Colazione da Bosio

Questa mattina sono andata a fare colazione al Bistrot Bosio.
Ho ordinato un cestino di frutta e un tè caldo. Ho trovato il pasticcino spettacolare: sono rimasta colpita dalla bontà e da quel senso di freschezza che trasmettono la frutta e la crema. Il tè ha reso tutto più gustoso.

Nel locale si è esibita Ester Pavlic, un’arpista triestina. Ha eseguito numerosi brani, tra cui River Flows in You.

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Classe 1989.
Ha al suo attivo innumerevoli concerti.
Collabora con diverse orchestre del Friuli Venezia Giulia ed è stabile nell’orchestra “Ventaglio d’arpe”.
Ha inciso un CD per arpa, canto e tromba, che si intitola “Anywhere in the world”.
È docente presso alcuni istituti musicali del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.
Si è diplomata anche in canto lirico.

Ester Pavlic si è rivelata una piacevole sorpresa. I brani che ha proposto oggi mi sono piaciuti, li ho trovato rilassanti e armoniosi. Non c’è incertezza nel suono della sua arpa, soltanto dolcezza, delicatezza e un pizzico di magia che ti trasporta in un mondo incantato.

Ho trascorso una mattinata diversa dal solito, assaporando un pasticcino buonissimo e sorseggiando un tè squisito accompagnati dalle note soavi di un’arpista di talento.

Mattinata al Museo della Cantieristica (MuCa)

Il MuCA (Museo della Cantieristica) è un museo dedicato alla storia e all’evoluzione del cantiere navale della città di Monfalcone.
Ha sede nell’ex Albergo Operai del Villaggio di Panzano, una zona residenziale comprendente 150 case per gli operai del cantiere e le rispettive famiglie.
L’albergo per gli operai celibi fu progettato dall’ingegnere Dante Fornasir e venne costruito nel 1920. Veniva soprannominato “albergo dei lupi” perché era facile perdersi. Conteneva 700 stanze, una mensa, un bar e numerose sale per le attività ricreative (biblioteca, sale da gioco, sala ginnastica, sala del ciabattino, etc.)
Negli anni Venti venne costruito anche un albergo per gli impiegati celibi, distante dalla fabbrica dei fratelli Cosulich. Conteneva 120 stanze, più grandi e prestigiose rispetto a quelle destinate alla classe operaia. Adesso è un albergo di lusso (4 stelle) chiamato Europalace.

Il museo è suddiviso in 4 aree tematiche e 14 sale.

All’ingresso il visitatore riceve un tesserino elettronico corrispondente a un personaggio storico da inserire in apposite postazioni multimediali, permettendogli così di ascoltare il punto di vista del personaggio in questione e di scorrere le immagini dei singoli temi. Mi è stato assegnato Nicolò Costanzi, architetto navale, nato a Trieste il 19 ottobre del 1893. Venne arruolato a 22 anni (Prima Guerra Mondiale). I fratelli Cosulich lo assunsero al Cantiere Navale Triestino di Monfalcone, fondato il 3 aprile 1908, si fece strada e presto divenne
imprenditore.
Nella prima sala sono presenti anche teche con foto, oggetti e accanto i dovuti approfondimenti. Al centro c’è una mappa interattiva (a forma circolare) dedicata all’evoluzione del territorio monfalconese prima, durante e dopo la nascita del cantiere navale.

Nella sala collegata alla prima è presente una linea del tempo, che ripercorre oltre 100 anni di storia dedicata al Cantiere e al territorio con immagini e didascalie.

In un’altra stanza è presente un simulatore di gru, un gioco tridimensionale che permette al visitatore di “manovrare” una gru da una postazione di comando centrale e fare un viaggio virtuale nel bacino (la struttura è composta da 18 punti, presenti nella postazione touchscreen) accompagnato da una carrellata di immagini e video visibile sullo schermo laterale. È un’esperienza unica!

Nella sala dei personaggi vengono proiettati sei personaggi virtuali (nel mio caso, Nicolò Costanzi) con punti di vista differenti, come se volessero raccontare una storia a noi spettatori. Costanzi si confronta con Egone Missio, disegnatore navale, e con Elda, una donna che gli chiede di assumere il marito disoccupato. Quest’ultima venne assunta come operaia ed è realmente esistita.
L’audio non è dei migliori e non permette al visitatore di cogliere tutte le frasi che vengono pronunciate. È un peccato perché è una delle parti più interessanti e coinvolgenti del museo.

