Recensione #68 – Pendulum di Hana Hasumi

Pendulum è un manga scritto e disegnato da Hana Hasumi. Appartiene alla serie Omegaverse. In Italia è stato pubblicato da J-pop Manga.

Kai è un omega abbandonato dai propri genitori. Fin da piccolo è affidato a Luard, l’alfa a capo del clan di teriantropi più influente del regno, perché in futuro ne partorisca gli eredi.
Disprezzato da tutti, l’umano è attratto da Luard, l’unico a trattarlo con gentilezza, e sogna il giorno in cui potranno celebrare la loro unione…
Il suo mondo, però, crolla quando viene a sapere che gli alfa, al fine di lasciare un’ampia discendenza, si accoppiano con il maggior numero possibile di omega senza scegliere un partner stabile. E quel che è peggio è che, una volta in estro, il destino di un omega è quello di unirsi con svariati teriantropi…


Pendulum è un Boys Love dolce e a tratti un po’ sofferto.

Racconta la storia di Kai, un omega cresciuto da Luard, un alfa a capo del prestigioso clan Sigfried.
Gli omega umani sono gli unici che possono concepire, a prescindere dal genere. Vengono considerati di rango inferiore e non ricevono un’adeguata educazione. Al contrario, i teriantropi, animali antropomorfi, non sono molto fertili e si accoppiano con più omega possibili.
Kai non conosce ancora il proprio destino, sa solo che desidera restare al fianco di Luard…


Kai è un omega che viene abbandonato dalla propria famiglia, composta soltanto da alfa, quando è ancora un bambino. Considerato un disonore dai suoi stessi genitori e dal fratello maggiore, viene accolto e cresciuto da Luard Sigfried.
È un tipo curioso, che vuole imparare anche per piacere a Luard. Prova per lui una forte ammirazione. Si scopre appassionato di scrittura, mentre non sopporta la matematica e in generale le cose noiose.

Luard è un teriantropo alfa, appartenente al clan dei Siegfried. Ha ereditato numerose proprietà dai suoi antenati.
È un tipo introverso e misterioso. Non sopporta chi considera gli omega soltanto come strumenti da riproduzione per soldi o per venderli come schiavi e non fa differenze tra classi sociali.
Si dimostra gentile e premuroso nei confronti di Kai.
È costretto a subire le pressioni da parte dello zio affinché metta al mondo degli eredi, tuttavia è indipendente e preferisce agire secondo la propria coscienza.

Horan è il servitore di Luard ed è un teriantropo beta.
È altruista. Si occupa di Kai in assenza del proprio padrone.

Sono presenti altri due personaggi: Juda, un teriantropo alfa, e l’estroverso Daath, un omega che ha accettato il proprio destino. I


Il mondo creato da Hana Hasumi ha delle regole precise, che vengono introdotte nelle prime quattro pagine del manga insieme a una piccola mappa del regno.

La sua costruzione è precisa e molto originale. Le relazioni tra uomini e teriantropi sono lecite, ma soltanto gli uomini omega possono dare alla luce dei teriantropi. I primi sono la razza più comune, mentre i secondi sono in minoranza a causa della scarsa fertilità.

Ci sono tre tipologie di umani e animali antropomorfi: alfa, beta e omega.

Alfa e omega si uniscono durante il periodo di estro tramite un contratto d’unione che avviene con un morso da parte dell’alfa. Esiste anche un’altra unione, più rara: l’unione d’anime.

Pendulum teletrasporta il lettore nell’universo Omegaverse e getta le basi per una serie interessante.

Nonostante sia breve, è un’opera profonda.
Luard invita Kai a trovare la propria strada, a prescindere dallo status sociale al quale appartiene.
Le sue parole e i suoi gesti ci esortano a essere padroni di noi stessi, a non farci dire cosa dobbiamo fare.

In definitiva, Pendulum è un volume unico romantico, con delle riflessioni importanti e una sottotrama. La trama è originale e ben congegnata. La narrazione risulta scorrevole. I personaggi sono caratterizzati bene. Le scene di sesso non sono predominanti e appaiono discrete da un punto di vista visivo. I disegni sono delicati e dettagliati.

Lo consiglio anche a chi non ama in particolare il genere Boys Love, a chi cerca una lettura con una piccola componente fantasy e una tenera ma non stucchevole e a chi crede nel vero amore.

⭐⭐⭐⭐⭐/5

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(Fonte trama e copertina: Amazon)

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Recensione #67 – Apocalissi fiorentine di Carlo Menzinger

Apocalissi fiorentine è un libro scritto da Carlo Menzinger e pubblicato da Tabula Fati.

“Apocalissi fiorentine” è una raccolta di racconti di fantascienza e ucronia italiana ambientata a Firenze. Il nostro pianeta è sempre più a rischio. Tensioni demografiche e sociali, un clima fuori controllo, la perdita della biodiversità, tecnologie dagli effetti imprevedibili, deforestazione, inquinamento dell’aria e dell’acqua, lavori alienanti minano il nostro mondo. L’esistenza di una singola città è ancora più fragile. Apocalissi fiorentine spesso con ironia, a volte in modo surreale, narra delle volte in cui Firenze ha rischiato di cessare di esistere e di quelle in cui, in futuro, potrebbe trovarsi a sparire. In una raccolta che fa riflettere, ma anche far sorridere, Carlo Menzinger lancia il suo piccolo grido d’allarme per salvare il pianeta e questa città in cui vive, Firenze, troppo legata al suo passato per prepararsi adeguatamente al futuro. Perché basta poco per mutare il corso della storia, basta poco per distruggere ciò che è stato creato con grande sforzo e fatica o in un lungo arco di tempo, ma spetta a noi costruire il futuro. Spetta a tutti noi evitare l’apocalisse. Il volume è corredato da 48 illustrazioni realizzate dagli studenti del prof. Marcello Scalzo della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze.

