amare.

Lo consiglio a chi sta attraversando un periodo difficile o un momento di sconforto, a chi ha bisogno di speranza, a chi non si sente apprezzato, a chi ama le storie malinconiche e profonde, quelle che fanno riflettere e commuovere.

Preparate i fazzoletti!

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Fonte trama e immagine: Animeclick

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Recensione #15 – Due cuori in affitto di Felicia Kingsley

Una commedia romantica per scaldarvi il cuore in una fredda giornata d’inverno: oggi vi voglio parlare di Due cuori in affitto di Felicia Kingsley.

 

Due cuori in affitto è un romanzo chick lit scritto da Felicia Kingsley e pubblicato da Newton Compton.

 

Summer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

 

I protagonisti del romanzo sono Summer e Blake.
Lei è un’aspirante sceneggiatrice, originaria di Boston e che si è trasferita a Los Angeles per coronare il suo sogno, Blake è uno scrittore di bestseller. Quest’ultimo pensa che gli sceneggiatori siano degli scrittori falliti.
A
 causa di uno scherzo del destino (o più precisamente di un malinteso), si trovano costretti a vivere sotto lo stesso tetto.
La convivenza forzata risulta difficile ai due: Summer è precisina, si sveglia presto, è vegetariana ed è amante dello stile di vita sano; al contrario, Blake si alza tardi, è disordinato, fa colazione alle due di pomeriggio con vodka e sigarette, ama la carne. Non potrebbero essere più diversi di così. Per questi motivi, la protagonista decide di stilare una lista di regole da rispettare e di dividere a metà gli spazi comuni.
Quella che inizia come un’antipatia reciproca diventa ben presto un’amicizia, per poi trasformarsi in una complicità che esplode di passione.
Blake abbandona i suoi comportamenti da dongiovanni, dedicandosi completamente a Summer e rivelandosi dolce, premuroso, partecipe. Si interessa a lei come dovrebbe fare una persona innamorata, credendo nei suoi sogni e sostenendola. La giovane donna, però, non è abituata a tutto questo, soprattutto a causa della sua famiglia così rigida. I genitori, infatti, non hanno mai visto di buon occhio la sua professione e le hanno dato un ultimatum che sta per scader
e.
Ed è sempre Blake, suo amico, suo complice e suo amante, ad aiutarla. Dopotutto, la sua famiglia non è molto diversa da quella di Summer e riesce a comprendere i sentimenti di quest’ultima.
Entrambi sono in grado di vedere ed esaltare le qualità dell’altra persona, senza sentire il bisogno di ostacolarsi o di predominare.
Non mancano i colpi di scena, i malintesi, le paure e la rivalità con Simon Eames, anch’egli scrittore, che metteranno a dura prova la storia d’amore tra i due protagonisti.

La trama è divertente e attuale, pur non essendo particolarmente originale. Le scene di sesso sono passionali, per nulla volgari e non troppo dettagliate. È scritto bene, è scorrevole e non annoia. Alcuni episodi sono al limite del surreale, sembrano quasi forzati, inseriti soltanto per riempire le pagine e allungare il brodo. I personaggi secondari sono un po’ insipidi.
Avrei preferito un finale meno sbrigativo oppure che venisse inserito un epilogo.

In conclusione, Due cuori in affitto è una lettura piacevole, fresca, romantica, capace di intrattenere ed emozionare grazie al rapporto di odio/amore tra Summer e Blake.

Lo consiglio a chi cerca una storia ironica, senza troppe pretese e a chi ha bisogno di sognare un amore capace di migliorare l’altra persona. (Quale donna non vorrebbe che un uomo si facesse ipnotizzare da qualcosa di apparentemente banale come le sopracciglia? Sono proprio questi piccoli dettagli a fare la differenza, non trovate?)

 

Preparatevi a ridere a crepapelle!

 

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Fonte trama e copertina: Newton Compton

 

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✒ Vendere Un Cuore Al Mercato Nero e altri racconti è disponibile anche in libreria. Se sei di Monfalcone o zone limitrofe, lo puoi trovare presso la libreria Rinascita (Ubik) in viale San Marco 29. 

 Sto partecipando al contest letterario “Racconta il Giappone”. Ieri ho inviato il mio racconto. Per ora non posso dirvi altro. Incrociate le dita per me!

✒ Sto scrivendo un nuovo romanzo, La guardiana delle lucciole. Si tratta di un romance con elementi soprannaturali. In poche settimane ho scritto più di dieci pagine e mi piace la piega che sta prendendo. Ve ne parlerò più avanti!

