Recensione #34 – Incatenati al passato di Angela Quaranta

Incatenati al passato è un libro per bambini scritto da Angela Quaranta e pubblicato in self su Amazon. È il secondo volume della serie “Viaggiatori nel tempo“. 

 

È iniziata con uno scontro l’amicizia tra Lulù, Loki, Zorba e Fritz.
Un’amicizia che nessuno si aspettava ma che è cresciuta e si è consolidata dopo ogni prova che i quattro gattini hanno dovuto superare.
Ma proprio quando la missione sembrava conclusa, ecco che uno sgangherato marchingegno li ha catapultati indietro nel tempo.

Nel 649 d.C.

Cosa ci sarà ad attendere i piccoli amici in un’epoca così lontana?
Riusciranno, almeno questa volta, a tenersi lontani dai guai?
Ma soprattutto, saranno in grado di tornare a casa, nella loro epoca?

 

 

Loki, Zorba, Fritz e Lulù sono quattro mici-amici provenienti da Parigi.

Uno strano marchingegno, realizzato da Gaston, il padrone di Lulù, li ha catapultati indietro nel tempo, più precisamente nel 649 d.C.

I ritmi degli abitanti del posto sono legati alla natura: si svegliano all’alba, lavorano nei campi finché non fa buio e poi vanno a dormire. Le abitudini dell’epoca si scontrano con quelle dei gattini, che dapprima si sentono spaesati. La lingua è incomprensibile: si tratta infatti del latino. Soltanto Fritz, lo studioso del gruppo, sembra avere dimestichezza con il linguaggio antico.

Come se non bastasse, le persone del villaggio dove sono finiti hanno paura di Zorba in quanto gatto nero. La loro mentalità ancora ottusa lo associa al diavolo e costringe i quattro amici ad andarsene. (❝La gente ha sempre avuto paura di quello che è diverso o che non capisce.❞)

Quando cala la notte, si rifugiano in una casa al limitare del bosco. Ben presto si imbattono nella strana proprietaria, una nonnina zuccherosa di nome Mildred.

I quattro sentono che c’è qualcosa che non quadra in quella donna e decidono di indagare, dividendosi: Fritz e Loki trascorrono le giornate nella sua casa, mentre Zorba e Lulù perlustrano la zona. Inoltre, scelgono un punto di ritrovo per aggiornarsi su ciò che riescono a scoprire.

I due micetti sono in grado di comprendere le parole di Mildred, che, proprio come loro, appartiene all’epoca moderna; al contrario, lei non capisce il loro linguaggio. Ciò dimostra che non è una strega.

La verità è che la donna è finita in quell’epoca a causa di un incantesimo di  Cassandra, una strega incapace di compiere magie più complesse senza l’aiuto di un M.a.g.u.s. (Magici Gatti per Usi Speciali).

Mildred cova molta rabbia nei suoi confronti: ha trascorso gli anni tra l’emarginazione sociale e il disperato desiderio di tornare a casa. (“Ho trascorso gli ultimi anni della mia vita in questo posto in mezzo al nulla, in un tempo in cui non dovrei esistere, faticando capire la gente che mi circonda è messa al bando come una reietta. Come come una strega. Perché, sebbene qui nessuno conosca la verità su di me, tutti avvertono, in qualche modo, che sono diversa.”)

Per completare la pozione che li ricondurrà all’epoca moderna ha bisogno del loro aiuto, soprattutto l’aiuto quello di Zorba. Le mancano soltanto due ingredienti.

I quattro amici scoprono che Tea, il M.a.g.u.s. di Cassandra, si trova da qualche parte in quella zona: il libro degli incantesimi della strega non è l’unica cosa che Mildred ha portato via con sé durante il teletrasporto. Ancora non sanno che la gatta è in quella casa e che è in grave pericolo…

 

Loki è un gatto norvegese dal pelo folto e lucido. Lui è il più grosso di tutti, perciò si fa sempre avanti per proteggere i suoi amici. Ha un carattere cinico e spesso si azzuffa con Lulù per alleviare le tensioni. Rispetto agli altri non ha nulla da perdere; questo lo porta a essere molto più protettivo nei confronti dei suoi amici.