Apocalissi fiorentine è una raccolta di ventiquattro racconti di genere fantascientifico.

Firenze si presta a fare da padrona in quelli che vengono descritti dall’autore come scenari drammatici, apocalittici, surreali, alternativi e futuristici. È lei l’unica vera protagonista del libro, sempre presente, anche tramite gli innumerevoli riferimenti a personaggi storici che sono esistiti davvero (ad esempio la famiglia Medici).
Si passa dal passato al futuro attraverso un filo conduttore: la critica ai comportamenti distruttivi e autodistruttivi dell’essere umano.

La mente dell’uomo è fragile e limitata, soggetta a pensieri negativi, come la sete di vendetta presente in Florentia, il racconto che apre l’antologia, e in 11 settembre, oppure la paranoia che si trasforma in una vera e propria ossessione, come nella storia intitolata Il Noè di Monte Morello. È proprio il caso di dirlo: la razza umana meriterebbe di estinguersi! Sono in molti a pensarla in questo modo, compresi gli extraterrestri (Il campione) e uno stimato Professore (La cura).
Firenze, culla dell’arte del Rinascimento, diviene l’epicentro di numerosi calamità, quali un’improvvisa alluvione (L’angelo del fango), una rotazione misteriosa (Firenze in moto), la cancellazione della città da tutti gli archivi, le notizie o i testi (Il Cancellatore) e l’eccessivo controllo da parte dei droni (Droni).
Nel racconto Il ritorno degli inglesi è forte il senso di alienazione dei personaggi, che si ritrovano nel nostro presente, nonostante siano già morti. Scoprono le comodità dell’era moderna e al contempo i suoi svantaggi. Invece in Collasso Domotico gli abitanti si vedono costretti, loro malgrado, a regredire a causa delle macchine che si ribellano. Piombano nel caos e non sanno come sopravvivere, troppo abituati a tutti i comfort. È un po’ come se fossero tornati indietro nel tempo e dovessero vivere come “primitivi” e imparare a cavarsela da soli.

Apocalissi fiorentine ci invita a essere individui migliori, a rispettare tutte le creature viventi in quanto parte di una comunità più grande di noi, a non dipendere troppo dalla tecnologia, che andrebbe utilizzata con maggiore consapevolezza.
Gli esseri umani non sanno gestire le difficoltà e i cambiamenti che loro stessi generano, eppure basterebbe poco per evitarli. Se ognuno di noi si impegnasse, ci si potrebbe salvare.
È un avvertimento: l’apocalisse potrebbe essere dietro l’angolo, spetta a noi invertire la rotta e imparare a vivere in modo più sostenibile e costruttivo.

L’autore ci ricorda anche l’importanza della storia, per non ripetere più gli stessi errori, dell’arte e della cultura. Un dipinto, un libro o addirittura un’intera città non merita di essere cancellata e dimenticata; è importante conservare nella memoria qualsiasi evento significativo per l’umanità.

È una raccolta che è capace di dare una forte scossa al lettore. A volte alcuni finali lasciano l’amaro in bocca, com’è giusto che sia, mentre in altri casi c’è ancora uno spiraglio di speranza, una flebile luce.
Talvolta una lettura può curare e al contempo sconquassare proprio con l’intento di sbattere in faccia la verità. Sembra quasi un paradosso: c’è più realtà in un’opera fantascientifica come questa rispetto a molte altre storie.

In definitiva, Apocalissi fiorentine è un’antologia molto originale e scritta bene. La narrazione risulta sempre scorrevole. Le storie sono accompagnate da una cinquantina di illustrazioni in bianco e nero realizzate dagli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze e, insieme alla bravura di Carlo Menzinger, danno vita a un’opera meritevole di essere letta.
Consiglio questo libro a chiunque stia a cuore le sorti del mondo e a chi cerca un’opera diversa dal solito e molto profonda.

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(Ringrazio l’autore per avermi fornito la copia cartacea per la lettura.)

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Recensione #66 – Your Are in the Blue Summer e The Blue Summer and You di Nagisa Furuya

You Are in the Blue Summer e The Blue Summer and You sono due manga scritti e disegnati da Nagisa Furuya. In Italia sono stati pubblicati da Star Comics in un unico box.

Chiharu Saeki e Wataru Toda sono entrambi appassionati di film e proprio da questa passione comune germoglia la loro amicizia. Il tempo che passano insieme è piacevole e le giornate trascorrono con naturalezza, finché un giorno accade qualcosa che cambia completamente il loro rapporto. In un turbinio di emozioni incontrollabili, Chiharu propone a Wataru di sfruttare le vacanze estive per fare una sorta di pellegrinaggio… Due liceali, un’estate e un viaggio: gli ingredienti perfetti per una travolgente storia d’amore. Due volumi, “You Are in the Blue Summer” e “The Blue Summer and You”, in un unico box.

You Are in the Blue Summer è un manga Boys Love delicato e a tratti toccante.

Wataru e Chiharu hanno una passione in comune: il cinema. I due diventano presto amici e si divertono insieme. Quando Chiharu si dichiara, il loro rapporto cambia…

Wataru Toda è un ragazzo altruista e schietto, che non si fa mai problemi a dire quello che gli passa per la testa. Non è molto bravo a scuola e non ha successo.
È appassionato di film e va spesso al cinema con Saeki. Malgrado le differenze caratteriali, si trova bene con lui.
Lavora part-time nel locale dello zio.