 

Se l’articolo vi è piaciuto, lasciate un mi piace, un commento e iscrivetevi al mio blog! ♥

 

Recensione #13 – L’invenzione del secolo: Beh… quasi di Angela Quaranta

L’invenzione del secolo: Beh… quasi è un romanzo per bambini di Angela Quaranta.
Si tratta del primo numero della serie Viaggiatori nel tempo.

 

Tre mici-amici annoiati, un’avventura improbabile e pericolosa in vista. Una gattina francese un po’ snob sta cercando l’ultimo, prezioso ingranaggio che consentirà al suo umano di completare l’invenzione del secolo. Impegnati nella ricerca dello strano oggetto dal nome impronunciabile, i quattro micetti arriveranno fino a Parigi e oltre. 

 

L’invenzione del secolo: Beh… quasi è la tenera quanto divertente storia di un’amicizia.
Insegna a grandi e piccini un valore che sta pian piano scomparendo.
C’è un sincero e profondo affetto che lega i protagonisti: tre gatti e una gatta.
Gli animali ci fanno capire che si può voler bene a qualcuno in modo disinteressato.

La protagonista è Lulù, una bellissima gattina tricolore dall’aria snob, con un pelo candido e lucido. Non è abituata a ricevere un “no” come risposta e questo suo lato la rende antipatica agli occhi di Loki. È molto devota al suo padrone Gaston, un inventore che ha bisogno del suo aiuto per trovare un riduttore epicicloidale, ossia un moltiplicatore di velocità.
Nonostante lo scetticismo iniziale, i tre amici decidono di aiutarla nella sua missione.
Il gruppo è eterogeneo: Loki è un norvegese dal pelo lungo e ben curato, è un po’ diffidente con chi non conosce e appare come il capo; Cosmo è un british dal pelo nero, ha un anno ed è gentile con tutti; Fritz è un soriano dal manto grigio e dall’aspetto scarno, è molto intelligente e ha un animo un po’ nerd.
Non potrebbero essere più diversi, eppure sono così uniti. Cosmo riesce a trascinare gli altri due in una nuova e rocambolesca avventura. Pur sembrando il più duro, Loki ha anche un cuore tenero e non abbandonerebbe mai i suoi più cari amici. Le conoscenze di Fritz possono tornare utili, ma non riesce a non cacciarsi nei guai a causa del suo essere sempre così maldestro.
Pur essendo breve, la caratterizzazione dei personaggi è ottima e li distingue. Come si fa a non affezionarsi all’imbranato “genietto” Fritz, allo scontroso e leale Loki, al gentile Cosmo e alla coraggiosa Lulù? È impossibile!

Non mancano i colpi di scena e i pericoli. Infatti, è tornata in circolazione Sibilla, una mezza strega ossessionata dai gatti.
I ricordi riaffiorano nella mente di Cosmo, lo stregatto che l’aveva servita e aiutata grazie al suo starnuto magico, ma può contare sul supporto dei suoi inseparabili amici.

Il finale lascia di stucco il lettore e preannuncia un’altra imperdibile avventura (o forse dovrei dire disavventura) dei quattro mici-amici.

 

L’invenzione del secolo: Beh… Quasi è un romanzo per bambini, capace di coinvolgere anche gli adulti. È scorrevole e presenta delle bellissime illustrazioni all’inizio di ogni capitolo. A mio avviso è scritto molto bene e trasmette tanta dolcezza.
Lo consiglio soprattutto a chi ha bisogno di credere di nuovo nell’amicizia e nella lealtà, a chi ha bisogno di evadere per qualche ora, ritrovandosi in un mondo magico e sorprendente, e a chi sente la necessità di tornare bambino.

 

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Girl From The Other Side 2 – Il mio commento

Avevamo lasciato la piccola Shiva alle prese con una nuova minaccia. Riuscirà a salvarsi? Scopriamolo insieme!

 

Il secondo volume di Girl From The Other Side, la favola dark scritta e disegnata da Nagabe, è ricco di sorprese, di emozioni e di mezze rivelazioni.
Fa la sua comparsa un’altra creatura del mondo esterno (un estraneo), intenzionato a restituire le anime alla “Madre”. Il Maestro lo segue nelle profondità di un lago in quanto vorrebbe sapere come annullare la maledizione.
Le loro parole lo turbano a tal punto da far preoccupare Shiva. Dal canto suo, l’uomo è costretto a mentirle per proteggerla dalla portata dell’epidemia e dai segreti che le ha nascosto la nonna.
Il lettore respira il senso di impotenza e di angoscia che prova il Maestro dopo aver ascoltato la “Madre” e le sue creature.
Il rapporto tra i due protagonisti rischia di essere minato ancora una volta: pare che i relegati, gli esseri umani che vivono all’interno e che non sono stati maledetti, vogliano catturare la bambina del mondo esterno e portarla al loro Dio.
Come andrà a finire?