Zorba è un giovane gatto dal pelo lucido e dagli occhi del colore dell’ambra. Lui è un british nonché un M.a.g.u.s. ancora inesperto. Non pensa infatti di essere all’altezza del padre.

Lulù invece è un gatto tricolore. A causa del suo carattere snob, Loki l’ha soprannominata principessa. Sente molto la mancanza del suo padrone Gaston e desidera tornare al più presto da lui nella sua amata Parigi.

Infine c’è Fritz, un soriano di colore grigio e dal manto spelacchiato. Ha un corpo troppo magro. È l’unico in grado di leggere e conosce molte cose sulla storia. Insomma, è proprio un secchione! Non non è molto sicuro di sé, parla poco ed è piuttosto goffo. A causa della pozione di una strega può diventare invisibile o  comparire a intermittenza, ma non ha ancora imparato a controllare il proprio “potere”.

I quattro mici-amici si completano: senza il lato pratico di Zorba, quello razionale e intellettuale di Fritz, quello forte e cinico di Loki e quello saggio di Lulù, come farebbero gli altri a sopravvivere? Persino la gatta snob, arrivata per ultima, è parte integrante del gruppo; è stata accolta a “zampe aperte”. 

Affrontando numerose difficoltà e rischiando più volte di cacciarsi nei guai, i protagonisti rafforzano il legame che li unisce.

 

Nonostante sia il secondo di una serie, il lettore potrebbe leggere questo libro anche senza aver letto il primo grazie a qualche breve spiegazione dell’autrice. Questo, a mio avviso, è un punto a suo favore.

 

Incatenati al passato è una bellissima storia d’amicizia, coinvolgente e scritta bene.

Affronta svariati temi, quali la paura del diverso, l’amicizia, la lealtà, il cambiamento.

Fritz è sempre stato il gatto più goffo e insicuro del gruppo, ma stavolta dimostra delle insospettabili doti da leader. Si rende utile senza combinare qualche pasticcio, come è solito fare. Mette a disposizione degli altri le sue innumerevoli conoscenze e coordina le varie operazioni per salvare Tea e per riuscire a creare la pozione che li riporterà a casa.

Anche Lulù cambia: non è più la gattina viziata che hanno conosciuto gli altri tre, si rivela più coraggiosa e disponibile all’azione. Lo stesso Loki, sempre molto scontroso, riesce a tranquillizzarla e, per il bene di tutti, mette un po’ da parte il suo carattere tendente al litigio.

Infine Zorba acquisisce delle nuove consapevolezze circa il suo potere magico. Non può più vivere all’ombra del padre, soprattutto nel momento del bisogno.

Questo è un altro punto a favore del libro.

Angela Quaranta fa capire a grandi e piccini l’importanza dell’amicizia, dell’unione e del rispetto nei confronti del diverso. Non bisognerebbe mai giudicare dalle apparenze, maltrattare un gatto soltanto perché il suo pelo è nero. Sono queste le cose che vuole ricordarci l’autrice di questo bellissimo romanzo.

 

In definitiva, Incatenati al passato è un libro per bambini capace di coinvolgere anche gli adulti per le tematiche importanti che affronta e per le emozioni che trasmette. È scorrevole. I personaggi sono caratterizzati bene (sono profondi e interessanti). Il testo è accompagnato da delle illustrazioni molto carine, che mi hanno ricordato un po’ quelle dei libri della collana Il battello a vapore. Il finale è divertente e preannuncia un terzo volume ancora più avventuroso e intrigante.

Lo consiglio a chi si sente escluso, diverso e non capito, a chi ha perso la fiducia in una cosa tanto preziosa come l’amicizia, a chi cerca una lettura appassionata per il proprio figlio (o per divertirsi insieme a lui), a chi ama la storia e vuole fare un tuffo nel passato.

 

Vi auguro di trovare degli amici speciali come loro!

 

Voto:⭐⭐⭐⭐⭐/5

 

[Recensione del primo volume]

[Link per l’acquisto dell’ebook su Amazon]

[Link per l’acquisto del cartaceo su Amazon]

 

gatti

(Fonte foto e trama: Amazon)

 

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4 pensieri su “Recensione #34 – Incatenati al passato di Angela Quaranta

  1. Elisa le tue recensione sono sempre bellissime e emozionanti! dopo averla letta viene voglia di tornare bambini e leggerlo..un abbraccio!!

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