Chiharu Saeki è l’opposto di Wataru: è sempre stato popolare con le ragazze, tanto da ricevere innumerevoli dichiarazioni d’amore.
Non gli serve studiare per prendere buoni voti, gli basta seguire le lezioni.
A dispetto della propria esteriorità, è un ragazzo insicuro quando si tratta di sentimenti e non sempre ha il coraggio di dire ciò che prova davvero. È proprio la vicinanza con Wataru a cambiarlo, a migliorarlo.

Il legame tra i due ragazzi si evolve in modo abbastanza graduale.

Uno degli aspetti positivi dell’opera è che i protagonisti parlano tantissimo. Talvolta i dialoghi nei manga risultano un po’ forzati, in You Are in the Blue Summer non si ha questa impressione.

Un altro suo punto forte è la caratterizzazione dei personaggi principali: Wataru e Chiharu sono credibili, tanto da sembrare reali. La concretezza della storia non va a scemare, rimane convincente fino alla fine.
Nagisa Furuya ci racconta una storia genuina, lontana da inutili stereotipi.

Anche i disegni semplici danno credibilità alle vicende. Il lettore può concentrarsi sui sentimenti e meno sul concorto e sull’aspetto fisico dei protagonisti. Sono carini, in modo naturale, come nella vita vera. Molto spesso nei Boys Love/Yaoi il lettore si trova davanti a ragazzi disegnati bellissimi, quasi come se fossero degli idol.
Il tratto delicato è ciò che colpisce e spiazza in questa storia d’amore.

Un ultimo punto di forza è l’originalità: i ragazzi decidono di fare un tour per visitare le località presenti nel film preferito di Chiharu. Questa decisione stravolge ogni luogo comune del mondo fumettistico giapponese. Non è raro vedere gli adolescenti andare al karaoke o a qualche matsuri (festival) estivo.

C’è soltanto un colpo di scena significativo, l’atmosfera generale è piuttosto rilassante e spensierata.

Nagisa Furuya affronta i temi della difficoltà di relazionarsi con la persona amata, soprattutto durante l’adolescenza, e l’accettazione dei propri sentimenti. Ci invita ad aprire il nostro cuore, a non vergognarci di ciò che proviamo e soprattutto di essere coraggiosi in amore.

In definitiva, You Are in the Blue Summer è un manga che racconta una storia d’amore di una tenerezza disarmante, capace di scaldare il cuore del lettore. La trama è originale e i dialoghi sono fluidi. Il tratto è morbido e non è troppo dettagliato. La caratterizzazione dei personaggi principali è curata.
Lo consiglio a chi cerca una lettura fresca e particolare, a chi ama gli amori puri e a chi adora l’estate.

The Blue Summer and You è il seguito di You Are in the Blue Summer

Wataru e Chiharu frequentano due università diverse. Continuano ad amare il cinema e ad andarci insieme, quando riescono a ritagliarsi un po’ di tempo.
Si avvicina l’estate e con sè anche la possibilità di creare nuovi ricordi…

Wataru Toda frequenta l’università e al contempo lavora part-time in un cinema.
Malgrado sia rimasto impacciato nei confronti di Chiharu, è più consapevole del loro rapporto e soprattutto dei propri sentimenti.

Anche Chiharu Saeki frequenta l’università. È più sicuro e intraprendente con Wataru, non ha più paura di dargli fastidio. Al contrario, è proprio quest’ultimo a farsi tanti problemi, come se i loro ruoli si fossero invertiti.
Chiharu ama i dialoghi nei film e sogna di diventare traduttore.

I punti di forza del manga rimangono invariati. Non ci sono rivali o colpi di scena, eppure l’opera riesce a catturare l’attenzione del lettore e a emozionarlo.
È proprio la freschezza dei sentimenti a rendere la narrazione scorrevole.

Abbiamo davanti dei personaggi più maturi e decisi, che sanno quello che provano e quello che vogliono.
I temori rimangono ed è una cosa normale perché in amore tutti hanno paura, di sbagliare, di perdere la persona amata, di soffrire, tuttavia nessuno dei due scappa. Si tengono per mano, pronti ad affrontare qualsiasi sfida.

In definitiva, The Blue Summer and You è un manga dolce, che riprende la storia d’amore tra Wataru e Chiharu e che scalda l’animo del lettore. La trama è originale e i dialoghi sono fluidi. Il tratto è morbido e non è troppo dettagliato. La caratterizzazione dei personaggi principali è buona.
Lo consiglio a chi ha amato il volume precedente, a chi cerca una lettura fresca e particolare, a chi ama gli amori puri e a chi adora l’estate.

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Recensione #65 – Mirabella, A caccia di guai! di Harriet Muncaster [Review party]

Mirabella – A caccia di guai! è un libro scritto da Harriet Muncaster e illustrato da Mike Love. In Italia è stato pubblicato da De Agostini.

Metà strega, metà fata, semplicemente monella! Mirabella è unica perché è speciale: la mamma è una strega, il papà un folletto e il fratello Silvano un maghetto. Lei è un po’ di tutti e tre!

Mirabella adora lanciare incantesimi stregati al chiaro di luna, ma le piacciono anche la natura e la magia delle fate. Non sa mai quando essere una graziosa fatina oppure una streghetta ribelle. Il risultato? I pasticci per lei non finiscono mai… Proprio come alla Festa delle fate dove, nonostante le raccomandazioni paterne, proprio non riesce a mettere da parte la sua monelleria streghesca e i guai non si fanno di certo attendere… Si salvi chi può: con Mirabella, Isadora e i loro amici il divertimento è assicurato.

Mirabella – A caccia di guai! è un libro per bambini che diverte e fa anche riflettere.

