[Review party] Recensione #81 – Il suono del vento di Alexandra Rose

Tutti possono suonare una canzone, bene o male nello stesso modo, ma quello che fa la differenza è il talento. Riuscire a trasmettere le emozioni con una melodia che centinaia di persone potrebbero ricreare.

Il suono del vento è una novella profonda, passionale e romantica.
Sophie è una ragazza in apparenza scostante e fredda, disinteressata alle relazioni stabili e con la risposta sempre pronta. Ha un passato ingombrante, che l’ha portata a crescere in fretta e che ogni giorno le ricorda di scappare dai sentimenti perché potrebbero spezzarla. Si nasconde dietro una maschera fatta di battute sarcastiche e di allegria costruita. Ha imparato a fingere e a mostrarsi per quella che non è.
Si occupa di grafica ed è la migliore amica di Daisy Wood.
Liam Wood è il chitarrista dei Poison Dust, una famosa rock band. È il fratello di Daisy e il migliore amico di Yukine.
Liam sembra sempre spensierato e sicuro di sé. Può avere tutte le donne che vuole, grazie al suo fascino e alla sua popolarità, eppure gli manca qualcosa e non si sente davvero libero. Con loro non può essere se stesso perché si fermano in superficie e non vogliono davvero conoscere il vero Liam, vedono soltanto il personaggio pubblico.
Le vicende sono ambientate a Londra, tra presente e passato.
Il suono del vento è la storia di Sophie e Liam, di un legame tormentato e sofferto.
È un invito a trovare il coraggio di vivere, di non chiudersi in una bolla o comunque di riuscire a uscirne soprattutto grazie all’amore e all’affetto sincero. Tutti meritano di sentirsi amati e protetti, di stare tra due braccia calde e accoglienti, di avere un luogo dove tornare e poter chiamare “casa”. Non bisognerebbe punirsi per colpa di ciò che è stato. Ci vuole tanta forza per andare avanti, accettare il passato e correre verso un futuro migliore. Fuggire per non soffrire non è mai la soluzione e ferisce gli altri.
L’autrice fa capire che l’amore non è una guerra, una battaglia con un vincitore e un vinto. Se due persone non sono oneste con se stesse e con l’altra, perdono entrambe.
L’opera ci mostra le fragilità di due giovani che scoprono per la prima volta un sentimento troppo grande per entrambi, un ritratto realistico dell’epoca moderna. Non è sbagliato far vedere anche il lato sensibile, quello che in molti tendono a non mostrare per timore di apparire deboli. Aprire il proprio cuore non è una debolezza, è la più alta forma di amore, in primis verso se stessi. Siamo tutti umani, con le nostre insicurezze e le nostre potenzialità.
Quando qualcuno trova la persona giusta, allora può essere se stesso e fidarsi e lei farà altrettanto. Non tutti hanno questa fortuna, quindi si dovrebbe apprezzare il bello che l’esistenza ha da offrire, per quanto spaventoso possa essere. Nessuno merita di vivere a metà, di dare poco e al tempo stesso di riceve quasi nulla, un rapporto carnale o poco più.
Un punto a favore del libro è proprio la caratterizzazione di Sophie, che si rivela una piacevole sorpresa, lontana dagli stereotipi del romanzo rosa. Il lettore non può non stare dalla sua parte, non può non tifare per la sua felicità, nonostante tutti i comportamenti sbagliati. Forse è proprio lei a brillare in questa storia, più dello stesso chitarrista. È un personaggio difficile da dimenticare, da lasciare andare,
Troviamo anche un Liam “inedito”, meno superficiale. Il suono del vento infatti andrebbe letto dopo Il suono della neve per non guastarsi la lettura del primo. Alexandra Rose è comunque riuscita a creare una novella chiara anche a chi si è perso il “capitolo precedente”.
In definitiva, Il suono del vento è un ritratto toccante e piccante sulle relazioni tra giovani adulti, con una trama lineare. I dialoghi sono accattivanti e i personaggi sono caratterizzati bene, soprattutto la protagonista femminile.
Consigliato a chi ama il romance con una punta di erotismo, a chi ama la musica e soprattutto a chi ha sofferto, con l’augurio che un po’ di dolcezza vi accarezzi il cuore.

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