Il maggio dei libri – Challenge

Leggere:

– un romance;

– un libro per bambini/ragazzi;

– un romanzo di un autore coreano;

– un libro self-publishing;

– un volume unico (manga);

– un manga a tema LGBTQ+;

– un romanzo a tema LGBTQ+;

– una lettura sull’alchimia

Riuscirò a vincere la sfida? E voi cosa avete intenzione di leggere questo mese? Vi aspetto nei commenti!

[Se prendete, citatemi o taggatemi.]

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Solo Leveling 1 – Il mio commento

Solo Leveling è un manhwa scritto da Chugong e disegnato da Dubu. Il fumetto coreano è tratto da una web novel, scritta e illustrata dagli stessi artisti. In Italia è stato pubblicato da Star Comics.

Il “Gate”, un misterioso portale che collega il mondo umano a quello di terribili mostri, mette a rischio la vita degli esseri umani. Delle persone con particolari poteri, gli “hunter”, combattono per contrastarli. Sung Jinwoo è molto debole, senza particolari abilità, ed è schedato come hunter di “livello E”. Nonostante questo, cerca di fare del suo meglio per portare avanti il suo compito e pagare le spese mediche della madre… Ma un giorno, a seguito di un inspiegabile evento, Jinwoo comincia a sviluppare i suoi poteri… Che possa diventare un imbattibile hunter di “livello S”?

Jinwoo Sung è un Hunter di livello E. Non ha particolari abilità e rimane sempre ferito durante i raid.
È così scarso che viene soprannominato “l’arma più debole dell’umanità”. Ormai si è abituato a essere oggetto di scherno da parte dei colleghi.
A differenza degli altri, non può acquistare armi nuove con le ricompense ottenute: deve pagare le spese mediche alla madre malata e gli studi alla sorella. Per questo motivo, deve accontentarsi di combattere senza un equipaggiamento decente e di affidarsi alle cure degli Healer (i guaritori) che raidano con lui.
Malgrado la forza di Jinwoo sia limitata, non si arrende per il bene della sua famiglia.
Il ragazzo dall’aspetto gracile e dai modi goffi si dimostra più sagace degli altri Hunter, che puntano soltanto sui poteri che possiedono e sottovalutano le situazioni pericolose.

Joohee è una Healer di livello B. È l’unica a essere gentile e premurosa con lui.

Nel mondo creato da Chugong, i Gate sono dei portali che collegano il mondo degli esseri umani a un’altra dimensione.
La professione di Hunter consiste nel varcarli per eliminare i mostri all’interno dei Dungeon. Ognuno dei “risvegliati” ha ricevuto un potere che non può cambiare.
I portali si chiudono dopo un’ora dalla sconfitta delle malvagie creature per dare il tempo necessario agli Hunter di ritornare nel proprio mondo.

La trama di Solo Leveling non è troppo originale, ma si fa sempre più intrigante di pagina in pagina. La narrazione risulta molto scorrevole grazie alla presenza di dialoghi brevi e di numerose scene d’azione. L’ambientazione è suggestiva.
La grafica è spettacolare e rende l’opera più incisiva.

L’edizione italiana, curata da Star Comics, presenta una copertina regolare e una variant con degli effetti cold-foil ed embossed. Tutte le pagine sono a colori e il volume si legge all’occidentale.
Il rapporto qualità/prezzo è ottimo.

Consigliato soprattutto a chi ama il fantasy e i videogiochi.

(Fonte trama e immagine: Amazon)

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Recensione #68 – Pendulum di Hana Hasumi

Pendulum è un manga scritto e disegnato da Hana Hasumi. Appartiene alla serie Omegaverse. In Italia è stato pubblicato da J-pop Manga.

Kai è un omega abbandonato dai propri genitori. Fin da piccolo è affidato a Luard, l’alfa a capo del clan di teriantropi più influente del regno, perché in futuro ne partorisca gli eredi.
Disprezzato da tutti, l’umano è attratto da Luard, l’unico a trattarlo con gentilezza, e sogna il giorno in cui potranno celebrare la loro unione…
Il suo mondo, però, crolla quando viene a sapere che gli alfa, al fine di lasciare un’ampia discendenza, si accoppiano con il maggior numero possibile di omega senza scegliere un partner stabile. E quel che è peggio è che, una volta in estro, il destino di un omega è quello di unirsi con svariati teriantropi…


Pendulum è un Boys Love dolce e a tratti un po’ sofferto.