La famiglia Magistella deve andare al ballo di mezza estate, l’evento più importante dell’anno per le fate. Il padre chiede alla figlia, Mirabella, di non usare la stregoneria alla festa. Nonostante la promessa fatta al papà, la piccola prepara una pozione che evoca dei draghi…

Mirabella Magistella è per metà strega e per metà fata.
Le piace preparare le pozioni con il kit da strega da viaggio. Quando compie qualche incantesimo, combina sempre guai.
È una creatura testarda, monella, divertente e monella.
Non ha mai usato la bacchetta da fata, preferisce dedicarsi alla stregoneria e osservare la madre preparare qualche filtro magico. Non le va di annoiarsi con le magie fatate.
Mirabella non ha ereditato le ali dal padre, quindi deve usare la scopa per volare.

Alvin Magistella è il padre di Mirabella ed è orgoglioso delle proprie origini fatate. Il loro compito è quello di proteggere la natura.
Ha sposato una strega, Serafina. Insieme gestiscono l’Altana della Strega, un’azienda di cosmetici dove creano creme, profumi e rossetti.

Silvano Magistella è il fratello di Mirabella e non accetta il suo lato da folletto, lo reputa imbarazzante. Proprio come la sorella, non è in grado di volare.

Isadora Moon è la cugina della protagonista ed è per metà fata e per metà vampira. Ha un animale da compagnia, un coniglio di peluche animato dalla madre di nome Coniglietto Rosa. Mirabella la invidia per questo.

Mirabella – A caccia di guai! è un’opera adatta ai più piccoli, ricca di magia, che trasmette un messaggio di fondo.

La storia della fata-strega fa capire ai bambini l’importanza di accettare la propria unicità o quella degli altri. La protagonista ha due metà che cozzavano l’una contro l’altra, quindi deve imparare a conviverci perché entrambe sono fondamentali e la rendono cio che è. È importante che sia se stessa.

L’opera ci invita a non vergognarci delle nostre origini, delle nostre stranezze o delle nostre peculiarità: sono proprio questi aspetti a renderci diversi e bellissimi, a modo nostro. Non c’è nulla di sbagliato nell’essere differenti dagli altri, l’importante è trovare la giusta dimensione, per stare bene.

Vuole anche insegnare ai più piccoli che bisognerebbe avere più consapevolezza e seguire la propria strada senza combinare disastri, rimanendo comunque curiosi nei confronti del mondo degli adulti.

In definitiva, Mirabella – A caccia di guai! è un libro per bambini divertente e al contempo istruttivo. La trama è semplice e originale. Il lessico è adeguato al target e la narrazione è scorrevole. I personagggi sono caratterizzati bene. La storia è arricchita dai bellissimi disegni di Mike Love, che hanno sempre un tocco di viola.
Lo consiglio a chi cerca una lettura magica per distarsi dai problemi quotidiani e per tornare a sognare draghi e incantesimi oppure a chi cerca un bel racconto con una morale per il proprio figlio.

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Ringrazio De Agostini per la copia omaggio.

Vi lascio la lista di blog partecipanti al review party.


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Recensione #64 – Terror in resonance

Terror in resonance è una serie TV d’animazione giapponese, prodotta dallo studio MAPPA.

La città di Tokyo è sotto attacco: un gruppo che si fa chiamare “Sphinx” ha cominciato a piazzare ordigni esplosivi in giro per la città e a porre degli indovinelli via internet sfidando la polizia a risolverli, pena l’esplosione della bomba. Gli “Sphinx”, in realtà, sono due ragazzi i cui nomi sono costituiti da numeri (Nine e Twelve) e sembrano far questo per raggiungere un obiettivo ben preciso. (Fonte trama: Animeclick)

Tokyo trema: due ragazzi, Nine e Twelve, iniziano a spaventare gli abitanti della metropoli a causa delle bombe che fanno esplodere il Palazzo del Governo. Nessuno perde la vita, ma ci sono diversi feriti. L’accaduto attira l’attenzione dei mass media e della polizia, che inizia a indagare.

Nine ha diciasette anni ed è un tipo all’apparenza freddo. Non vuole affezionarsi per non soffrire e far soffrire. È molto intelligente, riflessivo, calmo e maturo. Si iscrive al liceo con il nome fittizio Arata Kokonoe.

Talvolta ha degli incubi che lo tormentano, legati a un passato doloroso, e dei forti mal di testa. Gli piace ascoltare musica islandese.È un esperto di informatica ed è quello più ingegnoso dei due.
Twelve è coetaneo e amico di Nine. È più estroverso di quest’ultimo e a tratti risulta infantile, ma è anche gentile e premuroso con le persone amate. Ha la capacità di associare i colori alle voci (sinestesia). A scuola si fa chiamare Tōji Hisami.Ha anche un’ottima memoria e un olfatto più sviluppato. Sa guidare la moto, che usa per sfuggire agli inseguimenti.
Entrambi orfani, sono sempre stati insieme, come se fossero fratelli. Dimostrano il bene che provano l’uno per l’altro in modo differente.Hanno un progetto in mente e per attuarlo si travestono. Nine interpreta il ruolo di Sphinx 1 e indossa una maschera blu, mentre Twelve veste i panni di Sphinx 2 e indossa una maschera gialla. Caricano video su internet per attirare l’attenzione dei media e della polizia.
Lisa Mishima è una ragazza che viene bullizzata dalle compagne. Twelve si ritrova in classe con lei e cerca di aiutarla. Anche a casa ha problemi: la madre, che è stata abbandonata dal marito, getta su di lei le proprie paure e la chiama in continuazione.È timida, introversa e goffa. Nonostante voglia dare una mano, finisce per combinare qualche disastro. Le capita di pensare di essere un peso, tuttavia non si arrende.Decide di scappare di casa e di stare da Nine e Twelve, che sente affini perché non hanno un posto nel mondo.
Shibazaki è un investigatore del Dipartimento di Polizia Metropolitana di Tokyo. Lavora agli archivi da quando è stato mandato via dalla Prima Divisione a causa di un caso spinoso.È nato a Hiroshima e da bambino odiava l’estate in quanto la nonna e tutti gli altri sopravvissuti alla bomba atomica non riuscivano a uscire.Nonostante appaia svogliato e distaccato, si dimostra perspicace e dedito al lavoro.Viene chiamato per indagare sugli attentati terroristi da parte del duo che si fa chiamare Sphinx. Quando scopre che hanno rubato del plutonio, diventa sempre più serio e coinvolto nel caso.Per risolvere gli indovinelli dei protagonisti, si fa aiutare dal collega Mukasa, un nerd amante dei videogiochi e del cibo.
Five lavora per l’FBI e ritorna in Giappone per unirsi alle indagini. Nasconde un segreto che riguarda proprio i due ragazzi.