L’atmosfera di questo volume è suggestiva e onirica, con un perfetto contrasto tra scene allegre (simboleggiate dal bianco) e scene cupe (rappresentate da una parte prettamente nera o grigia). I personaggi e gli scenari sono disegnati in modo magistrale. Il livello dell’opera continua a essere alto e a mantenere l’attenzione del lettore.
I misteri che legano la maledizione ai due mondi e alla piccola Shiva non sono ancora stati svelati. Si intuisce una profonda spaccatura tra il regno interno e quello esterno, quello “governato” dal Dio bianco e quello che appartiene alla “Madre”, che si accusano vicendevolmente e che vorrebbero la bambina. Cosa sarà accaduto realmente? È proprio Shiva la chiave per risolvere tutti i problemi?
È interessante la riflessione sulla meschinità umana, che distrugge tutto e che non sa prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Potremmo vedere la maledizione come una metafora sull’evoluzione dell’essere umano, che devasta il pianeta a causa della sete di potere che lo contraddistingue e che vive nell’illusione.
Non manca la componente religiosa, usata da sempre come scudo: molti individui se ne servono per giustificare le nefandezze che compiono. Non è proprio a causa della religione che esiste una netta distinzione tra i due mondi?
L’anima pura e bellissima di Shiva simbolizza la speranza e anche una sorta di unione tra le creature.
Ancora una volta è presente un colpo di scena finale che preannuncia un terzo volume carico di forti emozioni.

 

Promosso! 

Copia di girl from the other side 2

Vi ho parlato del primo volume [QUI]

Fonte immagine: JPOP

Thoughts

Pensieri confusi

Lei mi fa male, sa?
Vederla mi rallegra, mi cambia (migliora, se si può dire) la giornata. Eppure lei mi spezza perché non posso conoscerla.
Vorrei dirle: “Mi racconti la sua storia, per favore.”
Mi piacerebbe fraternizzare con il suo dolore, sempre che ne abbia uno.
Vorrei fare amicizia con le sue stranezze. Anche lei ne è provvisto, sbaglio?
Se mi facesse entrare nel suo vivere quotidiano o se almeno mi rivolgesse la parola, non sarei così mesta.
Come la scorsa notte.
Come oggi.
Come tanto tempo fa.
Quando mi aveva salutata e mi aveva sorriso in modo gentile, pur essendo soltanto il suo lavoro.
Lei mi fa male, sa?

Festa della mamma

Non sai cosa regalare a tua mamma in occasione della sua festa? Ti aiuto io!

Potresti optare per Parole Sbagliate, il mio romanzo fantasy.

Sinossi:
Una libreria. Un libro misterioso.
Alice, aspirante scrittrice e appassionata lavoratrice, trova “Parole Sbagliate” tra i libri a metà prezzo. Ma non è un articolo in vendita: si tratta piuttosto di un oggetto contenente un messaggio in codice da risolvere.
Quando entra un nuovo cliente, Giacomo, chitarrista in una rock band, iniziano ad accadere cose strane…
I destini di alcuni dei personaggi presenti in questo libro si intrecciano per dar vita a una storia carica di mistero, immaginazione e sentimento, dove anche le parole sbagliate hanno un grosso peso sulle sorti dell’umanità.

 

Parole Sbagliate Instagram

Link per acquistare Parole Sbagliate su Amazon: https://goo.gl/Lih28G


Vi lascio il commento di una mia lettrice:

“Parole sbagliate”, per me, è stata una piccola rivelazione. Dopo aver assistito all’iniziale presentazione del libro da parte dell’autrice, mi era sempre rimasta la curiosità di leggerlo e solo ora, più di due anni dopo la sua pubblicazione, sono riuscita nell’intento. La storia è coinvolgente e, man mano che si va avanti con le pagine, il ritmo si fa sempre più incalzante. Il romanzo ha una buona componente fantasy e, benché io non sia un’amante di questo genere, la scrittrice è riuscita a inserirla con delicatezza nel mondo reale da lei descritto. Le parti che più ho amato di questo romanzo sono stati i retroscena delle vite dei personaggi e la descrizione leggera ma minuziosa dei luoghi in cui le vicende si svolgono. In più occasioni sembra che la natura e la città siano strettamente collegati con i pensieri e le emozioni della protagonista. È un romanzo che sicuramente consiglierei ad un pubblico adolescente e di giovani adulti.