In altre sale sono presenti modellini in scala di navi da crociera e due postazioni multimediali che approfondiscono l’evoluzione della produzione del cantiere; altre produzioni del cantieri; esposizioni di opere delle mostra “Arte nei transatlantici”.

Una stanza è  dedicata alla ricostruzione multimediale del Teatro del Villaggio di Panzano, demolito durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il teatro Euripide venne inaugurato l’11 dicembre 1920. Aveva 480 posti a sedere e poteva contenere fino a 1000 ospiti. Era stato realizzato in stile viennese.

Non manca un Memoriale per le Vittime dell’amianto, una stanza che le ricorda attraverso immagini, testi e oggetti degli operai di forte impatto visivo (per esempio, un pannello a forma di polmoni). Sono riportati tutti i nomi dei Martiri dell’amianto.

Alla fine il visitatore può esprimere un giudizio sul museo mediante un breve questionario da compilare e/o acquistare un souvenir targato MuCa (cartoline, spille, chiavette USB, poster, agende moleskine, borse di tela, etc.)

 

Il MuCA è un museo che merita di essere visitato. Strumenti multimediali moderni si uniscono a reperti storici, creando qualcosa di unico e spettacolare che ti fa immedesimare nella vita di molti individui legati al cantiere senza mai annoiarti; è come se provassi in prima persona i loro sentimenti. La tecnologia (schermi touchscreen, ricostruzioni tridimensionali, mappe interattive, etc.) ti riporta indietro nel tempo, facendoti vivere una realtà molto lontana da quella attuale. È paradossale? Forse sì, ma è proprio questo il bello del MuCa!

Piccola Fiera dell’Economia Solidale

Ieri pomeriggio sono stata alla Piccola Fiera dell’Economia Solidale tenutasi presso un ricreatorio della mia città. Vi erano presenti una quindicina di stand: Benkadì, Essenza del Carso, Parco dei Principi, Agriturismo e Parco Rurale Alture di Polazzo, Arca di Novacco, Terra di Ciona, La Banca del Tempo, Futura Ecoshoes, Calze Natur, Ragioniamo con i piedi, Punto a capo, Book à porter, Sartoria Plait, Rilana, Altrescarpe e Lister.

Benkadì (“Assieme è meglio” in africano) è un’associazione culturale che gestisce due botteghe di commercio equo e solidale e che organizza eventi culturali e corsi di formazione.
Hanno esibito borse, magliette, cappelli, libri. Personalmente ho gradito molto le borsette con stampe di girasoli o margherite e una T-shirt con la frase “Non puoi vivere una favola se non hai coraggio di entrare nel bosco“.

Essenza del Carso è un progetto che realizza prodotti sott’olio, tisane e sali aromatici, derivanti da erbe selvatiche raccolte in modo sostenibile.
Hanno esposto la loro merce insieme a degli assaggini.

Parco dei Principi è un’apicoltura che produce mieli biologici.
Sono stati esposti mieli di acacia, ailanto, millefoglie, castagno e di tiglio, con la possibilità di assaggiarli.

L’azienda agricola sociale Molin Novacco coltiva e vende prodotti biologici; è un progetto della Cooperativa Sociale La Cisile.
Ha esposto varie farine biologiche macinate a pietra, pasta di farro da farina biologica, succo d’uva, marmellate, confetture e mostarde derivate da prodotti biologici.

Terra di Ciona è un’azienda biologica che produce farina di frumento, di mais, e di orzo (le farine vengono macinate a pietra) e coltiva pesche e vari ortaggi.
La signora Nadia Z. mi ha raccontato la sua storia: aveva dei campi di proprietà e aveva deciso di abbandonare Trieste per dedicarsi a quest’attività, che le permette di stare a contatto con la natura, lontana dall’inquinamento e dalla vita frenetica di città. Ho sentito la passione di questa donna per il suo lavoro e per i prodotti bio, che non vengono sottoposti a nessun trattamento.
Le consegne a domicilio di questi prodotti vengono effettuate di martedì.

La Banca del Tempo Pollicino è un’associazione basata sullo scambio gratuito di tempo: per esempio, io potrei dare un’ora di ripetizioni in cambio di un’ora di yoga. Gli scambi possono avvenire anche tra persone diverse, in base al tempo accumulato.