Terror in resonance è un’opera profonda, ricca di suspense, mistero e azione.
Attraverso la loro dolorosa esperienza, Nine e Twelve vogliono farci capire che le ingiustizie non devono rimanere impunite, che nessuno dovrebbe rimanere in silenzio e che a volte è più efficace agire in modo eclatante.Lo spettatore non può fare altro che osservare le azioni del duo, impotente. Niente è lasciato a caso, i protagonisti agiscono in modo preciso per raggiungere lo scopo finale.
L’opera vuole aprirci gli occhi su alcuni aspetti negativi dell’animo umano e invitarci ad aprire la mente, a rispettare l’esistenza di ogni creatura vivente e ad amare la vita, anche quando ci sembra ingiusta.
Il messaggio di fondo è potente, arriva dritto al cuore in questi undici episodi che mantengono viva l’attenzione. 

Tutto è studiato alla perfezione e il puzzle si ricompone, pezzo dopo pezzo, nonostante la serie sia breve. 

In definitiva, Terror in resonance è un anime originale e toccante. Il comparto tecnico è eccelso, la grafica è spettacolare e la colonna sonora è meravigliosa. I personaggi sono caratterizzati bene e hanno una backstory molto interessante.

Lo consiglio a tutti.

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Recensione #63 – Teresina e la forza dell’amore di Marina Mobilio

Teresina e la forza dell’amore è un libro scritto da Marina Mobilio e pubblicato da Il Quaderno Edizioni.

Il romanzo, ambientato in Italia nella prima metà del ventesimo secolo, è la storia di una madre coraggiosa, di solide amicizie, solidarietà, impegni, passioni e scelte difficili, tra guerre, epidemie, dittatura, odio e violenza. Le tragiche vicende storiche sono presentate con gli occhi della protagonista, donna forte e determinata, che nasce in una regione del profondo Sud nell’ultimo decennio del 1800.

Teresina e la forza dell’amore è un romanzo a metà tra la biografia e il libro di storia.
Teresa Albanese Vallina, detta Teresina, ha vissuto un’esistenza intensa, colma di dolore, di perdite, di rinunce, ma anche di amore, di stima e di affetto sincero.

Classe 1890, figlia di Domenico Albanese, un dottore, e Rosa, Teresina è sempre stata forte, determinata e curiosa.

Si è sposata da giovane con Giuseppe Vallina, veterinario, dal quale ha avuto due figli, Domenico, detto Mimì, e Francesco.

Teresina ha perso il marito a causa della Prima Guerra Mondiale ed è stata costretta a crescere i bambini da sola. Non si è mai risposata per evitare di perdere la propria indipendenza. Nonostante le difficoltà e le sofferenze, non si è persa d’animo ed è riuscita a mantenere la famiglia con il lavoro di sarta.

Le sfide che la vita le riserva sono tante ed è costretta, insieme alle persone amate, a vedere gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

Nel racconto di questa donna coraggiosa, intervallato da numerosi riferimenti storici, il lettore può riscontrare delle analogie con il presente:
• l’influenza spagnola ricorda il COVID-19, che da più di un anno ci impedisce di vivere in modo normale, di lavorare e di fare tutto ciò che amiamo. Proprio come noi, Teresina è dovuta rimanere chiusa in casa;
• la crisi economica, che tutti noi siamo stati costretti ad affrontare, in un contesto o in un altro, e la disoccupazione;
• la condizione femminile non è cambiata più di tanto nel corso degli anni e ancora oggi, nel 2021, le donne vengono discriminate in quanto tale. In molti Paesi i matrimoni combinati non si sono estinti. Non tutte hanno la fortuna di trovare un uomo come Giuseppe Vallina, che ha sempre incentivato la moglie ad acculturarsi e ad avere una mentalità libera, non condizionata dal pensiero maschilista;
• il razzismo e l’omofobia sono presenti in Italia e nel mondo tanto quanto lo erano ai tempi del Regime e della Germania Nazista. L’odio è insito nella natura umana e soltanto l’amore, se coltivato, può vincerlo.

Un altro aspetto interessante è l’emozione provata dalla protagonista per qualcosa che ai nostri tempi ci sembra scontata come votare per la prima volta. Il lettore non può non commuoversi a sua volta.

Il romanzo ci insegna che non dobbiamo mai arrenderci e che il bene genera altro bene. Non dovremmo mai permettere alle avversità di sconfiggerci, di farcu provare sentimenti distruttitivi, al contrario dovremmo utilizzarle come carburante per rendere le nostre giornate meravigliose e ricche di gioia per le piccole cose.