Racconta la storia di Kai, un omega cresciuto da Luard, un alfa a capo del prestigioso clan Sigfried.
Gli omega umani sono gli unici che possono concepire, a prescindere dal genere. Vengono considerati di rango inferiore e non ricevono un’adeguata educazione. Al contrario, i teriantropi, animali antropomorfi, non sono molto fertili e si accoppiano con più omega possibili.
Kai non conosce ancora il proprio destino, sa solo che desidera restare al fianco di Luard…


Kai è un omega che viene abbandonato dalla propria famiglia, composta soltanto da alfa, quando è ancora un bambino. Considerato un disonore dai suoi stessi genitori e dal fratello maggiore, viene accolto e cresciuto da Luard Sigfried.
È un tipo curioso, che vuole imparare anche per piacere a Luard. Prova per lui una forte ammirazione. Si scopre appassionato di scrittura, mentre non sopporta la matematica e in generale le cose noiose.

Luard è un teriantropo alfa, appartenente al clan dei Siegfried. Ha ereditato numerose proprietà dai suoi antenati.
È un tipo introverso e misterioso. Non sopporta chi considera gli omega soltanto come strumenti da riproduzione per soldi o per venderli come schiavi e non fa differenze tra classi sociali.
Si dimostra gentile e premuroso nei confronti di Kai.
È costretto a subire le pressioni da parte dello zio affinché metta al mondo degli eredi, tuttavia è indipendente e preferisce agire secondo la propria coscienza.

Horan è il servitore di Luard ed è un teriantropo beta.
È altruista. Si occupa di Kai in assenza del proprio padrone.

Sono presenti altri due personaggi: Juda, un teriantropo alfa, e l’estroverso Daath, un omega che ha accettato il proprio destino. I


Il mondo creato da Hana Hasumi ha delle regole precise, che vengono introdotte nelle prime quattro pagine del manga insieme a una piccola mappa del regno.

La sua costruzione è precisa e molto originale. Le relazioni tra uomini e teriantropi sono lecite, ma soltanto gli uomini omega possono dare alla luce dei teriantropi. I primi sono la razza più comune, mentre i secondi sono in minoranza a causa della scarsa fertilità.

Ci sono tre tipologie di umani e animali antropomorfi: alfa, beta e omega.

Alfa e omega si uniscono durante il periodo di estro tramite un contratto d’unione che avviene con un morso da parte dell’alfa. Esiste anche un’altra unione, più rara: l’unione d’anime.

Pendulum teletrasporta il lettore nell’universo Omegaverse e getta le basi per una serie interessante.

Nonostante sia breve, è un’opera profonda.
Luard invita Kai a trovare la propria strada, a prescindere dallo status sociale al quale appartiene.
Le sue parole e i suoi gesti ci esortano a essere padroni di noi stessi, a non farci dire cosa dobbiamo fare.

In definitiva, Pendulum è un volume unico romantico, con delle riflessioni importanti e una sottotrama. La trama è originale e ben congegnata. La narrazione risulta scorrevole. I personaggi sono caratterizzati bene. Le scene di sesso non sono predominanti e appaiono discrete da un punto di vista visivo. I disegni sono delicati e dettagliati.

Lo consiglio anche a chi non ama in particolare il genere Boys Love, a chi cerca una lettura con una piccola componente fantasy e una tenera ma non stucchevole e a chi crede nel vero amore.

⭐⭐⭐⭐⭐/5

[Link per l’acquisto di Pendulum su Amazon]

(Fonte trama e copertina: Amazon)

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Recensione #67 – Apocalissi fiorentine di Carlo Menzinger

Apocalissi fiorentine è un libro scritto da Carlo Menzinger e pubblicato da Tabula Fati.

“Apocalissi fiorentine” è una raccolta di racconti di fantascienza e ucronia italiana ambientata a Firenze. Il nostro pianeta è sempre più a rischio. Tensioni demografiche e sociali, un clima fuori controllo, la perdita della biodiversità, tecnologie dagli effetti imprevedibili, deforestazione, inquinamento dell’aria e dell’acqua, lavori alienanti minano il nostro mondo. L’esistenza di una singola città è ancora più fragile. Apocalissi fiorentine spesso con ironia, a volte in modo surreale, narra delle volte in cui Firenze ha rischiato di cessare di esistere e di quelle in cui, in futuro, potrebbe trovarsi a sparire. In una raccolta che fa riflettere, ma anche far sorridere, Carlo Menzinger lancia il suo piccolo grido d’allarme per salvare il pianeta e questa città in cui vive, Firenze, troppo legata al suo passato per prepararsi adeguatamente al futuro. Perché basta poco per mutare il corso della storia, basta poco per distruggere ciò che è stato creato con grande sforzo e fatica o in un lungo arco di tempo, ma spetta a noi costruire il futuro. Spetta a tutti noi evitare l’apocalisse. Il volume è corredato da 48 illustrazioni realizzate dagli studenti del prof. Marcello Scalzo della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze.