Cosa aspetti? Fai felice tua mamma con un buon libro perché si sa… la mamma è sempre la mamma!

Tag: Book tag di inizio anno

1. Ultimo libro letto?

Stardust

2. Ti è piaciuto?

Abbastanza. Ho trovato la trama originale e interessante, la scrittura scorrevole e quel tocco fantasy “fiabesco” che non guasta mai. Ho apprezzato il personaggio della stella dalle sembianze di una graziosa fanciulla e il suo rapporto con Tristan, il protagonista. Non mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei nemici, manca di azione e la storia mi è sembrata troppo frettolosa. Avrei preferito un altro finale e che venisse affrontato meglio la parte riguardante il passato dei genitori di Tristan. Lo consiglio a chi vuole sognare e perdersi nei luoghi incantati di Faerie. Voto: 3/5

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3. La tua attuale lettura?

Al momento non sto leggendo niente, vorrei iniziare un nuovo libro.

4. Un libro che vorresti rileggere?

Troppi. Mi piacerebbe rileggere Confessione, 1984, la saga di Harry Potter, La Ragazza dello Sputnik, Your Name e tanti altri.

5. Un libro recente che ti è piaciuto?

La Moglie Tra di Noi

Non è il classico triangolo amoroso, come farebbe pensare il titolo; è un romanzo originale, pieno di colpi di scena, flashback ed emozioni. È una storia impregnata di solitudine e dolore, di bugie, di passati ingombranti e torbidi, di ricerche per conoscere la verità. Una verità difficile da accettare, una verità dolorosa, ma necessaria per andare avanti, per tornare a vivere.
È una storia toccante, scritta bene, che ci insegna a essere migliori, a lottare contro i fantasmi del nostro passato per poter agire meglio nel presente e nel futuro, a non voltare le spalle alle verità, a trovare il coraggio di voltare pagina.
Non si può non amare Vanessa, la protagonista di questo libro, una donna forte, che diventa fragile a causa di alcune situazioni, ma che dimostra un grandissimo coraggio. Una donna da ammirare, nonostante alcune scelte sbagliate.

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6. Un libro che consiglieresti a tutti di leggere?

1984
È un capolavoro che andrebbe letto almeno una volta nella vita. La storia è molto attuale e fa riflettere. Sembra una previsione del futuro, una rivelazione. Il finale è sconvolgente, fa venire i brividi lungo tutto il corpo e le lacrime agli occhi.

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7. Un libro che ti ha scaldato il cuore?

Totto-chan, la bambina alla finestra
È una storia delicata con un’atmosfera quasi fiabesca. Il ritmo è un po’ lento e al tempo stesso rilassante. Narra di una scuola particolare che ha insegnato Totto-chan ad affrontare la vita in modo positivo.

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8. Un libro che affronta tematiche forti?

Lo Squalificato
È un romanzo un po’ particolare: molto introspettivo, manca di azione e di dialoghi, ma non risulta mai noioso.
Yozo vive una sorta di estraniazione e di terrore nei confronti degli esseri umani. Per paura di essere “punito” dagli altri, decide di inventarsi delle storie, di fare il burlone. Il suo tormento e i suoi patetici tentativi di nascondere la sua debolezza si trasformano presto in disperazione: il protagonista spende tutti i soldi in alcool e tenta il suicidio.
Non è un libro per tutti.

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9. Un libro che hai nella wishlist da tanto tempo e che non hai ancora acquistato?

La città incantata al di là delle nebbie

10. Un libro per bambini che hai letto da adulta e che hai amato?

La Tela di Carlotta
È la storia di un’amicizia genuina tra un maialino di nome Wilbur e un ragno di nome Carlotta. Un legame tanto profondo e sincero da far riflettere ed emozionare. Un romanzo che dovrebbero leggere anche gli adulti, magari insieme ai propri figli. Il finale è toccante e con un messaggio positivo.

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☆ Il book tag l’ho inventato io. Potete rispondere alle domande sul vostro blog, purché citiate il mio. Se avete intenzione di acquistare i libri da me citati, utilizzate i miei link Amazon. Grazie!