In definitiva, Teresina e la forza dell’amore è un romanzo tratto da una storia vera. La narrazione nella prima metà del libro è molto lenta, soprattutto a causa della mancanza di dialoghi. La caratterizzazione dei personaggi è troppo raccontata e poco mostrata, tipica delle biografie.

Lo consiglio a chi piacciono appunto i libri biografici e storici.

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Recensione 62 – My Capricorn friend di Otsuichi e Masaru Miyokawa

My Capricorn friend è un manga scritto da Otsuichi e disegnato Masaru Miyokawa. In Italia è stato pubblicato da Jpop.

Una notte, Yuya Matsuda si imbatte nel suo coetaneo Naoto Wakatsuki, che ha appena commesso un omicidio.

Naoto Wakatsuki, vittima di inumani atti di bullismo, per l’esasperazione finisce per uccidere il suo aguzzino. Sentendosi in colpa per aver sempre assistito ai suoi maltrattamenti senza muovere un dito, Yuya decide di scappare insieme al ragazzo, ma una scioccante verità li attende alla fine della loro fuga, insieme a un futuro davvero straziante…

Yuya Matsuda frequenta il primo anno delle superiori ed è un tipo che non si fa coinvolgere dai problemi degli altri; preferisce starsene in disparte, a guardare, per non essere preso di mira a sua volta.
La sua casa si trova in mezzo a un invisibile crocevia di venti e sul suo balcone finiscono anche gli oggetti più strani. Questa peculiarità incuriosisce Nozomi Honjo, una compagna di classe molto diligente.
Soltanto quando incontra Wakatsuki, che ammette di aver ucciso Akira Kaneshiro, inizia a riflettere sul proprio atteggiamento passivo e a sentirsi in colpa. Si rivela intelligente, riflessivo e
sensibile.

Anche Naoto Wakatsuki è al primo anno ed è la vittima sacrificale, il capro espiatorio. Viene maltrattato da Kaneshiro, un ragazzo più grande e senza scrupoli. Gli obbedisce perché ha paura di lui.
Wakatsuki si considera debole e pensa che gli altri se ne approfittino.
È del segno del Capricorno e per questo si interessa alle capre.

I due instaurano uno strano legame di amicizia durante la fuga e scoprono di avere addirittura degli interessi comuni.
Si divertono a Tokyo, ma imparano anche a capirsi, ad aiutarsi e soprattutto a migliorarsi come persone.

My Capricorn friend è un manga crudo e ricco di suspense, che permette al lettore di rimanere incollato alle pagine per scoprire la verità.

Affronta tematiche importanti, quali gli atti di bullismo, l’omertà, la bassa autostima e la vendetta.

Spesso sono gli stessi adulti ad assolvere gli adolescenti, che vengono lasciati impuniti anche di fronte a soprusi o atteggiamenti distruttivi, per se stessi e per gli altri. Se non hanno una guida, finiscono per fare del male o cercare qualsiasi cosa, anche crudele, per sentirsi vivi.
Invece chi viene maltrattato e non reagisce al proprio aguzzino, rischia di soffrire e di convincersi di non valere nulla, creando un circolo vizioso infinito.
Non sempre la soluzione migliore è la vendetta, che provoca soltanto ulteriore dolore. I giovani andrebbero educati al rispetto e all’amore per la vita e per tutte le creature che popolano la Terra. La nostra esistenza è un dono prezioso, come tutto ciò che trova Yuya sul proprio balcone.

È una storia amara, inaspettata, che fa riflettere e che mette i brividi.

In definitiva, My Capricorn friend è un manga originale e per niente scontato. I disegni sono particolari e al contempo graziosi. La caratterizzazione dei personaggi è abbastanza buona; se l’opera non fosse stata così breve, sarebbe risultata più incisiva.
Lo consiglio soprattutto a chi cerca una lettura emozionante, profonda e diversa dal solito.

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Recensione #61 – Come una piuma di Dayna Lorentz [review party]

Come una piuma è un libro scritto da Dayna Lorentz. In Italia è stato pubblicato da DeAgostini.

Reenie è sola, è arrabbiata, niente di quello che fa è mai abbastanza. Forse è per questo che sua madre l’ha abbandonata, lasciandola a vivere nella tenuta in campagna della zia. Rufus invece non è mai stato solo, finora. È sempre stato accudito e nutrito, nel nido dell’Albero Casa, ma dall’incontro notturno con un immenso mostro con i fanali accesi, mamma gufa non è più tornata da lui. Rufus però non può restare ad aspettarla per sempre, deve uscire, se vuole sopravvivere, anche se nessuno gli ha ancora insegnato a cacciare. Basta un piccolo passo fuori dal nido e Rufus cade. Non ha fratelli, non ha amici. Nemmeno Reenie ha fratelli o amici, e la nuova scuola è sempre implacabile con “la ragazza nuova”, ma poi la zia le chiede di occuparsi di un piccolo gufo ferito che ha raccolto sul ciglio della strada e Reenie è costretta a tornare a lottare. In quel momento, per Rufus, il gufo orgoglioso che detesta le creature non piumate, e per Reenie, la ragazzina che conosce solo la tristezza, il buio diventa meno minaccioso. E finalmente non più soli, entrambi si preparano a dispiegare le loro magnifiche ali. 

Reenie è costretta a trasferirsi da una vecchia zia in campagnia. Si sente sola e abbandonata. Sa che è soltanto un soggiorno provvisorio, che prima o poi dovrà andarsene, quando la mamma starà meglio.Un giorno, lei e la prozia trovano un gufo solo e ferito e decidono di portarlo a casa per curarlo e per aiutarlo a ristabilirsi…

Come una piuma è un libro per bambini che racconta la straordinaria amicizia tra un’umana e un animale selvatico.