Futura Ecoshoes, Calze Natur Ragioniamo con i piedi hanno presentato rispettivamente scarpe in canapa, calze biologiche di lana, cotone e canapa per adulti e bambini e scarpe bio in pelle anallergica ed ecologica.
La canapa è una fibra viva, la cui coltivazione non necessita di trattamenti. Il tessuto che ne deriva è morbido, fresco in estate e caldo in inverno e può assorbire l’umidità del corpo, tenendolo asciutto. È adatto anche alle giornate di pioggia ed è più resistente all’usura.

Book à porter  realizza portalibri da viaggio con tessuti  di scarto delle fabbriche (per esempio, stoffe di divani). Permettono ai libri di non sgualcirsi in borsa o in valigia e sono davvero molto carini e originali.
Questi prodotti vengono creati in diversi formati: dalla XL alla XS, in base alla grandezza del libro o del lettore di libri elettronici.

Sartoria Plait (“Plait” in friulano significa “ascoltare”) è un progetto della Cooperativa Sociale THIEL.
Questa sartoria utilizza l’ecoprint, una tecnica di stampa naturale che avviene per mezzo del tannino, un pigmento presente nelle foglie. Mi è stato detto che non sempre il risultato è soddisfacente e che ci vogliono diverse ore per effettuare la stampa. Guadiamo il lato positivo: non vengono utilizzati macchinari o sostanze nocive per realizzare le stampe.

C’è stato anche un interessante incontro del progetto “Conoscere condividere rispettando le differenze”: alcune donne provenienti dal Bangladesh hanno mostrato abiti e accessori di bellezze della loro cultura.

Ho acquistato un gufo e una famiglia di istrici in legno, realizzati da persone che frequentano il Centro Epoché.

La Piccola Fiera dell’Economia Solidale è un’occasione per presentare prodotti biologici e naturali, realizzati a basso impatto ambientale, e per far conoscere realtà del territorio (e non solo) ancora poco conosciute.

 

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Day 95 – Tea Party Harajuku @ Martignacco (Udine)

Buonasera!

Sono tornata sul mio blog per parlarvi dell’evento a cui ho partecipato ieri. Ho evitato di scrivere in questo periodo perché non sono stata particolarmente bene (emotivamente) e ho passato un pessimo 25° compleanno (sappiamo tutti il perché, non serve che mi esprima!) Posso dire comunque di essermi presa cura di me stessa con questa uscita, che potrebbe quasi valere come “regalo per il compleanno” leggermente in ritardo.

Ma passiamo ai fatti! Ieri mi sono svegliata alle 10 e c’ho messo tre ore e mezza per fare colazione, lavarmi, truccarmi, prepararmi i capelli, pranzare, vestirmi e finire di preparare lo zainetto. Lo stile Decora richiede molto tempo e io sono abbastanza lenta, sappiatelo.
Ho preso il treno per Udine alle 13.47 e sono arrivata lì alle 14.51. Durante il viaggio ho ascoltato musica, studiato un po’ e mandato un SMS a una mia cara amica di Milano. Nel parcheggio della stazione mi sono ritrovata con il gruppo (9 partecipanti) e con le due macchine siamo andati in questo locale (cat café) di nome “Di Cane in Gatto”, a Martignacco (fuori Udine). Appena arrivati ho dato due spille dei Tokio Hotel all’organizzatrice (le avevo da anni a casa e non mi interessavano più!)
Abbiamo fatto foto di gruppo con la Polaroid, ci hanno scattato foto, abbiamo accarezzato i bellissimi gatti presenti nel locale, abbiamo parlato, riso, mangiato e bevuto cose buone. Ho trascorso un pomeriggio piacevole e ho conosciuto persone simpatiche. Ho fatto anch’io qualche foto del café. Mi è piaciuto tanto per la presenza di gatti, l’atmosfera tranquilla (anche se c’era parecchia gente, essendo domenica), per i libri e in generale l’arredamento del locale.
Avevo bisogno di una giornata così per riprendermi un po’.
L’organizzatrice dell’evento mi ha riportata in stazione e ho preso il treno (delle 19.09) appena in tempo. Non ho timbrato il biglietto perché il treno era già chiuso e ho aperto la porta (i treni della Carnia, quelli moderni, sono fantastici!) Mi sono fatta timbrare il biglietto dal controllore. Mi sentivo stanca, ma contenta. Stranamente non ho avuto veri e propri attacchi di panico. Però ho preferito mandare qualche SMS alla mia amica, ho chiamato mia madre per avvisarla e ho ascoltato musica con il cellulare.