Apocalissi fiorentine è una raccolta di ventiquattro racconti di genere fantascientifico.

Firenze si presta a fare da padrona in quelli che vengono descritti dall’autore come scenari drammatici, apocalittici, surreali, alternativi e futuristici. È lei l’unica vera protagonista del libro, sempre presente, anche tramite gli innumerevoli riferimenti a personaggi storici che sono esistiti davvero (ad esempio la famiglia Medici).
Si passa dal passato al futuro attraverso un filo conduttore: la critica ai comportamenti distruttivi e autodistruttivi dell’essere umano.

La mente dell’uomo è fragile e limitata, soggetta a pensieri negativi, come la sete di vendetta presente in Florentia, il racconto che apre l’antologia, e in 11 settembre, oppure la paranoia che si trasforma in una vera e propria ossessione, come nella storia intitolata Il Noè di Monte Morello. È proprio il caso di dirlo: la razza umana meriterebbe di estinguersi! Sono in molti a pensarla in questo modo, compresi gli extraterrestri (Il campione) e uno stimato Professore (La cura).
Firenze, culla dell’arte del Rinascimento, diviene l’epicentro di numerosi calamità, quali un’improvvisa alluvione (L’angelo del fango), una rotazione misteriosa (Firenze in moto), la cancellazione della città da tutti gli archivi, le notizie o i testi (Il Cancellatore) e l’eccessivo controllo da parte dei droni (Droni).
Nel racconto Il ritorno degli inglesi è forte il senso di alienazione dei personaggi, che si ritrovano nel nostro presente, nonostante siano già morti. Scoprono le comodità dell’era moderna e al contempo i suoi svantaggi. Invece in Collasso Domotico gli abitanti si vedono costretti, loro malgrado, a regredire a causa delle macchine che si ribellano. Piombano nel caos e non sanno come sopravvivere, troppo abituati a tutti i comfort. È un po’ come se fossero tornati indietro nel tempo e dovessero vivere come “primitivi” e imparare a cavarsela da soli.

Apocalissi fiorentine ci invita a essere individui migliori, a rispettare tutte le creature viventi in quanto parte di una comunità più grande di noi, a non dipendere troppo dalla tecnologia, che andrebbe utilizzata con maggiore consapevolezza.
Gli esseri umani non sanno gestire le difficoltà e i cambiamenti che loro stessi generano, eppure basterebbe poco per evitarli. Se ognuno di noi si impegnasse, ci si potrebbe salvare.
È un avvertimento: l’apocalisse potrebbe essere dietro l’angolo, spetta a noi invertire la rotta e imparare a vivere in modo più sostenibile e costruttivo.

L’autore ci ricorda anche l’importanza della storia, per non ripetere più gli stessi errori, dell’arte e della cultura. Un dipinto, un libro o addirittura un’intera città non merita di essere cancellata e dimenticata; è importante conservare nella memoria qualsiasi evento significativo per l’umanità.

È una raccolta che è capace di dare una forte scossa al lettore. A volte alcuni finali lasciano l’amaro in bocca, com’è giusto che sia, mentre in altri casi c’è ancora uno spiraglio di speranza, una flebile luce.
Talvolta una lettura può curare e al contempo sconquassare proprio con l’intento di sbattere in faccia la verità. Sembra quasi un paradosso: c’è più realtà in un’opera fantascientifica come questa rispetto a molte altre storie.

In definitiva, Apocalissi fiorentine è un’antologia molto originale e scritta bene. La narrazione risulta sempre scorrevole. Le storie sono accompagnate da una cinquantina di illustrazioni in bianco e nero realizzate dagli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze e, insieme alla bravura di Carlo Menzinger, danno vita a un’opera meritevole di essere letta.
Consiglio questo libro a chiunque stia a cuore le sorti del mondo e a chi cerca un’opera diversa dal solito e molto profonda.

[Link per l’acquisto del cartaceo su Amazon]

(Ringrazio l’autore per avermi fornito la copia cartacea per la lettura.)