Maureen L’Esperance, detta Reenie, è una ragazzina che è stata costretta a crescere in fretta: il padre non si è mai fatto vedere e la madre soffre di depressione. Non ha mai avuto una sistemazione fissa e dei veri amici.Si presenta come una persona molto testarda e al contempo spaventata all’idea di affezionarsi e di perdere tutto, di nuovo. Ha paura dell’abbandono.Dopo essersi trasferita a Branford, da Beatrice Prince, una sorella della nonna che non conosceva, impara a fidarsi di se stessa e degli altri, scopre la passione per la falconeria e diventa anche più coraggiosa.


Secondo è un gufo della Virginia. Dapprima vive con Madre nel bosco e non ha ancora imparato a cacciare. Si sente inferiore alla sorella, Prima, che si diverte a prenderlo in giro in più di un’occasione.Appare come un animale fifone e insicuro, il Peggior Gufo Della Virginia Che Sia Mai Esistito.Quando si ritrova da solo, non è pronto a diventare il predatore della foresta che dovrebbe essere: non sa procacciarsi il cibo e viene addirittura ferito da animali più piccoli. La vicinanza con Reenie (per lui Riccioli Marroni), che lo ribattezza Rufus, è fondamentale: ogni giorno gli permette di comprendere il proprio valore, come gufo e come creatura vivente. Secondo infatti si rivela più talentuoso di quello che avrebbe pensato.


Reenie e Rufus stringono uno strano legame che permette a entrambi di cambiare, di migliorare, e di condividere Sentimenti Buoni. Entrambi, in un certo senso, hanno perso la propria madre e devono crescere con le proprie sole forze. Con il tempo si rendono conto che bisogna provare prima di arrendersi a un’esistenza a metà.


Anche i personaggi secondari, come la zia Bea, la poiana RedJaxon e Jamie, aiutano i due protagonisti nel loro percorso di crescita e soprattutto a sentirsi parte di un’insolita famiglia.

Come una piuma è un romanzo di formazione, una storia di crescita personale, di fiducia e di affetto. 

Affronta con delicatezza tematiche importanti e attuali, quali la salute mentale, la solitudine, la paura e l’insicurezza.


Insegna a grandi e piccini che il vero nemico, più feroce di qualsiasi animale selvatico, è la paura. Tutti dovrebbero trovare il coraggio di parlare chiaro con gli altri, esprimere i propri sentimenti per non perdere tante occasioni importanti e soprattutto per non ferire nessuno con inutili fraintendimenti. Aprire il proprio cuore agli altri è il primo passo per stare meglio. Chiunque di noi teme di essere abbandonato, ma questo fa parte della vita: per essere felici, a volte, bisogna correre il rischio. 


L’autrice fa capire al lettore l’importanza di imparare a lasciare il nido, con i propri tempi. Non è una gara, ognuno deve trovare il momento giusto per alzarsi in volo e raggiungere un nuovo posatoio. Tutti possono avere un talento, va soltanto riconosciuto e sviluppato. Talvolta le regole non scritte della natura andrebbero infrante per trovare la propria strada, il proprio posto nel mondo. 


La vita è piena di pericoli e di ostacoli, ma bisogna affrontarla. È dannoso rinchiudersi per timore e accettare la comodità. Quando si ha una vera opportunità, la si dovrebbe cogliere. 


Si diventa grandi nel momento in cui si fanno delle scelte difficili.

In definitiva, Come una piuma è un racconto formativo, profondo e toccante. La trama è originale. La narrazione risulta un po’ lenta all’inizio, il ritmo diventa incalzante verso la metà del libro e le emozioni si concentrano alla fine. I personaggi sono caratterizzati abbastanza bene. Il finale non delude.
Lo consiglio soprattutto a chi non ha ancora trovato il coraggio di provare a spiccare il volo, a brillare o a realizzare i propri sogni.

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Recensione #60 – Piccoli gesti che fanno bello il mondo di Loll Kirby e Yas Imamura [review party + blogtour]

Piccoli gesti che fanno bello il mondo è un libro scritto da Loll Kirby e illustrato da Yas Imamura. In Italia è stato pubblicato da Deagostini.

A volte basta un piccolo gesto di gentilezza per cambiare la vita di chi ci sta accanto. Leggi le storie delle ragazze e dei ragazzi che si impegnano tutti i giorni per rendere il mondo un posto migliore…
Età di lettura: da 6 anni.

Piccoli gesti che fanno bello il mondo è un libro per bambini che raccoglie dodici iniziative di ragazzi e ragazze che hanno reso il nostro mondo più bello.

C’è chi ha ideato cani robot per assistere le persone non vedenti, chi ha fondato un programma di beneficenza per fornire acqua potabile, chi protegge i bambini che vivono in strada o chi offre cure mediche a persone ferite o malate.
Piccole azioni che servono ad aiutare chi è in difficoltà, chi fa parte di una minoranza etnica, chi si sente solo, chi ha problemi con la propria salute mentale.
Ogni persona ha diritto ad avere cure mediche, cibo, acqua potabile, a sviluppare i propri talenti e inseguire un sogno; tutti meritiamo di vivere un’esistenza degna di questo nome.
I protagonisti sono degli eroi, hanno un grandissimo cuore e tanta inventiva.

La parola d’ordine, che si percepisce tra le pagine di Piccoli gesti che fanno bello il mondo, è inclusione: nessuno deve sentirsi escluso, solo, abbandonato.
Questi giovani ci fanno capire che sarebbe bello vivere in un mondo più equo, dove la diversità andrebbe considerata come un arricchimento per l’anima e non come motivo di disprezzo e di odio.