Scusate se il racconto risulta scarno, con pochi dettagli, però mi sento stanca e ultimamente non ho molta voglia di scrivere, come se avessi consumato tutte le parole. Ed è assurdo e triste per un’aspirante scrittrice. Potrei anche narrarvi minuziosamente il mio disagio di ieri, di quando appena vedevo un ragazzo, alzavo lo sguardo per vedere se fosse Lui (sì, anche tizi con gli occhiali che Lui non ha!), ma è già penoso così. Mi dispiace abbandonare il blog in quanto è una parte di me, quindi ogni tanto racconto qualcosa (anche se brevemente) Spero possiate leggermi ugualmente con interesse!

Scusatemi ancora! Sì, prima o poi riuscirò ad apprezzarmi completamente, ne sono certa. Ma per il momento tiro avanti, “ammaccata, non distrutta” (by Max Pezzali).

A presto!

La Notte dei Lettori – Udine

Salve a tutti!

Ieri sono andata a Udine, insieme a mio fratello, in occasione della manifestazione “La Notte dei Lettori”. Ho preso il treno insieme a mio fratello.

  • Partenza da qui: 15.21

Siamo arrivati in stazione appena in tempo! (Ci hanno accompagnati i nostri genitori in auto!) Abbiamo timbrato i biglietti e un attimo dopo il treno era al binario 1. Il viaggio, di 44 minuti, è stato piacevole e stranamente non ho avuto attacchi di panico. (Grazie corso di yoga!) Ho ammirato il paesaggio e scattato qualche foto dal finestrino. Abbiamo osservato le varie stazioni, che non conoscevamo, e io le ho apprezzate molto (sono come Sheldon Cooper!)

  • Arrivo in stazione a Udine: 16.05

Il treno non ha subito ritardi. Siamo arrivati in perfetto orario. Prima di uscire dalla stazione, siamo andati alla ricerca del bagno, piuttosto moderno, in cui mi sentivo fortemente a disagio (sono imbranata, capitemi!) e avevo la mia solita paura di rimanere chiusa dentro. Una volta usciti dalla stazione ci siamo diretti verso via Aquileia, prima tappa del nostro tour.
Siamo entrati in un negozio, Angolo della Musica, dove c’era una parte con CD musicali, magliette e DVD e l’altra in cui erano presenti un sacco di libri. Ho venerato quelli di Murakami come se non ci fosse un domani! Fuori ho scattato un paio di foto.
Abbiamo proseguito in direzione Loggia del Lionello, ma prima abbiamo dato un’occhiata a due librerie (Einaudi e Giunti, mi pare!), molto alla veloce. Ho scattato un paio di foto, di nuovo.
Una volta alla Loggia, ci siamo fermati un po’ per bere e mio fratello ha anche mangiato. C’erano dei ragazzi delle scuole impegnati in alcune letture e pure lì ho scattato alcune foto.
Ci siamo diretti verso via Cavour, per raggiungere Libreria Moderna. Invece ci siamo persi e siamo arrivati ai Musei Civici e alla Biblioteca Civica Vincenzo Joppi. Anche lì si sarebbero tenuti degli eventi. Abbiamo sentito la banda e poi abbiamo preso una strada, chiesto indicazioni e alla fine siamo tornati nuovamente alla Loggia. Ho chiesto indicazioni a un ragazzo che stava facendo delle foto. Non sapeva dove si trovasse Piazza Belloni, quindi ha usato il GPS. Era semplice da trovare in quanto era prima della Loggia stessa, non più avanti.
Abbiamo dato un’occhiata a questa piazza, dove c’era un bel giardino, e ascoltato degli artisti di strada. Uno di loro suonava l’hang, uno strumento dal suono meraviglioso! È diventato famoso grazie al programma TV “Italia’s Got Talent”. Abbiamo proseguito dritti e un attimo dopo eravamo in via Cavour. Mi spiace non aver fatto foto perché era una zona bellissima! Sulla destra abbiamo trovato la libreria che stavamo cercando.
Per tutto il tempo che abbiamo girato per il centro di Udine ho sperato di incontrare “per caso” un ragazzo. Ho guardato uno a uno i ragazzi che passavano nella speranza di scorgerlo, ma niente. Nessuno era lui. Mi è dispiaciuto un sacco, mi manca.