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Recensione #66 – Your Are in the Blue Summer e The Blue Summer and You di Nagisa Furuya

You Are in the Blue Summer e The Blue Summer and You sono due manga scritti e disegnati da Nagisa Furuya. In Italia sono stati pubblicati da Star Comics in un unico box.

Chiharu Saeki e Wataru Toda sono entrambi appassionati di film e proprio da questa passione comune germoglia la loro amicizia. Il tempo che passano insieme è piacevole e le giornate trascorrono con naturalezza, finché un giorno accade qualcosa che cambia completamente il loro rapporto. In un turbinio di emozioni incontrollabili, Chiharu propone a Wataru di sfruttare le vacanze estive per fare una sorta di pellegrinaggio… Due liceali, un’estate e un viaggio: gli ingredienti perfetti per una travolgente storia d’amore. Due volumi, “You Are in the Blue Summer” e “The Blue Summer and You”, in un unico box.

You Are in the Blue Summer è un manga Boys Love delicato e a tratti toccante.

Wataru e Chiharu hanno una passione in comune: il cinema. I due diventano presto amici e si divertono insieme. Quando Chiharu si dichiara, il loro rapporto cambia…

Wataru Toda è un ragazzo altruista e schietto, che non si fa mai problemi a dire quello che gli passa per la testa. Non è molto bravo a scuola e non ha successo.
È appassionato di film e va spesso al cinema con Saeki. Malgrado le differenze caratteriali, si trova bene con lui.
Lavora part-time nel locale dello zio.

Chiharu Saeki è l’opposto di Wataru: è sempre stato popolare con le ragazze, tanto da ricevere innumerevoli dichiarazioni d’amore.
Non gli serve studiare per prendere buoni voti, gli basta seguire le lezioni.
A dispetto della propria esteriorità, è un ragazzo insicuro quando si tratta di sentimenti e non sempre ha il coraggio di dire ciò che prova davvero. È proprio la vicinanza con Wataru a cambiarlo, a migliorarlo.

Il legame tra i due ragazzi si evolve in modo abbastanza graduale.

Uno degli aspetti positivi dell’opera è che i protagonisti parlano tantissimo. Talvolta i dialoghi nei manga risultano un po’ forzati, in You Are in the Blue Summer non si ha questa impressione.

Un altro suo punto forte è la caratterizzazione dei personaggi principali: Wataru e Chiharu sono credibili, tanto da sembrare reali. La concretezza della storia non va a scemare, rimane convincente fino alla fine.
Nagisa Furuya ci racconta una storia genuina, lontana da inutili stereotipi.

Anche i disegni semplici danno credibilità alle vicende. Il lettore può concentrarsi sui sentimenti e meno sul concorto e sull’aspetto fisico dei protagonisti. Sono carini, in modo naturale, come nella vita vera. Molto spesso nei Boys Love/Yaoi il lettore si trova davanti a ragazzi disegnati bellissimi, quasi come se fossero degli idol.
Il tratto delicato è ciò che colpisce e spiazza in questa storia d’amore.

Un ultimo punto di forza è l’originalità: i ragazzi decidono di fare un tour per visitare le località presenti nel film preferito di Chiharu. Questa decisione stravolge ogni luogo comune del mondo fumettistico giapponese. Non è raro vedere gli adolescenti andare al karaoke o a qualche matsuri (festival) estivo.

C’è soltanto un colpo di scena significativo, l’atmosfera generale è piuttosto rilassante e spensierata.

Nagisa Furuya affronta i temi della difficoltà di relazionarsi con la persona amata, soprattutto durante l’adolescenza, e l’accettazione dei propri sentimenti. Ci invita ad aprire il nostro cuore, a non vergognarci di ciò che proviamo e soprattutto di essere coraggiosi in amore.

In definitiva, You Are in the Blue Summer è un manga che racconta una storia d’amore di una tenerezza disarmante, capace di scaldare il cuore del lettore. La trama è originale e i dialoghi sono fluidi. Il tratto è morbido e non è troppo dettagliato. La caratterizzazione dei personaggi principali è curata.
Lo consiglio a chi cerca una lettura fresca e particolare, a chi ama gli amori puri e a chi adora l’estate.

The Blue Summer and You è il seguito di You Are in the Blue Summer

Wataru e Chiharu frequentano due università diverse. Continuano ad amare il cinema e ad andarci insieme, quando riescono a ritagliarsi un po’ di tempo.
Si avvicina l’estate e con sè anche la possibilità di creare nuovi ricordi…

Wataru Toda frequenta l’università e al contempo lavora part-time in un cinema.
Malgrado sia rimasto impacciato nei confronti di Chiharu, è più consapevole del loro rapporto e soprattutto dei propri sentimenti.

