Gita a Udine (29/09/16) – parte prima

Ieri sono andata a Udine.

Mi sono svegliata alle 8; avrei voluto dormire un po’ di più, ma avevo il treno alle 9.20. Quindi ho fatto colazione, bevuto il caffè ginseng, mi sono truccata e lavata. Alle 8.55 sono andata in stazione con mio fratello e mia mamma. Una volta fatti i biglietti ho scritto a Mauro, un ragazzo che ho conosciuto grazie a Facebook e questa era la prima volta che ci vedevamo. In chat ci eravamo già fatti diverse confidenze, quindi possiamo definirci amici. All’arrivo del treno, ho salutato mia mamma e mio fratello e sono salita alla ricerca del mio amico e quando l’ho trovato, ci siamo salutati con i due classici baci sulla guancia e mi sono seduta di fronte a lui. (Mauro doveva salire alla fermata prima della mia, quindi molto comodo!) Durante tutto il viaggio, abbiamo parlato di tante cose, soprattutto della mia città, dove lui andava a scuola, e dei posti che abbiamo visitato. Pur essendomi trovata bene, il tempo non è passato velocemente, anzi… Non ho avuto ansia ed è stato piacevole parlare con lui, ma forse mancava qualcosa: quando mi annoio o quando sono troppo felice, il tempo sembra scivolarmi dalla mani (nel primo caso come punizione per la mia accidia; nel secondo come punizione per la troppa gioia).O tutto o niente.
Siamo arrivati a Udine alle 10.05. Per prima cosa ho fatto una sosta al bagno, cercando di sbrigarmi per non far aspettare troppo il mio amico. Mi ha tenuto lo zainetto, è stato veramente molto gentile. Gli ho raccontato della mia fobia di rimanere chiusa in gabinetto, risalente a un episodio successo alle elementari che gli ho raccontato. Gli ho anche parlato della mia paura di rimanere chiusa negli ascensori, ma soltanto quando sono sola. Insomma, ho chiacchierato a ruota libera, non me ne sono stata zitta neanche un attimo. Questo mi ha permesso di non preoccuparmi per la stanchezza o eventuali attacchi di panico. Abbiamo raggiunto via Aquileia, che mi piace tantissimo. Avremmo anche potuto prendere un’altra strada per raggiungere il centro, ma ho preferito questa. Purtroppo abbiamo camminato per un pezzo nel sole, quindi abbiamo attraversato per andare in ombra. Ho parlato a Mauro dei miei problemi di pressione bassa. Abbiamo proseguito in via Vittorio Veneto, dove ho dato una rapida occhiata alle librerie Giunti e Tarantola (solo da fuori). Una volta raggiunta Piazza della Libertà, ci siamo fermati sotto la Loggia del Lionello, dove ho bevuto un po’ di acqua e ho scattato le prime foto. È stato strano vederla senza gente, essendoci stata in occasioni due due eventi. Abbiamo notato una costruzione/monumento particolare della mostra Paradoxa (arte contemporanea dal Giappone), che purtroppo si era conclusa proprio il giorno prima. Abbiamo concordato sul fatto che non ci saremmo mai saliti, neanche per un sacco di soldi. Siamo ripartiti alla volta del Castello prendendo la salita (l’ingresso si raggiunge da lì’!) Vedendo la scalinata mi è venuta in mente la canzone Stairway To Heaven dei Led Zeppelin e ci siamo un po’ spaventati. Per fortuna non è stata così faticosa. Terminata la prima rampa, abbiamo dato un’occhiata a Udine dall’alto, ho scattato qualche foto e al bivio abbiamo deciso di proseguire in salita (ripida) restando sulla sinistra e di vedere dopo la parte destra (la strada ciottolosa con i porticati). Siamo arrivati fino in cima e non è stato assolutamente faticoso. Da lì c’è un paesaggio mozzafiato! Non pensavo che Udine fosse così immersa nel verde, ma con i tetti delle case e qualche costruzione che rimandano a Bologna. Ho scattato alcune foto, abbiamo fatto il giro del Piazzale del Castello con lo stesso e visto Udine da un’altra angolazione. Con una specie di binocolo (in questo momento mi sfugge il suo nome) ho guardato ed è stato bellissimo! Abbiamo notato un parco e abbiamo deciso di andarci. Siamo scesi dalla parte opposta da dove eravamo arrivati, quindi abbiamo visto ciò che prima avevamo saltato: la Chiesa, la strada ciottolosa, la collina, i porticati, la Torre dell’Orologio da dietro. Ovviamente i Musei Civici sono chiusi di lunedì. Abbiamo concordato che lunedì è un giorno sfigato. Non