Attraverso le loro imprese, anche il lettore più piccoli può riflettere e acquisire maggiore consapevolezza su temi importanti e attuali, come l’inclusione, la solitudine, la povertà, le difficoltà dei Paesi più poveri, la collaborazione.
Potrebbe addirittura desiderare dare una mano a sua volta.

Non ci vengono soltanto raccontate le dodici azioni, ci vengono fornite delle informazioni utili. Ad esempio, in Indonesia una persona su dieci non ha accesso all’acqua potabile in prossimità della propria abitazione.
Sono realtà che ci sembrano così distanti, eppure chiunque di noi potrebbe avere bisogno di un aiuto.

I piccoli gesti possono salvare la vita o almeno migliorarla. Spesso provengono proprio da persone che a loro volta sono state salvate e che conoscono bene le difficoltà.

Le storie vengono accompagnate dalle bellissime illustrazioni di Yas Imamura, arricchendo l’opera con un tocco di modernità e di minimalismo.

La prefazione è stata scritta da Michael Platt, promotore di un’equa distribuzione del cibo e fondatore di Michael’s Desserts.

Sono stati inseriti anche dei consigli semplici da attuare per rendere il mondo più bello.

In definitiva, Piccoli gesti che fanno bello il mondo è un libro facile da leggere e da capire per un bambino, toccante e motivazionale anche per un adulto. È impossibile smettere di pensare a questi piccoli grandi eroi.

Lo consiglio a tutti.

APPROFONDIMENTO

Kesz dalle Filippine
Protegge i bambini che vivono per strada tramite la sua organizzazione, Championing Community Children.

Kesz Valdez
Classe 1998.
È il primo sud-est asiatico a ricevere il Premio internazionale per la pace dei bambini e finora è il più giovane tra coloro che hanno ottenuto questo riconoscimento.
Nato nelle Filippine, all’età di due anni, Kesz veniva costretto dal padre a raccogliere la spazzatura per guadagnare denaro. A quattro, dopo essere scappato di casa, cercava di sopravvivere nella discarica.
Un giorno, Kesz cadde in un mucchio di immondizia in fiamme e rimase ferito in modo grave. Un assistente sociale lo aveva poi portato in ospedale. Da quel momento in poi, l’uomo aveva iniziato a prendersi cura di lui, gli aveva dato cibo e vestiti a sufficienza e gli aveva dato la possibilità di andare a scuola e sentirsi al sicuro.
In occasione del proprio compleanno, Kesz aveva richiesto delle ciabatte da donare ai bambini di strada. Da questo piccolo gesto è nata la Championing Community Children, fondata dallo stesso nel 2006.

Grazie a lui, migliaia di bambini di strada hanno ricevuto Gifts of Hope, una scatola contenente ciabatte, dentifricio e spazzolino, vestiti, dolci, giocattoli. Ogni anno, più di centocinquanta bambini di strada vengono informati su salute, igiene e alimentazione.

Il suo motto è: “Cambiamo il mondo, un cuore alla volta.

L’organizzazione si impegna a fornire informazioni utili sui diritti dei bambini, l’alimentazione e l’igiene per la sopravvivenza. I bambini di strada vivono nelle discariche a cielo aperto, sono affamati e non hanno accesso all’assistenza sanitaria. Sono vulnerabili a malattie e infezioni. Avendolo vissuto in prima persona, Kesz considera una priorità insegnare loro come mantenersi puliti, lavarsi i denti e pulire le ferite. Per ottenere dei risultati duraturi, i bimbi vengono addestrati a istruirsi a vicenda e la rete di insegnamenti si allarga.

KidsRights lavora con i bambini per creare un mondo in cui i loro diritti siano garantiti e in cui siano in grado di realizzare il loro grande potenziale. Aiuta Kesz nella sua lotta per i diritti dei bambini di strada sostenendo vari progetti nelle Filippine. Ha sostenuto la sua organizzazione C3 e altre due organizzazioni locali per fornire ai bambini di strada cure mediche, istruzione e protezione.
Uno dei progetti, in cui ai bambini viene fornita un’istruzione di base in modo che possano eventualmente iscriversi all’istruzione ufficiale, è stato ampliato dal governo e dall’UNESCO.


KidsRights e altre organizzazioni sono state coinvolte in una campagna per prevenire la violenza sui bambini (Global Partnership to End Violence Against Children) avviata dall’UNICEF e dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Kesz Valdez è fonte di ispirazione per tutti i bambini che sono costretti a vivere nelle discariche.

Fonte: kidsrights.org

Ringrazio Deagostini per avermi permesso di leggere il libro in anteprima.

Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐/5

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Days

Davanti all’altare ti direi sempre di sì.

Se soltanto non fosse una bugia.

Un inganno della mente.

Just a illusion.

Dipingi le mie giornate di giallo.

Ciò che vedo da qui.

I tuoi occhi nei miei.

Abbasso lo sguardo, (quando) tu mi guardi.

Abbassi lo sguardo, (quando) io ti guardo.

Sii onesto.

Il fiore sboccerà anche questa primavera.

You know.

Anche quando il mio corpo è sfiancato,

penso solo a te.

Anche quando il mio cuore è in lacrime,

penso solo a te.

Ti cerco in ogni dove,

nel testo di questa canzone.

Ma sei solo un’illusione.

Ti cerco con lo sguardo,

ti cerco con le mani.

Ma sei solo un’illusione.

Passo la notte a guardare video su YouTube

e al mattino sono stanco,

ma tu dipingi le mie giornate di giallo.

Sei solo un’illusione.

Un’illusione.