Anche Chiharu Saeki frequenta l’università. È più sicuro e intraprendente con Wataru, non ha più paura di dargli fastidio. Al contrario, è proprio quest’ultimo a farsi tanti problemi, come se i loro ruoli si fossero invertiti.
Chiharu ama i dialoghi nei film e sogna di diventare traduttore.

I punti di forza del manga rimangono invariati. Non ci sono rivali o colpi di scena, eppure l’opera riesce a catturare l’attenzione del lettore e a emozionarlo.
È proprio la freschezza dei sentimenti a rendere la narrazione scorrevole.

Abbiamo davanti dei personaggi più maturi e decisi, che sanno quello che provano e quello che vogliono.
I temori rimangono ed è una cosa normale perché in amore tutti hanno paura, di sbagliare, di perdere la persona amata, di soffrire, tuttavia nessuno dei due scappa. Si tengono per mano, pronti ad affrontare qualsiasi sfida.

In definitiva, The Blue Summer and You è un manga dolce, che riprende la storia d’amore tra Wataru e Chiharu e che scalda l’animo del lettore. La trama è originale e i dialoghi sono fluidi. Il tratto è morbido e non è troppo dettagliato. La caratterizzazione dei personaggi principali è buona.
Lo consiglio a chi ha amato il volume precedente, a chi cerca una lettura fresca e particolare, a chi ama gli amori puri e a chi adora l’estate.

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Recensione #65 – Mirabella, A caccia di guai! di Harriet Muncaster [Review party]

Mirabella – A caccia di guai! è un libro scritto da Harriet Muncaster e illustrato da Mike Love. In Italia è stato pubblicato da De Agostini.

Metà strega, metà fata, semplicemente monella! Mirabella è unica perché è speciale: la mamma è una strega, il papà un folletto e il fratello Silvano un maghetto. Lei è un po’ di tutti e tre!

Mirabella adora lanciare incantesimi stregati al chiaro di luna, ma le piacciono anche la natura e la magia delle fate. Non sa mai quando essere una graziosa fatina oppure una streghetta ribelle. Il risultato? I pasticci per lei non finiscono mai… Proprio come alla Festa delle fate dove, nonostante le raccomandazioni paterne, proprio non riesce a mettere da parte la sua monelleria streghesca e i guai non si fanno di certo attendere… Si salvi chi può: con Mirabella, Isadora e i loro amici il divertimento è assicurato.

Mirabella – A caccia di guai! è un libro per bambini che diverte e fa anche riflettere.

La famiglia Magistella deve andare al ballo di mezza estate, l’evento più importante dell’anno per le fate. Il padre chiede alla figlia, Mirabella, di non usare la stregoneria alla festa. Nonostante la promessa fatta al papà, la piccola prepara una pozione che evoca dei draghi…

Mirabella Magistella è per metà strega e per metà fata.
Le piace preparare le pozioni con il kit da strega da viaggio. Quando compie qualche incantesimo, combina sempre guai.
È una creatura testarda, monella, divertente e monella.
Non ha mai usato la bacchetta da fata, preferisce dedicarsi alla stregoneria e osservare la madre preparare qualche filtro magico. Non le va di annoiarsi con le magie fatate.
Mirabella non ha ereditato le ali dal padre, quindi deve usare la scopa per volare.

Alvin Magistella è il padre di Mirabella ed è orgoglioso delle proprie origini fatate. Il loro compito è quello di proteggere la natura.
Ha sposato una strega, Serafina. Insieme gestiscono l’Altana della Strega, un’azienda di cosmetici dove creano creme, profumi e rossetti.

Silvano Magistella è il fratello di Mirabella e non accetta il suo lato da folletto, lo reputa imbarazzante. Proprio come la sorella, non è in grado di volare.

Isadora Moon è la cugina della protagonista ed è per metà fata e per metà vampira. Ha un animale da compagnia, un coniglio di peluche animato dalla madre di nome Coniglietto Rosa. Mirabella la invidia per questo.

Mirabella – A caccia di guai! è un’opera adatta ai più piccoli, ricca di magia, che trasmette un messaggio di fondo.

La storia della fata-strega fa capire ai bambini l’importanza di accettare la propria unicità o quella degli altri. La protagonista ha due metà che cozzavano l’una contro l’altra, quindi deve imparare a conviverci perché entrambe sono fondamentali e la rendono cio che è. È importante che sia se stessa.