siamo però scesi del tutto bensì ci siamo fermati al porticato più in alto. Quindi abbiamo preso la discesa per raggiungere il parco che avevamo visto da lontano. L’abbiamo apprezzato il fatto che fosse per metà ombreggiata. Con il navigatore del cellulare di Mauro abbiamo scoperto di essere in Piazza Primo Maggio e che il parco che avevamo davanti è Parco Grande. Il parco mi è piaciuto, con una fontana in mezzo. Siamo entrati anche in secondo parco, accanto al primo, di nome Loris Fortuna. Da lì Mauro ha cercato per me un posto nelle vicinanze che avrei voluto vedere con i miei occhi. Come zona non è male, mi è piaciuta parecchio, ma nel posto specifico che dico io stavano facendo lavori. Abbiamo fatto un piccolo giro lì intorno per poi tornare in Piazza Primo Maggio in direzione di un parco in cui avrei voluto andare e che mi ero segnata (Giardino Ricasoli) Il parco ci è piaciuto un sacco, anche se pensavamo fosse più grande. Abbiamo fatto un giro, ho scattato qualche foto. Abbiamo visto dei pesciolini carini dentro una specie di fontana. Poi siamo andati alla ricerca di un cigno e ho voluto farmi un selfie con lui. Ho “rubato” l’idea a una ragazza di Udine che ho tra le amicizie: avevo visto qualche tempo fa che si era fatta il selfie con il cigno in un parco di Udine (Se leggerai questo articolo, sappi che ti sono riconoscente per questa bella scoperta!) C’abbiamo messo tanto per fare qualche foto decente perché o venivo male io o non si vedeva bene il cigno. Ne ha scattate alcune anche Mauro con il cellulare. Una è venuta abbastanza carina! ❤ Nel frattempo mi è venuta fame (le campane hanno suonato mezzogiorno!) e ho mangiato una caramella all’arancia. Ho chiesto a Mauro se ne volesse una, ma lui ha rifiutato. (E io che le avevo portate per lui!) Poi siamo andati a sederci su una panca all’ombra e io ho mangiato affettati vegetali con pancarrè bianco. Ho chiesto al mio amico se ne volesse un po’ anche lui, ma ha rifiutato di nuovo. Così l’ho pregato di non guardarmi mentre mangio perché non sopporto essere fissata quando lo faccio o se sono la sola a farlo. Non so, mi mette un po’ di ansia. Ha assecondato questa follia, è stato proprio carino. Da questo discorso, mi è tornato in mente quando non avevo mangiato quasi nulla la sera che ero andata a sentire Lui suonare e abbiamo parlato quasi per tutto il tempo di Lui e abbiamo continuato fuori dal parco. Abbiamo visto nuovamente il cigno, scattato ancora qualche foto, rientrati nel parco e usciti per dirigerci di nuovo verso il centro.
Abbiamo raggiunto Piazza della Libertà sbucando fuori da Via Manin. Non era nemmeno l’una. Così, prima di andare al Caffè dei Libri, ho proposto di vedere via Mercatovecchio, dato un’occhiata rapida ai negozietti, entrati in una via a caso per raggiungere Piazza San Giacomo. Siccome avevano installato dei tendoni per non-so-quale evento, addio belle foto. Ne ho scattate alcune, ma non è la stessa cosa. Abbiamo scelto proprio un giorno sfortunato! Siamo entrati in un vicolo chiuso perché pensavo ci fosse qualcosa di interessante e invece non era così. Però l’ho trovato affascinante, mi è sembrato un borgo e rimandava vagamente a Venezia. Siamo entrati in una galleria e sbucati in Via Sarpi. Da lontano ho visto la Biblioteca Civica Joppi, che avevo già intravisto a giugno. Siamo ritornati in via Mercatovecchio e udite udite, siamo ritornati per l’ennesima volta in Piazza della Libertà.
FINE PRIMA PARTE

 

(Avendo scritto tantissimo e dovendo scrivere ancora tanto, ho pensato che di dividere il resoconto in due parti. Ho paura che se scrivessi tutto in questo articolo, verrebbe una cosa lunghissima o forse finirebbero i caratteri. Quindi meglio spezzare l’articolo in due. Non so se dopo scriverò la seconda parte o lo farò domani. C’ho messo una vita solo per scrivere questa prima parte. Aiuto! Sono già le 21.50 quindi non sono sicura di riuscire entro oggi a finire tutta la seconda parte. Al massimo la leggerete domani. Per le foto invece ci vorrà più tempo del previsto in quanto ho anche tanti altri impegni. Spero di non avervi annoiati! Un bacione)

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