Recensione #80 – Canto di Natale Agatha Mistery Classic Collection di Sir Steve Stevenson

Canto di Natale Agatha Mistery Classic Collection è un libro riscritto da Sir Steve Stevenson e pubblicato da DeAgostini.

Trama dell’editore: È la Vigilia di Natale, e l’arcigno Ebenezer Scrooge la trascorrerà come al solito: solo e felice di esserlo. A lui, infatti, non importa di festeggiamenti, banchetti e doni, perché nella sua vita conta una sola cosa: il denaro, per il quale negli anni ha sacrificato ogni affetto. Le cose, però, stanno per cambiare, perché tre fantasmi si accingono a bussare alla sua porta… e dopo la loro visita nulla sarà più come prima!

Recensione

Canto di Natale è una favola senza tempo, adatta a grandi e piccini. L’edizione Agatha Mistery Classic Collection è l’adattamento del capolavoro di Charles Dickens scritto da Sir Steve Stevenson e illustrato da Matteo Piana.
La vigilia di Natale il signor Scrooge, un uomo solitario e molto taccagno, riceve la visita del fantasma di Marley, il suo socio in affari, e di altri tre spiriti… Come reagirà? Sarà pronto ad accettare la verità?
Ebenezer Scrooge è un uomo freddo, scorbutico, avaro e insensibile. Odia il Natale e la felicità altrui, pensa soltanto ai soldi. Il suo cuore si è indurito a causa delle ferite del passato.
Tutti scappano quando lo vedono, non vogliono averci a che fare.
Ha un nipote di nome Fred, che invece apprezza le festività e ha un carattere più socievole e allegro.
Le vicende sono ambientate nella fredda Londra, sempre avvolta dalla nebbia.
Canto di Natale è un racconto natalizio di rara bellezza che invita i lettori a non avere rimpianti nella propria esistenza. La paura dell’abbandono non è una giustificazione ai comportamenti pessimi delle persone, come nel caso dello Scrooge iniziale. Ognuno ha delle cicatrici, più o meno profonde, ma dovrebbe imparare ad accettarle: la vita non è fatta soltanto di momenti felici e di successi, spesso è piena di ostacoli e di prove da superare.
La storia di Ebenezer Scrooge scalda il cuore e al contempo fa riflettere sull’importanza dell’affetto e della presenza, in particolare nel periodo natalizio. Sono i beni più preziosi e che non si possono comprare con il denaro. Si capisce il valore di una persona solo quando la si sta perdendo. Bisognerebbe essere contenti anche con poco, se si ha l’amore della propria famiglia. Nessuno è davvero solo.
Nonostante una persona sia stata scontrosa o poco disponibile e genersoa, non è mai troppo tardi per rimediare e fare del bene. Il peso opprimente in mezzo al petto scivola via, smette di incatenarla.
In definitiva, Canto di Natale Agatha Mistery è una nuova versione dell’opera originale, con un linguaggio moderno e coinvolgente e delle illustrazioni semplici e incantevoli. Alla fine vi sono presenti tre giochi per divertirsi dopo la lettura.
Consigliato a chi non ha ancora letto questo magnifico racconto o chi ha voglia di rileggerlo e sognare ancora una volta.

Valutazione: 🎄🎄🎄🎄🎄/5

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Recensione #79 – Se non ci fossi tu di Beth Reekles [Review party]