  • Arrivo alla Libreria Moderna (via Cavour): 17.10 circa

Per un po’ abbiamo girato per questa bellissima libreria. Due donne sono arrivate intorno alle 17.20 e si sono presentate come volontarie. Così ho preso coraggio e ho fatto lo stesso. La donna con cui ho parlato mi ha indirizzato al ragazzo, che mi ha chiesto se preferissi libri per adulti o per ragazzi. Gli ho detto che sono più “esperta” nella letteratura giapponese (adulti, quindi) ma non avevano molta scelta. Mi ha fatto andare su e una donna, intenta a coinvolgere dei bambini in un’attività, mi ha indicato dove fossero collocati i libri di Murakami. Ho sentito una bambina dire di aver letto Eldest e io ho detto “brava”, senza rivolgermi direttamente a me. Invece mi ha sentita e ci siamo scambiate un sorriso.
Sono tornata giù con due libri e ho provato ad avvicinarmi ad alcuni clienti. Purtroppo nessuno voleva essere consigliato. Nel frattempo, davo un’occhiata all’entrata e ogni tanto fuori, nella speranza di vedere quel ragazzo. Dopo un po’ è venuto in soccorso il ragazzo della libreria, spiegando l’evento ad alcuni clienti. Così ho spiegato brevemente uno dei libri scelti (a volte entrambi!) ad alcuni clienti. Solo una donna l’ha tenuto in mano senza restituirlo, quindi probabilmente sono riuscita a convincerla, ma non è certo.
Piuttosto… sono rimasta simpatica alla bambina. Mi ha detto che doveva aspettare la madre e non sapeva cosa fare, quindi le ho suggerito di sfogliare dei libri e l’ha fatto!
Avrei dovuto consigliare libri per bambini, altro che agli adulti! Piaccio molto alle bambine/ragazzine, forse mi vedono come una sorella maggiore.
Alle 18.45 ho saluto il ragazzo della libreria e ce ne siamo andati.
Abbiamo pensato di tornare in stazione, senza fermarmi al caffé dei libri, altrimenti avremmo perso il treno.
Ci siamo diretti verso la stazione, facendo la stessa strada dell’andata. Mi sentivo un po’ triste per non aver visto quella persona, ma ero felice per la bellissima esprerienza. Mentre percorrevamo via Aquileia, mi sentivo stanca e mi facevano male i piedi. Ci siamo fermati un attimo e ho mangiato una banana.
Ero molto dispiaciuta di lasciare Udine, si respirava un’aria diversa da qui!
Poco prima di arrivare in stazione, più o meno all’altezza della fermata delle corriere, mio fratello ha avvisato a casa che prendevamo il treno delle 19.35. L’orologio dell’autostazione segnava le 19.17.

  • Arrivo in stazione: 19.10 circa

Prima di tutto, siamo andati in bagno. Poi abbiamo preso il sottopassaggio, ma non riuscivamo a timbrare i biglietti, quindi una donna (il controllore del treno) ci ha detto che avrebbe convalidato lei i biglietti una volta saliti.
Ci siamo seduti su una panchina, al binario 5. Ero sfinita e ho bevuto un succo. Non mi sentivo bene, avevo paura che mi venisse un attacco di panico. Ho quindi mandato degli SMS alla mia amica di penna, Laura. Per fortuna sono stata bene. Le ho raccontato brevemente di essere lì a Udine e di non aver visto quella persona, ma di essere stata felice dell’esperienza in libreria.
Quando è arrivato il treno, siamo saliti e abbiamo atteso che la donna ci convalidasse i biglietti (è venuto appena una fermata prima della nostra!)
Al ritorno il viaggio è stato nuovamente piacevole e niente attacchi di panico. Ho scattato delle foto di ciò che vedevo: arcobaleno, pioggia con sole e alcuni paesaggi carini.