L’opera ci invita a non vergognarci delle nostre origini, delle nostre stranezze o delle nostre peculiarità: sono proprio questi aspetti a renderci diversi e bellissimi, a modo nostro. Non c’è nulla di sbagliato nell’essere differenti dagli altri, l’importante è trovare la giusta dimensione, per stare bene.

Vuole anche insegnare ai più piccoli che bisognerebbe avere più consapevolezza e seguire la propria strada senza combinare disastri, rimanendo comunque curiosi nei confronti del mondo degli adulti.

In definitiva, Mirabella – A caccia di guai! è un libro per bambini divertente e al contempo istruttivo. La trama è semplice e originale. Il lessico è adeguato al target e la narrazione è scorrevole. I personagggi sono caratterizzati bene. La storia è arricchita dai bellissimi disegni di Mike Love, che hanno sempre un tocco di viola.
Lo consiglio a chi cerca una lettura magica per distarsi dai problemi quotidiani e per tornare a sognare draghi e incantesimi oppure a chi cerca un bel racconto con una morale per il proprio figlio.

[Link per l’acquisto dell’ebook su Amazon]

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Ringrazio De Agostini per la copia omaggio.

Vi lascio la lista di blog partecipanti al review party.


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Recensione #64 – Terror in resonance

Terror in resonance è una serie TV d’animazione giapponese, prodotta dallo studio MAPPA.

La città di Tokyo è sotto attacco: un gruppo che si fa chiamare “Sphinx” ha cominciato a piazzare ordigni esplosivi in giro per la città e a porre degli indovinelli via internet sfidando la polizia a risolverli, pena l’esplosione della bomba. Gli “Sphinx”, in realtà, sono due ragazzi i cui nomi sono costituiti da numeri (Nine e Twelve) e sembrano far questo per raggiungere un obiettivo ben preciso. (Fonte trama: Animeclick)

Tokyo trema: due ragazzi, Nine e Twelve, iniziano a spaventare gli abitanti della metropoli a causa delle bombe che fanno esplodere il Palazzo del Governo. Nessuno perde la vita, ma ci sono diversi feriti. L’accaduto attira l’attenzione dei mass media e della polizia, che inizia a indagare.

Nine ha diciasette anni ed è un tipo all’apparenza freddo. Non vuole affezionarsi per non soffrire e far soffrire. È molto intelligente, riflessivo, calmo e maturo. Si iscrive al liceo con il nome fittizio Arata Kokonoe.

Talvolta ha degli incubi che lo tormentano, legati a un passato doloroso, e dei forti mal di testa. Gli piace ascoltare musica islandese.È un esperto di informatica ed è quello più ingegnoso dei due.
Twelve è coetaneo e amico di Nine. È più estroverso di quest’ultimo e a tratti risulta infantile, ma è anche gentile e premuroso con le persone amate. Ha la capacità di associare i colori alle voci (sinestesia). A scuola si fa chiamare Tōji Hisami.Ha anche un’ottima memoria e un olfatto più sviluppato. Sa guidare la moto, che usa per sfuggire agli inseguimenti.
Entrambi orfani, sono sempre stati insieme, come se fossero fratelli. Dimostrano il bene che provano l’uno per l’altro in modo differente.Hanno un progetto in mente e per attuarlo si travestono. Nine interpreta il ruolo di Sphinx 1 e indossa una maschera blu, mentre Twelve veste i panni di Sphinx 2 e indossa una maschera gialla. Caricano video su internet per attirare l’attenzione dei media e della polizia.
Lisa Mishima è una ragazza che viene bullizzata dalle compagne. Twelve si ritrova in classe con lei e cerca di aiutarla. Anche a casa ha problemi: la madre, che è stata abbandonata dal marito, getta su di lei le proprie paure e la chiama in continuazione.È timida, introversa e goffa. Nonostante voglia dare una mano, finisce per combinare qualche disastro. Le capita di pensare di essere un peso, tuttavia non si arrende.Decide di scappare di casa e di stare da Nine e Twelve, che sente affini perché non hanno un posto nel mondo.
Shibazaki è un investigatore del Dipartimento di Polizia Metropolitana di Tokyo. Lavora agli archivi da quando è stato mandato via dalla Prima Divisione a causa di un caso spinoso.È nato a Hiroshima e da bambino odiava l’estate in quanto la nonna e tutti gli altri sopravvissuti alla bomba atomica non riuscivano a uscire.Nonostante appaia svogliato e distaccato, si dimostra perspicace e dedito al lavoro.Viene chiamato per indagare sugli attentati terroristi da parte del duo che si fa chiamare Sphinx. Quando scopre che hanno rubato del plutonio, diventa sempre più serio e coinvolto nel caso.Per risolvere gli indovinelli dei protagonisti, si fa aiutare dal collega Mukasa, un nerd amante dei videogiochi e del cibo.
Five lavora per l’FBI e ritorna in Giappone per unirsi alle indagini. Nasconde un segreto che riguarda proprio i due ragazzi.