Se non ci fossi tu è un libro scritto da Beth Reekles e pubblicato in Italia da DeAgostini.
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Eloise non vede l’ora di festeggiare il Natale in famiglia, come ogni anno. Purtroppo per lei le cose cambiano quando i suoi decidono di piantarla in asso. Il mondo sembra crollarle addosso, almeno finché non ha modo di conoscere il dirimpettaio…
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Eloise Bells è una ragazza altruista, romantica e sognatrice. Lavora in una scuola e adora tantissimo il Natale.
Vuole bene alla sorella gemella e ai genitori. Talvolta sente nostalgia di casa e tende a rattristarsi anche per le piccole cose.
È stata lasciata da Josh, per il quale si è sempre sacrificata.
Cara Bells è l’opposto di El: stacanovista per eccellenza, ama il proprio lavoro più di ogni altra cosa e ha perso lo spirito natalizio. È diventata parsimoniosa e un po’ egoista, quasi quanto Ebenezer Scrooge. Le interessa soltanto risparmiare per continuare a vivere a Londra e trascura la famiglia per ottenere una promozione.
Entrambe hanno delle ferite ancora aperte, differenti proprio come i loro rispettivi caratteri.
Jamie Darcy è il vicino di casa di Eloise. Sì presenta come un ragazzo scontroso, taciturno e pensieroso. Quando riesce a vincere la propria timidezza, si dimostra simpatico e dolce.
Le vicende sono ambientate tra Doncaster un tranquillo e incantevole villaggio, e la caotica Londra.
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Se non ci fossi tu è un romanzo natalizio divertente, romantico e commovente.
Fa riflettere sull’importanza dei legami familiari, che si consolidano soprattutto durante le feste. Almeno a Natale tutti meriterebbero di essere felici e circondati dai propri affetti. Il dono più prezioso è la presenza, capace di scaldare il cuore più di una cioccolata calda, di un film sentimentale o delle luci natalizie. Ogni cosa scompare, compresa l’oscurità. La forza dei sentimenti supera qualunque ostacolo e il desiderio di esserci gli uni per gli altri diviene necessità.
Fa capire al lettore che non deve chiudersi in se stesso o paragonarsi agli altri, sentendosi in obbligo di dimostrare qualcosa a discapito del resto. Invece di rinfacciare, dovrebbe essere più onesto.
È anche un invito a fermarsi un attimo, prendere una pausa e respirare a pieni polmoni.
Uno dei punti a favore del romanzo, in particolare per i lettori dall’animo nerd, sono i riferimenti letterari e cinematografici: si passa dal popolare Canto di Natale a Frozen, da Il trono di spade alle più famose e amate commedie romantiche.
Un altro punto forte è la caratterizzazione delle protagoniste, i cui punti di vista si alternano fino al 25 dicembre. Sono reali e difficili da dimenticare, soprattutto la tenerezza di El.
E c’è spazio pure per l’amore, senza risultare stucchevole.
In definitiva, Se non ci fossi tu è un romanzo originale e toccante. Lo stile dell’autrice è semplice e diretto e la narrazione è scorrevole. I dialoghi sono spontanei, spassosi e adeguati al contesto. La caratterizzazione dei personaggi è ottima.
Consigliato agli amanti del Natale e a chi cerca una lettura leggera e al contempo riflessiva.
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Ringrazio DeAgostini per la copia cartacea in omaggio.

Valutazione: ❄️❄️❄️❄️/5

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Consigli su cosa regalare a Natale (dicembre 2021)

La vegetariana – Han Kang
La casa che mi porta via – Sophie Anderson
Il piccolo negozio dei desideri – Nicola May

Sarang: Il coraggio di amare – Elisa Fumis (in offerta fino a Natale)

La fabbrica dei cuori abbandonati – Elisa Fumis
Piccoli gesti che fanno bello il mondo – Loll Kirby e Yas Imamura
Due Sirene In Un Bicchiere – Federica Brunini
You Are in the Blue Summer e The Blue Summer and You – Nagisa Furuya
Neon Sign Amber – Ogeretsu Tanaka
Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini e Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne – Mackenzi Lee
Guerra ai prof! – Andrea Maggi
Come una piuma – Dayna Lorentz
Due cuori in affitto – Felicia Kingsley
Come petali di ciliegio – Mia Another
Il giovane Holden – J. D. Salinger
Notturni – Kazuo Ishiguro
Un regalo per Miss Violet – Susan Gloss
Momo – Michael Ende
Pollyanna – Eleanor H. Porter
Pomi d’ottone e manici di scopa – Mary Norton
Un’estate con la Strega dell’Ovest – Kaho Nashiki
Dipartimento di teorie folgoranti – Tom Gauld
Il giardino segreto – Frances Hodgson Burnett
Il cavaliere, il gatto, la ballerina di Piotr Vlasov e Olga Vlasova
Un litro di lacrime – Aya Kitō
Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami
Cheshire Crossing – Andy Weir e di Sarah Andersen