  • Arrivo qui: 20.29

Una volta usciti dalla stazione, mi sembrava che mancasse aria. In tutti i sensi, non solo per il caldo. Era come essere nel posto sbagliato. Faceva molto più caldo di Udine, dove si stava benissimo. C’era il sole, ma anche un po’ di vento. Avevamo paura che piovesse, visti i nuvoloni minacciosi che vedevamo dal treno quando ci stavamo avvicinando sempre di più alla nostra meta.
I nostri genitori non erano ancora, sono arrivati dopo un po’. In automobile, prima di tornare a casa, mi è venuta una tristezza assurda. Avrei voluto piangere.

In ogni caso, avevo bisogno di staccare la spina e sono felice di aver passato un bellissimo pomeriggio, in una bellissima città! Conto di tornarci, di tornare in quella librerira e al Caffè dei Libri!

Day 69 – San Donà Fumetto

Ieri mi sono svegliata poco prima delle 10. Ho fatto qualche addominale prima di far colazione. Ho impiegato molto tempo per l’acconciatura in quanto Hilda ha una coda molto alta, ho spruzzato lacca, due elastici per capelli e una decina di forcine (e credo sia comunque franata!), mi sono lavata, vestita e truccata (pur non disprezzando totalmente la mia pelle!)
Ho finito di prepararmi intorno alle 12.15 e siamo partiti per andare in stazione. Io e mio fratello abbiamo preso il treno delle 12.39 per San Donà. Siamo arrivati lì alle 13.49, con circa 8 minuti di ritardo.
Siamo andati in bagno alla stazione e io ho tolto i pantaloni lunghi e sono rimasta con gli shorts, con tanto di venticello fresco.
Raggiunto il parco vicino alla fiera (quasi di fronte), abbiamo pranzato con dei panini, per poi togliermi il giubbotto e indossare polsino e pokègear, accessori di questo personaggio.
Siamo entrati e mi è sembrato che la fiera fosse un po’ diversa dal solito, forse la disposizione di alcuni stand, non lo so. In ogni caso, siamo andati nella parte del cosplay per cercare due persone che volevo incontrare.
Dopo una decina di minuti sono stata fermata da una ragazza vestita da Ash versione femminile per una foto insieme, ho fotografato un gruppo di One Piece, ho fatto una foto insieme a una ragazza vestita da Koro-Sensei versione umana, uno dei miei personaggi preferiti! Ho anche fermato una ragazza vestita da Umbreon.
All’improvviso abbiamo visto questa ragazza che volevo assolutamente incontrare e ci siamo messe a parlare un po’, per concludere con una foto insieme.
Proseguiamo il giro e faccio varie foto, tra cui a due ragazze vestite da due guerriere Sailor, di nuovo il gruppo di One Piece e foto varie.
Ci sediamo e ci facciamo qualche foto.
Torniamo a fare un giro e vedo tre ragazze vestite rispettivamente da Lucinda, Plusle e Minun. Le fermo e facciamo una foto insieme (ma solo con i due Pokèmon elettro perché Lucinda è andata troppo avanti!) Ho fotografato anche un Minion e un ragazzo vestito da Crudelia De Mon versione maschile.
Torniamo al parco per prendere una boccata d’aria, facciamo altre foto e mentre torniamo dentro faccio una foto insieme al Minion visto prima di uscire.
Finalmente riesco a fermare una ragazza vestita da Katsura con il fidanzato vestito da Elizabeth da Gintama (già visti precedentemente!) e la foto insieme è d’obbligo!
Riesco a vedere pure i due ragazzi vestiti da Jessie e James del Team Rocket con la mongolfiera FOTO FOTO FOTO!
In quel momento una ragazza mi ferma e mi chiede se può farmi una foto. Mi ha anche chiesto come avessi fatto il cappello. Insomma, mi sono sentita apprezzata!
Subito dopo la coppia del Team Rocket organizza una scenetta simpatica con tanto di Victreebel che “mangia” James. Altre foto!
Mi faccio coraggio e chiedo loro di farne una anche insieme.
Troppo contenta!
Ho fermato una Pikachu e fotografato altri cosplay. Ho fatto una foto insieme alle due ragazze vestite da guerriere Sailor (Chibiusa e Pluto), fatto un giro, fotografato un’altra coppia vestita da Team Rocket e un gruppo di Lupin.
Siamo andati di nuovo al parco. Lì ho fatto diverse foto a me stessa con l’autoscatto e alcune mi sono piaciute molto: mi sono impegnata tanto nella realizzazione del mio cosplay e i miei occhi al sole sono ancora più belli!
Torniamo dentro, ancora tante altre foto, tra cui una Kaneki femmina (da sola e con me!), una insieme all’altro Team Rocket (questo James però aveva la rosa!)
Facciamo un giro alla fiera, o almeno cerchiamo di vedere un po’ di roba. Io ho visto la maglietta di The Walking Dead e ho pensato a qualcuno.
Quest’anno non ho comprato nulla, ho visto gli stand molto alla veloce e non ho avuto occasione per guardare bene i manga. Peccato.
Torniamo al parco e lì faccio ancora alcune foto con l’autoscatto, beviamo e poi io mi sono tolta tutte le forcine, gli elastici, gli stivali e gli accessori e ho messo i jeans lunghi sopra a quelli corti, mentre mio fratello telefona alla mamma. Ore: 18.25 circa.
Ci dirigiamo verso la stazione e lì andiamo in bagno, così posso togliermi gli shorts e tenermi solo i jeans.
Andiamo al binario due in attesa del nostro treno, quello dell 19.16. Nell’attesa, scatto ancora qualche fotografia (ore: 18.45 circa)
Il treno, però, è in ritardo, di 10 o 15 minuti. Infatti arriva alle 19.30 alla stazione di San Donà e noi siamo giunti a casa alle 20.29 circa, con circa 7 minuti di ritardo.
Durante il viaggio, complice la tensione e la stanchezza, ho finito per pensare a una persona e a piangere. Ho pensato a quanto vorrei che restasse. Forse pretendo troppo. E ho passato un’ora nell’indecisione: provare a scrivere a questa persona o lasciar perdere?