Terror in resonance è un’opera profonda, ricca di suspense, mistero e azione.
Attraverso la loro dolorosa esperienza, Nine e Twelve vogliono farci capire che le ingiustizie non devono rimanere impunite, che nessuno dovrebbe rimanere in silenzio e che a volte è più efficace agire in modo eclatante.Lo spettatore non può fare altro che osservare le azioni del duo, impotente. Niente è lasciato a caso, i protagonisti agiscono in modo preciso per raggiungere lo scopo finale.
L’opera vuole aprirci gli occhi su alcuni aspetti negativi dell’animo umano e invitarci ad aprire la mente, a rispettare l’esistenza di ogni creatura vivente e ad amare la vita, anche quando ci sembra ingiusta.
Il messaggio di fondo è potente, arriva dritto al cuore in questi undici episodi che mantengono viva l’attenzione. 

Tutto è studiato alla perfezione e il puzzle si ricompone, pezzo dopo pezzo, nonostante la serie sia breve. 

In definitiva, Terror in resonance è un anime originale e toccante. Il comparto tecnico è eccelso, la grafica è spettacolare e la colonna sonora è meravigliosa. I personaggi sono caratterizzati bene e hanno una backstory molto interessante.

Lo consiglio a tutti.

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Recensione #63 – Teresina e la forza dell’amore di Marina Mobilio

Teresina e la forza dell’amore è un libro scritto da Marina Mobilio e pubblicato da Il Quaderno Edizioni.

Il romanzo, ambientato in Italia nella prima metà del ventesimo secolo, è la storia di una madre coraggiosa, di solide amicizie, solidarietà, impegni, passioni e scelte difficili, tra guerre, epidemie, dittatura, odio e violenza. Le tragiche vicende storiche sono presentate con gli occhi della protagonista, donna forte e determinata, che nasce in una regione del profondo Sud nell’ultimo decennio del 1800.

Teresina e la forza dell’amore è un romanzo a metà tra la biografia e il libro di storia.
Teresa Albanese Vallina, detta Teresina, ha vissuto un’esistenza intensa, colma di dolore, di perdite, di rinunce, ma anche di amore, di stima e di affetto sincero.

Classe 1890, figlia di Domenico Albanese, un dottore, e Rosa, Teresina è sempre stata forte, determinata e curiosa.

Si è sposata da giovane con Giuseppe Vallina, veterinario, dal quale ha avuto due figli, Domenico, detto Mimì, e Francesco.

Teresina ha perso il marito a causa della Prima Guerra Mondiale ed è stata costretta a crescere i bambini da sola. Non si è mai risposata per evitare di perdere la propria indipendenza. Nonostante le difficoltà e le sofferenze, non si è persa d’animo ed è riuscita a mantenere la famiglia con il lavoro di sarta.

Le sfide che la vita le riserva sono tante ed è costretta, insieme alle persone amate, a vedere gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

Nel racconto di questa donna coraggiosa, intervallato da numerosi riferimenti storici, il lettore può riscontrare delle analogie con il presente:
• l’influenza spagnola ricorda il COVID-19, che da più di un anno ci impedisce di vivere in modo normale, di lavorare e di fare tutto ciò che amiamo. Proprio come noi, Teresina è dovuta rimanere chiusa in casa;
• la crisi economica, che tutti noi siamo stati costretti ad affrontare, in un contesto o in un altro, e la disoccupazione;
• la condizione femminile non è cambiata più di tanto nel corso degli anni e ancora oggi, nel 2021, le donne vengono discriminate in quanto tale. In molti Paesi i matrimoni combinati non si sono estinti. Non tutte hanno la fortuna di trovare un uomo come Giuseppe Vallina, che ha sempre incentivato la moglie ad acculturarsi e ad avere una mentalità libera, non condizionata dal pensiero maschilista;
• il razzismo e l’omofobia sono presenti in Italia e nel mondo tanto quanto lo erano ai tempi del Regime e della Germania Nazista. L’odio è insito nella natura umana e soltanto l’amore, se coltivato, può vincerlo.