Recensione #78 – Natale col vampiro di Elisa Mura

Natale col vampiro è un racconto natalizio fantasy.
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Quando Odette riceve una misteriosa eredità dal compianto nonno Barnaba, si reca dal notaio a Lowsbright. La ragazza ottiene le chiavi del negozio di oggetti vintage dell’uomo, ma ancora non sa che versa in pessime condizioni e soprattutto che potrebbe imbattersi in un… vampiro!
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Odette Blackswan è una ragazza di vent’anni che viene considerata strana dai propri genitori. Malgrado la giovane età, ha avuto una vita piena di avversità.
È onesta, intelligente, coscienziosa e determinata. Ama il Natale.
Odila invece è una creatura invisibile di genere femminile, che solo lei può udire e che le ha sempre creato problemi.
Incosciente, dispettosa, cleptomane e distruttiva, adora tutto ciò che è cupo e si diverte a prenderla in giro. È l’opposto di Odette.
Julius Papadopulos è un vampiro loquace. Ha sete di conoscenza ed è fissato con le buone intenzioni.
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Le vicende sono ambientate a Lowsbright, una cittadina di provincia con piazze e parchi che hanno diverse fontane e statue e una via principale piena di negozi, le cui vetrine sono illuminate per l’imminente arrivo del Natale.
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Natale col vampiro è un racconto divertente che analizza l’animo umano, che possiede un lato puro e buono e uno più cattivo. Fa capire che bisognerebbe accogliere entrambi perché sono le due facce di una stessa medaglia, altrimenti si rischia di soffrire e di permettere a uno dei due di prendere il sopravvento. Infatti ognuno di noi sceglie quale parte di sé mostrare al mondo, anche se non si dovrebbe mai soffocare alcun sentimento, positivo o negativo che sia. Proprio come Odette, dovremmo imparare ad accettarci per come siamo e trovare le persone giuste, quelle capaci di apprezzare ogni nostra sfumatura.
L’eredità ricevuta dalla protagonista rappresenta una seconda possibilità per cambiare vita e migliorarla. Sono le piccole cose, quelle che sembrano insignificanti, a fare la differenza.
L’autrice lancia un importante messaggio di speranza per Natale: malgrado la vita sia difficile e dolorosa, è necessario andare avanti per poterne aprire una nuova pagina.
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In definitiva, Natale col vampiro è un racconto spassoso e al contempo profondo. La trama è abbastanza originale per il genere e i personaggi sono caratterizzati bene. I dialoghi sono fluidi e rendono la narrazione più scorrevole.
Consigliato a chi cerca una lettura natalizia semplice e con delle buone riflessioni.

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[Avvento libroso 2021] Recensione #77 – La vegetariana di Han Kang

