Recensione #45 – Dipartimento di teorie folgoranti di Tom Gauld (Review party)

Dipartimento di teorie folgoranti è un libro che raccoglie 150 vignette disegnate da Tom Gauld. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nella collana Oscar Ink.

Se con In cucina con Kafka Tom Gauld ci aveva fatti sorridere grazie alle sue tenere e spiazzanti strisce a tema letterario, in questo nuovo libro raccoglie 150 storie pubblicate sul «New Scientist» i cui protagonisti sono scienziati sfortunati, robot microscopici e teoremi sconcertanti. Non serve essere premi Nobel per comprendere l’umorismo di Gauld: chiunque abbia un vago ricordo delle lezioni di scienze dai tempi della scuola, non potrà fare a meno di sentirsi chiamato in causa.

Dipartimento di teorie folgoranti è una raccolta di vignette umoristiche sul tema della scienza.

La simpatica introduzione, scritta come se fosse un libro-game degli anni Ottanta o Novanta, conduce il lettore nell’affascinante mondo scientifico, pieno di teorie, calcoli matematici che i non-scienziati non riescono a comprendere, contraddizioni, di razionalità e al contempo follia, ma anche fenomeni sconosciuti e inspiegabili e riferimenti alla fantascienza. Le lezioni di chimica assumono un nuovo significato: pare che il poeta inglese Coleridge le seguisse per “arricchire la propria riserva di metafore“.
Giunto all’uscita della labirintica parte introduttiva, il lettore può godersi l’humour sagace delle strisce a fumetti di Gauld, che mescola il linguaggio scientifico (razionale) e quello umano (emotivo) in un connubio di rara bellezza.

Le centocinquanta vignette ironizzano su svariati temi e branche della scienza: si passa dal gatto di Schrödinger agli alchimisti, dal wormhole alla clonazione, dagli esperimenti falliti o pericolosi all’esistenza di Dio e dei miracoli, dal rapporto macchina-uomo ai biglietti d’auguri per gli scienziati, che vengono visti come dei falliti o come delle creature invisibili da chi non fa parte del mondo scientifico.
Sovente il passato si fonde con il presente: le teorie di alcuni scienziati vengono confutate sui social network a colpi di dislike e commenti sprezzanti; non manca l’occasione di utilizzare il post di un altro per fare spam, proprio come capita di questi tempi.
Nel mondo del fumettista scozzese emerge anche uno sguardo incerto e curioso sul futuro. E se gli esseri umani venissero schiavizzati dagli alieni o i robot fossero più bravi di noi a giocare a scacchi? Al contrario, un professore potrebbe utilizzare una macchina con le proprie fattezze per svolgere i compiti che lo annoiano.
Vi è persino una critica ad alcuni comportamenti dell’uomo (ad esempio, assegnare un nome assurdo a una nuova specie).
In altre strisce Gauld storpia i nomi di libri o film famosi utilizzando termini o riferimenti legati alla scienza: La carica dei 101 diventa così La carica dei 1100101. Questi sono simpatici giochi di parole che coinvolgono il lettore e lo invogliano a imparare qualcosa sul sistema numerico binario.

Il tocco moderno (hashtag, meme) donano all’opera una ventata di freschezza, rendendola più fruibile al grande pubblico.
Saggia la decisione di alternare un’ironia più tenera e spensierata al black humour inglese in modo da non appesantire il testo o farlo risultare troppo ripetitivo.

Dipartimento di teorie folgoranti non è un testo di divulgazione scientifica, ma potrebbe incuriosire i più giovani e farli appassionare alla scienza o a una delle sue numerose branche.

Lo stile di Tom Gauld non è particolarmente dettagliato, tende allo stilizzato. Non punta sulla bellezza visiva, preferisce conquistare la mente con intelligenza e brio. Un disegno ben realizzato sorprende in un primo momento, ma poi passa subito in secondo piano. La giusta dose di ironia invece rimane impressa e non viene dimenticata a distanza di anni.

In definitiva, Dipartimento di teorie folgoranti è una raccolta di vignette comiche alla portata di tutti, soprattutto di chi ha amato The Big Bang Theory. È inevitabile non pensare alle battute di Sheldon e a tutti i termini tecnici imparati grazie alla suddetta serie TV.

Lo consiglio a chi cerca una lettura diversa, originale e divertente, a chi adora l’umorismo inglese o a chi è interessato ad avvicinarsi alla scienza in modo più esilarante e immediato.

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