Un altro aspetto interessante è l’emozione provata dalla protagonista per qualcosa che ai nostri tempi ci sembra scontata come votare per la prima volta. Il lettore non può non commuoversi a sua volta.

Il romanzo ci insegna che non dobbiamo mai arrenderci e che il bene genera altro bene. Non dovremmo mai permettere alle avversità di sconfiggerci, di farcu provare sentimenti distruttitivi, al contrario dovremmo utilizzarle come carburante per rendere le nostre giornate meravigliose e ricche di gioia per le piccole cose.

In definitiva, Teresina e la forza dell’amore è un romanzo tratto da una storia vera. La narrazione nella prima metà del libro è molto lenta, soprattutto a causa della mancanza di dialoghi. La caratterizzazione dei personaggi è troppo raccontata e poco mostrata, tipica delle biografie.

Lo consiglio a chi piacciono appunto i libri biografici e storici.

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Recensione 62 – My Capricorn friend di Otsuichi e Masaru Miyokawa

My Capricorn friend è un manga scritto da Otsuichi e disegnato Masaru Miyokawa. In Italia è stato pubblicato da Jpop.

Una notte, Yuya Matsuda si imbatte nel suo coetaneo Naoto Wakatsuki, che ha appena commesso un omicidio.

Naoto Wakatsuki, vittima di inumani atti di bullismo, per l’esasperazione finisce per uccidere il suo aguzzino. Sentendosi in colpa per aver sempre assistito ai suoi maltrattamenti senza muovere un dito, Yuya decide di scappare insieme al ragazzo, ma una scioccante verità li attende alla fine della loro fuga, insieme a un futuro davvero straziante…

Yuya Matsuda frequenta il primo anno delle superiori ed è un tipo che non si fa coinvolgere dai problemi degli altri; preferisce starsene in disparte, a guardare, per non essere preso di mira a sua volta.
La sua casa si trova in mezzo a un invisibile crocevia di venti e sul suo balcone finiscono anche gli oggetti più strani. Questa peculiarità incuriosisce Nozomi Honjo, una compagna di classe molto diligente.
Soltanto quando incontra Wakatsuki, che ammette di aver ucciso Akira Kaneshiro, inizia a riflettere sul proprio atteggiamento passivo e a sentirsi in colpa. Si rivela intelligente, riflessivo e
sensibile.

Anche Naoto Wakatsuki è al primo anno ed è la vittima sacrificale, il capro espiatorio. Viene maltrattato da Kaneshiro, un ragazzo più grande e senza scrupoli. Gli obbedisce perché ha paura di lui.
Wakatsuki si considera debole e pensa che gli altri se ne approfittino.
È del segno del Capricorno e per questo si interessa alle capre.

I due instaurano uno strano legame di amicizia durante la fuga e scoprono di avere addirittura degli interessi comuni.
Si divertono a Tokyo, ma imparano anche a capirsi, ad aiutarsi e soprattutto a migliorarsi come persone.

My Capricorn friend è un manga crudo e ricco di suspense, che permette al lettore di rimanere incollato alle pagine per scoprire la verità.

Affronta tematiche importanti, quali gli atti di bullismo, l’omertà, la bassa autostima e la vendetta.

Spesso sono gli stessi adulti ad assolvere gli adolescenti, che vengono lasciati impuniti anche di fronte a soprusi o atteggiamenti distruttivi, per se stessi e per gli altri. Se non hanno una guida, finiscono per fare del male o cercare qualsiasi cosa, anche crudele, per sentirsi vivi.
Invece chi viene maltrattato e non reagisce al proprio aguzzino, rischia di soffrire e di convincersi di non valere nulla, creando un circolo vizioso infinito.
Non sempre la soluzione migliore è la vendetta, che provoca soltanto ulteriore dolore. I giovani andrebbero educati al rispetto e all’amore per la vita e per tutte le creature che popolano la Terra. La nostra esistenza è un dono prezioso, come tutto ciò che trova Yuya sul proprio balcone.

È una storia amara, inaspettata, che fa riflettere e che mette i brividi.

In definitiva, My Capricorn friend è un manga originale e per niente scontato. I disegni sono particolari e al contempo graziosi. La caratterizzazione dei personaggi è abbastanza buona; se l’opera non fosse stata così breve, sarebbe risultata più incisiva.
Lo consiglio soprattutto a chi cerca una lettura emozionante, profonda e diversa dal solito.

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