La vegetariana è un romanzo che racconta l’intensa quanto angosciante storia di una donna vittima del male di vivere.Yeong-hye decide di smettere di mangiare carne e altri derivati animali a causa di un sogno. La donna si tormenta tanto da non riuscire più neppure a dormire, per evitare le immagini che la seguono anche nelle tenebre.Comincia così la sua discesa nella follia…Kim Yeong-hye è una donna ordinaria, taciturna e passiva. Si occupa di lettering per un editore di manhwa, i fumetti coreani.È stata cresciuta in un ambiente familiare ostile, freddo e violento.Vive a Seul con il marito e non ha figli, a differenza della sorella.Trascorre molto tempo da sola a leggere in camera.Si scopre disguastata dalla carne e in seguito da tutto ciò che è convenzionale e umano.Il signor Cheong si è sposato con Yeong-hye per comodità: ha scelto come moglie una donna abbastanza insignificante, in modo tale da non faticare per conquistarla e, soprattutto, per avere una vita facile che ben presto, però, si rivela poco stimolante.Mediocre, cinico e codardo, l’uomo si è sempre accontentato. Ha trovato un lavoro in una modesta azienda. La sua unica preoccupazione è sempre stata quella di salvare le apparenze.Si dimostra ancora più egoista e superficiale quando la protagonista subisce un cambiamento drastico.Il cognato di Yeong-hye è un artista ed è un padre assente.Inizia ad avere un’ossessione morbosa per la cognata.In-hye è la sorella maggiore della protagonista nonché l’unica a cercare di capirla.Da bambina è cresciuta in fretta per evitare l’irascibilità del padre, un eroe della guerra del Vietnam, e si è presa cura di Yeong-hye al posto della madre.Entrambe non hanno ricevuto affetto dai loro genitori e dai rispettivi mariti.In-hye è una donna perseverante e premurosa, soprattutto con Ji-woo, il figlio. Il più delle volte reprime i propri sentimenti, rischiando di esserne sopraffatta e di fare del male a se stessa.I sensi di colpa nei confronti della sorella la attanagliano sempre di più, tanto da porsi domande su cosa avrebbe potuto fare per evitare il suo malessere.La vegetariana è diviso in tre parti: Han Kang si serve del narratore interno, rappresentato dal marito di Yeong-hye, per la prima e del narratore esterno per la seconda e la terza.La protagonista non interviene, lascia che il lettore dia una personale interpretazione dei fatti. Il carattere e i problemi della donna vengono filtrati, come i raggi del sole con le persiane, dagli occhi degli altri personaggi.Ad esempio, il signor Cheong reagisce alla scelta della moglie in modo molto frivolo, non scava in profondità, non cerca di comprendere. Tutto rimane in superficie, velato da una debole nebbia. Invece il cognato la vede come un’opportunità e la sorella come un rimorso, un modo per ripulirsi la coscienza.Yeong-hye è, a tutti gli effetti, sola. Vive nel proprio mondo e nessuno prova davvero affetto per lei. Malgrado venga usata e ferita, rimane passiva.Le vicende si svolgono in gran parte nella capitale e per la restante in un ospedale psichiatrico nei pressi del monte Ch’ukseong. L’ambientazione non è molto ricca di dettagli, al contrario delle descrizioni fisiche.Il romanzo affronta tematiche importanti, quali la salute mentale, il distacco dalla realtà, la violenza e l’inumanità.È una critica alla società maschilista, ancora radicata in Corea del Sud, e giudicante, basata sulle apparenze e sulla sottomissione della donna. Il giudizio di persone estranee alle situazioni descritte diviene più importante di chi le vive sulla propria pelle. Smettere di mangiare carne in un Paese dove il suo consumo è la normalità, equivale a uno schiaffo morale e merita uno schiaffo fisico.Ogni scelta, se consapevole, andrebbe accolta con curiosità e rispetto. Invece la paura di ciò che è diverso spesso spinge l’uomo a essere violento e meschino. Il conformismo è un aspetto fondamentale nella cultura sudcoreana.Soltanto liberandosi dei preconcetti e della natura umana del proprio io si potrebbe vivere senza prigioni, interiori o esteriori che siano. La follia di Yeong-hye assumerebbe quindi una sfumatura nuova, differente dall’immaginario collettivo.Lei si spoglia di una pelle che non le appartiene, che non le serve più o che forse non le è mai stata di alcuna utilità, quasi fosse una crisalide in attesa di trasformarsi in una farfalla e di volare via.Decadimento e rinascita si alternano e creano immagini forti, di primordialità e di sangue.L’autrice scava nelle profondità della mente umana, così effimera e fragile, e ne dipinge un quadro torbido e pessimista, un buco nero che inghiotte, minuto dopo minuto, la protagonista, e al contempo invita il lettore a scorgere uno spiraglio di luce tra le chiome degli alberi.In definitiva, La vegetariana è un romanzo psicologico e a tratti crudo, quasi soffocante. La trama è originale. Malgrado la quasi totale assenza di dialoghi per favorire una maggiore introspezione, la narrazione risulta scorrevole ed è più incisiva e misteriosa nella prima parte. I personaggi sono caratterizzati bene.L’opera ha la straordinaria capacità di emozionare e di scuotere il lettore, tanto da non riuscire a smettere di interrogarsi sul destino di Yeong-hye.Se ne consiglia la lettura soprattutto a chi apprezza le atmosfere claustrofobiche e a chi è avvezzo alla letteratura asiatica.

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