Oggi mi sento un po’ stanca. Quindi ho deciso di rimanere a casa, di non andare a camminare questo pomeriggio, anche se ne avrei bisogno: sì, mi sento un po’ uno schifo, vorrei piangere, ma non ne ho voglia, quindi ascolto canzoni tristi come The Movie On Your Eyelids e Jackie, entrambe cantate dai Placebo (la seconda però è una cover!)
Sempre amori impossibili, perduti, irraggiungibili, con lo stesso desiderio d’amore da parte di quella persona, di essere nei suoi occhi, nel suo cuore.
Stesso destino dei due protagonisti di 1Q84, in uno straziante capitolo che ho letto prima di pranzo.
Ieri sera ho passato la sera a caricare le foto della fiera su Facebook. Nella stanchezza, nella confusione, nel pentimento. A volte vorrei solo restare ferma, anche se continuare a sentirmi persa non va bene.
Credo di aver sbagliato, di nuovo. Per questo mi viene da piangere. Ma devo essere forte e ricordare il bel pomeriggio di ieri. Mi piaccio, come persona, fisicamente. Sono soddisfatta di me stessa, di quella che sto diventando. Sono più sicura, anche se di poco, pur restando comunque indecisa.

E ci sono cose che non si possono dire, che non possono essere lette. Non dovrebbero nemmeno esistere.
Ma ci può davvero essere così tanta desolazione nel cuore quando qualcuno se ne va, anche senza andarsene per sempre? Può mancarti anche quando ancora ci stai parlando, quando ancora non ti ha salutato?

Vado a leggere. Passate una buona serata!

I’ve been washing the sand with my salty tears
searching the shore these long years
and I’ll walk the sea forever more
until I find my Jackie. Oh.

EVENTI

Uso questo articolo per pubblicare tutti gli eventi a cui ho partecipato, a cui parteciperò o a cui vorrei partecipare (Da ottobre, quando ho iniziato a scrivere il blog, fino alla fine dell’anno!) Adoro gli eventi, soprattutto fiere e concerti rock.

Ecco la lista:

– San Donà Fumetto (San Donà di Piave): 13 ottobre 2013 PARTECIPATO

– Mercatino Halloween + Zombie Walk e Cosplay (Rivignano): 3 novembre 2013 ANNULLATO

– Chocofest 2013 (Gradisca D’Isonzo) PARTECIPERÒ

– Smoky Red Cats Live @Chocofest 2013 23 NOVEMBRE 2013 ANNULLATO

– Fumetti per Gioco (Trieste) PARTECIPATO

– Mestre Comics: 7/8 dicembre 2013 NON HO PARTECIPATO